Maggio 24, 2017 06:52 Europe/Rome
  • Roma, Il libro

 ROMA - La creatività dei bambini si unisce alla cronaca e alle testimonianze di vita, in un libro di storie a cavallo tra finzione e realtà per sensibilizzare i più giovani sulle migrazioni.

 Così è nato "Nel mio Paese c'era la guerra", un'opera che raccoglie le storie scritte dai ragazzi della scuola media Renato Villoresi di Roma durante un laboratorio di scrittura "Come le rondini" sul tema dei migranti.Circa 150 studenti per storie collettive Il progetto, finanziato dai genitori degli studenti, è iniziato a ottobre 2016 e ha coinvolto circa 150 studenti. "Sono storie collettive", ha spiegato ad Ansamed Dario Amadei, curatore del laboratorio insieme a Elena Sbaraglia. "All'inizio ero preoccupato per il tema complesso da affrontare con gli studenti, ma i ragazzi hanno lavorato benissimo, ci hanno messo l'empatia e si sono messi dalla parte dei migranti". Partendo da fatti di cronaca e testimonianze dirette di rifugiati, "i ragazzi hanno immaginato le storie di cosa è accaduto nel dettaglio", e leggendo le opere, "sono rimasto colpito, li ho trovati commoventi". Racconti "di qualità", tanto che l'editrice Graphofeel le ha fatte diventare un libro. "I partecipanti hanno affrontato con maturità questo laboratorio" ha aggiunto Elena Sbaraglia. "Dando gli stimoli giusti si lavora bene, e i ragazzi sono in grado di trasmettere molto".Storie per dar voce ai sentimenti La storia di London Jack, il gabbiano "nero" costretto ad abbandonare il suo porto sicuro.

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