• Usa: libertà di girare armati anche senza licenza uccide 60 persone

LAS VEGAS- La strage compiuta dal sessantaquattrenne Stephen Paddock, che a Las Vegas (Nevada) ha falciato a colpi di mitra e fucile di circa 60 persone che assistevano a un concerto rock, ..

è stata per lo più raccontata e analizzata in un’ottica tutta e solo americana. È vero, è il più grave massacro nella serie peraltro infinita degli omicidi di massa compiuti negli Usa, un ecatombe che ha superato anche quella realizzata l’anno scorso in Florida dal ventinovenne Omar Mateen, che uccise 49 persone nella discoteca gay “Pulse” di Orlando. Ed è anche vero che negli Usa la questione delle armi è di particolare gravità.

Il Centro ricerche del Congresso ha realizzato un rapporto dai risultati quasi incredibili. Negli Usa, che hanno una popolazione di 320 milioni di abitanti, circolano 357 milioni di armi da fuoco. La gran parte di coloro che possiedono un’arma in realtà, e proprio come Paddock che si era portato 23 fucili nella stanza d’albergo da cui ha sparato, ne possiedono molte, proprio come Paddock che si era portato 23 fucili nella stanza d’albergo da cui ha sparato: il 20% dei possessori ha il 65% di tutte le armi. Per finire, con il 4% della popolazione mondiale, gli Usa ospitano il 42% di tutti i civili armati del mondo. L’aspetto paradossale, anzi patologico della faccenda, è che a ogni strage la passione per le armi sembra crescere invece di diminuire. Dopo il massacro di Orlando, il valore delle azioni di Sturm Ruger e Smith&Wesson, prima e terza azienda americana nel settore degli armamenti, crebbero del 9,6 e dell’11,6%.

Siamo quindi di fronte a una situazione a dir poco anormale, certo unica sul pianeta. Eventi come quelli di Orlando e Las Vegas sono quindi destinati a ripetersi, anche perché la lobby delle armi è così potente da influenzare, anzi annullare, lo stesso potere della Casa Bianca. Donald Trump non pare intenzionato a intervenire. Ma anche Barack Obama, che qualche tentativo lo fece, dovette alla fine arrendersi e lasciar perdere.

Ai commenti su Las Vegas, però, manca un tassello determinante. Ed è il rapporto tra l’abnorme presenza di armi nelle case degli americani e le esportazioni americane di armi verso altri Paesi. È chiaro, infatti, che le aziende Usa non lavorano solo per fornire fucili e pistole agli americani stessi. Il vero business sono le esportazioni. Dal 1950 gli Usa, insieme con la Russia, sono i massimi fornitori mondiali di armi. Oggi, spiega il Sipri, l’istituto indipendente di Stoccolma che è l’autorità indiscussa in questo genere di statistiche, gli Usa armano oltre 100 Paesi, come nessun altro al mondo (https://www.sipri.org/research/armament-and-disarmament/arms-transfers-and-military-spending), per un giro d’affari che già nel 2015 valeva 80 miliardi di dollari. C’è una perfetta coincidenza, tra l’altro, tra l’andamento del mercato e i profitti delle aziende americane. Tra il 2012 e il 2016 le vendite mondiali di armamenti sono cresciute dell’8,4%; nello stesso periodo il valore delle azioni di Sturm Ruger e Smith&Wesson si è incrementato del 200 e del 600%.

Quando un qualche pazzoide si mette a sparare sulla folla in America, è giusto piangere le vittime americane. Ma sarebbe anche giusto chiedersi, visto il controllo totale che l’industria esercita sulla politica in questo campo, su quali altre folle innocenti di altri Paesi quelle stesse armi stiano sparando o stiano per sparare.

Fulvio Scaglione

http://pergiustizia.com/usa-liberta-di-girare-armati-anche-senza-licenza-uccide-60-persone/

 

Oct 08, 2017 08:20 Europe/Rome
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