• Sarraj ha i giorni contati, Haftar sempre più forte

Il conto alla rovescia è ormai iniziato. E quei razzi sparati contro l'aeroporto di Tripoli ne sono l'esplosiva avvisaglia.

Nonostante il diritto interessato lo neghi decisamente, le voci sulle sue probabili dimissioni si rincorrono a Tripoli e ancor più a Bengasi. La questione all'ordine del giorno non è "se" ma "quando" e in quale contesto di reciproche garanzie, Fayez al-Sarraj uscirà di scena. Al di là delle dichiarazioni ufficiali, e del sostegno ribadito all'attuale premier libico dal titolare della Farnesina, Enzo Moavero Milanesi, di fatto il "dopo Sarraj" è sul tavolo di una trattativa che non riguarda solo il variegato arcipelago interno libico, dove a dettar legge non sono il sempre più accerchiato premier né l'uomo forte della Cirenaica, il generale Khalifa Haftar. Quest'ultimo è certo il più forte tra i due, ma anche l'ambizioso ex ufficiale di Gheddafi sa bene che le alleanze, in un Paese dove agiscono oltre 150 milizie in armi e dove il potere delle tribù è ancora molto forte, sono alquanto fluide, e l'alleato di oggi può diventare il nemico di domani e viceversa.
Sep 12, 2018 23:51 Europe/Rome
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