Maggio 12, 2019 08:12 Europe/Rome
  • Trump alla guerra dei dazi: la controffensiva cinese

- "Le trattative proseguono in maniera molto cordiale, il dialogo è stato franco e costruttivo e un’intesa è ancora possibile. Ma la Cina non può pensare di negoziare un accordo con gli Usa all'ultimo minuto. Questa non è l’amministrazione Obama o l'amministrazione di Sleeping Joe".

Cosi' ha scritto Donald Trump su Twitter, riferendosi a Joe Biden, l’avversario più accreditato per la sfida della Casa Bianca nel 2020.

E come si aspettava la Cina non è rimasta a guardare ed oltre alle già citate tariffe doganali che potrebbero essere estese qualitativamente e quantitativamente, vi sono una serie di misure che sono in fase di valutazione. Da una campagna volta a boicottare l’acquisto e il consumo dei prodotti americani – strategia già messa in atto dalla Cina contro la Corea del Sud e il Giappone negli ultimi anni – all’inasprimento dei controlli doganali e delle ispezioni, che porterebbero a ritardare eccessivamente l’ingresso dei beni americani sul mercato.

Potrebbe altresì sabotare la catena di produzione globale. In Cina vengono infatti prodotti moltissime componenti che vengono poi trasformate o assemblate dalle aziende americane e vendute come prodotto finito: un blocco delle esportazioni di queste merci avrebbe un discreto impatto sull’efficienza dell’economia americana, anche se Trump ha prontamente affermato che sarebbe un’occasione per finalmente portare tutta la catena produttiva in America. L’arma finale potrebbe essere la svalutazione del Renminbi, la moneta nazionale, nei confronti del dollaro, rendendo i prodotti cinesi molto co

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