• Russiagate: Nord Corea, unica via d'uscita per Trump

WASHINGTON (Pars Today Italian) - Donald Trump è assediato in patria dall’opinione pubblica sopratutto dallo stato profondo che lo vuole coinvolto nel Russiagate. 

Donald Trump è assediato in patria dall’opinione pubblica sopratutto dallo stato profondo che lo vuole coinvolto nel Russiagate. La Corea del Nord e la minaccia atomica sono perciò utilizzate da Donald per distrarre l’attenzione popolare dai suoi problemi personali. Minacciando Kim con parole di fuoco, facendo dire ai generali che l’opzione militare, se falliscono le sanzioni e i contatti diplomatici, diventerà esecutiva, Trump si pone però in una situazione pericolosa sul piano politico. Dopo tanta retorica e tante provocazioni bisogna passare ai fatti. Esce da una trappola per finire in una decisamente peggiore. Dato che sanzioni e contatti diplomatici non porteranno che a un bel niente che si fa? La guerra? La Cina ha dichiarato che rimarrà neutrale se Kim attaccherà… ma senza tanti giri di parole ha fatto intendere che risponderà ad un’eventuale aggressione americana. Trump si prenderà la responsabilità di un conflitto nucleare allargato? Credo assolutamente di no. Semplicemente farà cadere la credibilità degli States ai minimi storici. La Corea del Nord non rinuncerà mai alla sua potenza nucleare. La Cina che negli ultimi anni ha pensato a far profitti in ogni angolo del mondo, si trova, controvoglia, coinvolta in una faccenda molto più delicata. Da alcune fonti (non so se credibili) emergerebbero azioni di spionaggio o comunque di infiltrazioni con personaggi coreani al fine di un cambio di regime in salsa cinese. Ciò spiegherebbe, se non altro, i tanti ammazzamenti avvenuti in Corea del nord, come difesa della stabilità politica.

Un cambio di regime con stivaletti cowboy non sarebbe invece gradito all’Impero Celeste che vedrebbe i suoi confini minacciati da basi missilistiche puntate contro.

Perciò inevitabile la risposta cinese ad un ‘eventuale’ aggressione degli States contro Pyongyang. Gli investimenti di Kim nell’atomica, come quelli del padre e del nonno, risultavano indispensabili per l’indipendenza del Paese. Si è detto che tale politica sia stata utile per consacrarlo come leader supremo. E’ possibile ma va ricordato che non é stata firmata la pace né con gli Stati uniti né con la Corea del Sud. Senza la potenza nucleare la Corea del nord sarebbe una colonia come la Corea del sud completamente sotto controllo americano. Sembrerà paradossale a pacifisti e ad ambientalisti ma solo la “bomba” ha permesso l’indipendenza del Paese e la pace. Kim ha vinto. Capiva benissimo che il bestione americano era incatenato e poteva solo gridare ai quattro venti un carisma e una potenza che non ha più. Da altra parte La federazione russa, tra il vedere e il non vedere ha sistemato presso i confini con la Corea del Nord una batteria difensiva che sarebbe meglio per l’aviazione Usa non affrontare.

Aug 17, 2017 06:54 Europe/Rome
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