Mar 21, 2019 11:13 Europe/Rome
  • Iran, l’Italia sta valutando se aderire a Instex: di cosa si tratta

ROMA (Public Policy) – “Si deve osservare che la costituzione di Instex (Instrument in support of trade exchanges) attiene al contesto delle misure ristrettive imposte all’Iran per il contrasto al programma iraniano di proliferazione nucleare.

In esito all’uscita degli Stati Uniti dall’accordo sul nucleare iraniano e alla conseguente reintroduzione delle sanzioni” statunitensi, “l’Unione europea ha manifestato supporto al mantenimento dell’accordo anzidetto e ha promosso la costituzione di questo veicolo al fine di superare le difficoltà di relazioni commerciali con il Paese causate dagli effetti dell’embargo” Usa. “Il veicolo, costituito in Francia, con capitale francese, tedesco e inglese, almeno in questa fase inziale, è stato pensato per consentire la compensazione dei crediti e debiti di controparti europee ed iraniane nel settore umanitario (Food and Pharma), senza licenza bancaria”.

Così il sottosegretario all’Economia Massimo Garavaglia (Lega) nella risposta, in commissione Finanze alla Camera, a un’interrogazione a prima firma di Giulio Centemero (Lega), su come intenda agire il Governo in relazione al nuovo strumento Instex annunciato il 31 gennaio dell’Unione europea che “dovrebbe permettere alle imprese comunitarie di continuare a intrattenere transazioni finanziarie con l’Iran nonostante le sanzioni statunitensi”.

“Le autorità italiane – ha qundi spiegato Garavaglia – stanno valutando le caratteristiche di Instex e se e in quale misura aderirvi, anche considerando che, per quanto riguarda l’Europa e quindi l’Italia, il regime restrittivo nei confronti dell’Iran, collegato al contrasto delle proliferazione, è circoscritto. Pertanto, l’operatività commerciale in vari settori è consentita oggi liberamente, con gli opportuni accorgimenti volti a mitigare taluni rischi operativi, e può avvalersi anche di operatori italiani per le operazioni bancarie e finanziarie con controparti iraniane non sanzionate”.

“Per quanto riguarda il Gruppo d’azione finanziaria (Gafi/Fatf – Financial action task force), l’Iran – ha spiegato Garavaglia – è sotto esame dal 2007 perché la sua normativa è stata valutata carente in merito alle misure di prevenzione, investigazione e repressione del riciclaggio di denaro e del finanziamento del terrorismo. Pertanto l’Iran, tuttora inserito nella lista del Fatf, è nel processo di adeguamento della propria normativa agli standard internazionali in materia. L’Italia partecipa a tale valutazione tecnica condotta dal Gafi/Fatf, monitorando anche le dinamiche del processo legislativo interno al Paese”.

Tag

Commenti