• Un database per la spazzatura in mare

ROMA (Pars Today Italian) - Litterbase, sviluppato dall’Alfred Wegener Institute, raccoglie tutte le pubblicazioni riguardanti i rifiuti marini e il relativo impatto ecologico. Sono oltre 1300 le specie colpite dall’inquinamento, più del doppio rispetto al precedente aggiornamento scientifico.

Pesci che ingeriscono rifiuti, uccelli marini che vi restano impigliati, organismi marini soffocati dalle plastiche. È lo sconfortante panorama che emerge da Litterbase, il database sviluppato dal centro di ricerca tedesco Alfred Wegener Institute. Che per la prima volta descrive in modo esaustivo (e preoccupante) la situazione nelle aree marine con le maggiori concentrazioni di rifiuti, mettendo in evidenza quali specie ed ecosistemi siano più esposti alle conseguenze del fenomeno, anche al al largo delle coste italiane.

I ricercatori dell’istituto specializzato in ricerca marina e polare, hanno collezionato in un unico database i dati provenienti da 1337 studi sull’inquinamento marino. Sono stati analizzati tutti gli studi pubblicati tra il 1960 ed il 2017, per un totale di 4795 località sparse in tutto il mondo. Accedendo al portale online Litterbase, una mappa globale interattiva mostra la distribuzione dei rifiuti e le interazioni con l’ambiente marino. I dati sono costantemente aggiornati e rappresentati attraverso analisi grafiche.

Emerge, ad esempio, che il 34% degli organismi ingerisce rifiuti, il 32% ne rimane impigliato o intrappolato e il 29% li colonizza insediandosi sulla loro superficie. Sono 1333 le specie coinvolte, ma a farne le spese principalmente sono i pesci e gli uccelli marini, che rappresentano quasi la metà del totale. Litterbase conferma inoltre che la plastica, in forme e dimensioni diverse, è la principale fonte di inquinamento..

 

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Maggio 19, 2017 18:14 Europe/Rome
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