Dec 14, 2018 19:21 Europe/Rome
  • La forte virata israelo-americana dell’Italia

di Davood Abbasi.

Nel giro di due giorni, attraverso due azioni che al contrario dell’apparenza sono collegate tra di loro, l’Italia ha messo in mostra una plateale e vistosa virata verso il fronte israelo-americano.

Che sia chiaro: l’Italia, volente o nolente, è una nazione che fa parte della Nato e che ha quindi dovuto partecipare a tutte le guerre ingiuste degli Usa degli ultimi anni (Jugoslavia, Afghanistan, Iraq, Libia).

Le prese di posizione decisamente filo-israeliane di Matteo Salvini, durante la visita in Israele, e la chiusura della tratta commercialmente redditizia Roma-Teheran, ad opera dell’Alitalia, suscitano il nostro stupore perchè questa volta la situazione era diversa.

L’Iran, attraverso la firma dell’accordo nucleare, tecnicamente il JCPOA, ha il diritto a non essere più colpito da sanzioni; l’Ue continua a ribadirlo in tutte le sedi, insieme ai soliti Cina e Russia. In aggiunta, in favore dell’Iran, c’è anche la risoluzione 2231 del Consiglio di Sicurezza, che proibirebbe le sanzioni all’Iran.

È in violazione a tutto ciò che Trump ha approvato le nuove sanzioni contro l’Iran; per questo l’Ue, ha annunciato che attraverso il sistema bancario SPV, vorrebbe aggirarle.

Anche sull’Hezbollah la situazione e' chiara; come ha riassunto con singolare chiarezza Giorgia Meloni, le forze di Hezbollah, unite all’Iran, alla Russia ed al presidente siriano Assad, sono quelle forze che hanno combattuto l’Isis in Siria difendendo anche i cristiani.

Ma l’Italia ha ignorato tutto ciò: sia sull’Iran che su Hezbollah. E si è mossa verso Washington e Tel Aviv (Salvini non ha nemmeno escluso di portare l’ambasciata a Gerusalemme), prendendo le distanze persino dall’Ue.

L’augurio è che non vada a finire come il caso della Libia: quando l’Italia attaccò militarmente una nazione con cui aveva firmato un patto di amicizia. Non perche' qui a Teheran qualcuno abbia paura; solo perche' la guerra non e' una cosa bella. Soprattutto quando non ne ricavi alcun guadagno e la fai per far piacere a Washington. Le sanzioni, purtroppo, sono una sorta di operazione di guerra economica.

 

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