• Arabia Saudita, pena di morte per schiacciare dissidenti sciiti

LONDRA-Amnesty International ha lanciato l’allarme contro imminenti esecuzioni di una dozzina di uomini sciiti nel braccio della morte in Arabia Saudita, accusando il regime di Riyadh di ricorrere alle condanne a morte come “strumento” per sopprimere le minoranze sciite del regno.

L’organismo per i diritti umani con sede nel Regno Unito ha riferito che ci sono segnali che uomini sciiti incarcerati potrebbero essere di fronte a un’imminente esecuzione, dopo essere stati trasferiti presso la cosiddetta Presidenza di sicurezza dello Stato dell’Arabia Saudita. Questa istituzione è stata creata l’anno scorso con l’obiettivo di diminuire i poteri del Ministero degli Interni e di mettere il re in controllo diretto sulle questioni di “sicurezza dello Stato“.

“Le famiglie degli uomini sciiti sono terrorizzate da questo sviluppo e dalla mancanza di informazioni fornite loro sullo stato dei casi dei loro cari”, ha dichiarato Heba Morayef, direttore di Amnesty per il Medio Oriente e il Nord Africa. “Data la segretezza che circonda i procedimenti giudiziari dell’Arabia Saudita, temiamo che questo sviluppo segnali l’imminente esecuzione dei dodici uomini”, ha aggiunto Morayed, aggiungendo che gli uomini sono stati riconosciuti colpevoli di presunta attività di spionaggio per l’Iran in “un processo gravemente ingiusto”.

“L’Arabia Saudita è uno dei più prolifici boia del mondo e usa regolarmente la pena di morte come strumento politico per schiacciare il dissenso della minoranza sciita del Paese, dimostrando il suo totale disprezzo per il valore della vita umana”, ha aggiunto Morayed.

I musulmani sciiti sauditi sono da decenni oggetto di politiche discriminatorie e abusive dal regime di Riyadh. I governanti sauditi hanno anche mantenuto le regioni orientali del regno – dove vive la maggioranza dei musulmani sciiti – sotto una continua e brutale repressione nel tentativo di impedire alla comunità di praticare la propria religione. Centinaia di attivisti sciiti stanno languendo dietro le sbarre dal 2011 solo per aver partecipato a proteste in cui si chiedeva piena uguaglianza e diritti fondamentali per tutti i sauditi.

 

 

Fonte:.ilfarosulmondo.it

Nov 09, 2018 10:38 Europe/Rome
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