• The Times: Trump e la crisi politica in Gran Bretagna

LONDRA (Pars Today Italian) - La crisi politica in Gran Bretagna, innescata dalle dimissioni del ministro per la Brexit, David Davis, e di quello degli Esteri, Boris Johnson, si approfondisce nell'imminenza della visita a Londra del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump.

Il giornale tradizionalista "The Times" titola l'apertura della sua prima pagina riportando che i conservatori (Tory) più euroscettici (i cosiddetti "Brexiteers") sono sul piede di guerra ed annunciano che faranno di tutto per spodestare la premier Theresa May e far deragliare il suo piano per una "soft Brexit", spronati in questo dalle parole di Trump che ha definito la Gran Bretagna come un paese "in preda al caos". Il presidente Usa arriverà a Londra oggi 12 luglio per una visita ufficiale a lungo rinviata a causa di una serie di incomprensioni con il governo della premier britannica Theresa May: sarà ricevuto dalla regina Elisabetta II nella sua residenza reale di Windsor, alle porte della capitale; incontrerà la May nella sua residenza di campagna ai Checquers e poi si concederà un fine settimana di vacanza in Scozia. Nell'articolo di spalla il "Times" riporta poi come Trump stia coscientemente soffiando sul fuoco delle divisioni all'interno del Partito conservatore al governo a Londra, annunciando di voler incontrare il "mio amico Boris Johnson": si tratta dell'ormai ex ministro degli Esteri britannico, il capofila dei "Brexiteers" che l'altro ieri lunedì 9 si è dimesso dalla carica in aperta e durissima polemica con il progetto di una "soft Brexit" che la premier May aveva fatto appena approvare dall'esecutivo in una drammatica riunione svoltasi nello scorso fine settimana nella sua residenza di campagna ai Checquers; il piano in sostanza prevede che nei negoziati sul divorzio dall'Unione Europea, la Gran Bretagna punterà a restare anche dopo la Brexit all'interno dell'unione doganale e del mercato unico europei. Per il dimissionario Boris Johnson, per il suo collega David Davis che si è dimesso domenica sera, ciò equivarrebbe a ridurre la Gran Bretagna allo status di "colonia" dell'Ue: un punto di vista condiviso dai Tory "Brexiteers", alcuni dei quali hanno già abbandonato i loro incarichi di governo e di partito mentre si attendono nuove dimissioni. Ed è su queste scintille di rivolta che Trump sta soffiando: la richiesta di incontrare Boris Johnson è un'aperta sfida all'autorità del primo ministro britannico ed una aperta interferenza negli affari interni di un paese alleato.

 

 

Jul 12, 2018 07:02 Europe/Rome
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