Feb 22, 2019 21:13 Europe/Rome
  • Myanmar, discriminazioni e violenze per la minoranza Rohingya

Il popolo Rohingya, una delle minoranze più perseguitate al mondo, soffre la completa mancanza di servizi fondamentali ed ha un grande bisogno di aiuti umanitari. I Rohingya, in Myanmar, insieme con altre minoranze musulmane dello Stato asiatico sono vittime delle violenze della maggioranza buddista e vivono in totale abbandono e senza alcuna protezione.

Questa triste guerra etnico-religiosa ha causato innumerevoli perdite umane e messo in fuga 140mila persone che ora vivono in accampamenti di fortuna in condizioni disastrose e molti altri sono isolati in villaggi separati. In questo momento, per loro l’accesso a condizioni igienico-sanitarie accettabili è quasi impossibili. Dimenticati dal mondo.

L’ufficio Onu per il coordinamento degli affari umanitari (Unocha) ha fatto presente come molti Rohingya vivano in piccoli campi sulla costa dove le condizioni meteo sono instabili e destinate a peggiorare. Inoltre, sono privati della libertà di movimento e ciò limita molto le loro possibilità di cercare del cibo o provvedere alla propria salute. L’esistenza di questa minoranza dipende interamente dagli aiuti umanitari dell’Onu.

I membri della comunità Rohingya vengono discriminati, controllati nei loro più piccoli movimenti, vengono fortemente ristrette le loro possibilità di trovare un posto di lavoro e ai loro bambini  è praticamente proibito l’accesso all’istruzione. Vivono nella completa incertezza, senza che venga riconosciuto il loro status, negando loro la cittadinanza. Sono nelle mani dell’oppressore, se anche in questo si vuole inserire la vicenda in una dialettica di oppressi-oppressori.

Ovviamente, tale brutale violenza genera ingenti flussi migratori verso i Paesi vicini come la Malesia, la Thailandia e l’Indonesia.

Fonte:ilfarosulmondo.it

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