• Parabole e Metafore coraniche (26): la metafora coranica per l'ipocrisia

L’argomento del nostro programma di oggi e’ancora una volta l’ipocrisia ed avremo modo di conoscere un’altra delle metafore usate dal Corano per far comprendere l’inutilità delle azioni di coloro che non fanno del bene per Dio ma solo per mettersi in mostra tra la gente.

Nella seconda sura del sacro Corano, la sura al Baqara o della Giovenca, i versi 19 e 20 recitano:

«اَوْ کَصَیِّب مِنَ السَّمَآءِ فِیهِ ظُلُماتٌ وَ رَعْدٌ وَ بَرْقٌ یَجْعَلُونَ اَصابِعَهُم فِى آذانِهِمْ مِّنَ الصَّواعِقِ حَذَرَالمَوْتِ وَ اللَّهُ مُحیطٌ بِالْکافِرینَ یَکادُ البَرْقُ یَخْطَفُ اَبْصارَهُمْ کُلَّما اَضَاءَ لَهُمْ مَشَوْا فِیهِ وَ اِذآ اَظْلَمَ عَلَیْهِمْ قامُوا وَلَوْ شاءَ اللَّهُ لَذَهَبَ بِسَمْعِهِمْ وَاَبْصارِهِمْ اِنَّ اللّهَ عَلى کُلِّ شَىْء قَدِیرٌ»

 [O come] una nuvola di pioggia nel cielo, gonfia di tenebre, di tuoni e di fulmini: mettono le loro dita nelle orecchie temendo la morte a causa dei fulmini. E Allah accerchia i miscredenti.

Il lampo quasi li acceca: ogni volta che rischiara, procedono; ma quando rimangono nell'oscurità si fermano. Se Allah avesse voluto, li avrebbe privati dell'udito e della vista. In verità Allah su tutte le cose è potente.

Quì gli ipocriti vengono paragonati a dei viaggiatori che si muovono nelle tenebre della notte e che si sono persi in un deserto mentre piove a dirotto. Non hanno luogo dove rifugiarsi e non c’e’ nessuno che li possa aiutare; non vi e’ alcuna luce perchè il cielo e’ coperto dalle nubi che infuriano. Intanto, tuoni e fulmini si succedono ininterrottamente e sono talmente paurosi che i viaggiatori smarriti si tappano le orecchie per non sentire e tremano dal timore. Ora, la situazione dell’ipocrita, dice il Corano, e’ traballante come quella di un viaggiatore che si trovi in questo stato.

La figura metaforica del Corano e’ davvero completa e suggestiva e dimostra quanto sia preoccupante la situazione di coloro che compiono il bene, non per l’amore del bene e per Dio, ma solo per mettersi in mostra e attirare l’attenzione della gente.

In pratica il miscredente, dichiarando la propria fede, ottiene un pò di luce. Nella metafora, quel pò di luce che davano i lampi quando si scatenavano nella tempesta; ma visto che questa fede e’ instabile e solo apparente, allora l’ipocrita fruisce solo in minima parte della luce. Ed e’ cosi’ che presto si viene a sapere che e’ solo un bugiardo e così viene abbandonato dalla gente e lasciato solo con la sua miscredenza.

Agli albori dell’Islam, molte persone erano così; alcune volte si incamminavano verso la fede nell’unico Dio ma poi, quando era il momento di fare passi importanti, si tiravano indietro e tornavano alla loro situazione iniziale di miscredenza. Proprio come i viaggiatori che nell’esempio un pò vedono la strada rischiarata dai lampi, ma poi tornano nelle tenebre.

Questi ipocriti, che molte volte si nascondo tra le fila della società, sono molto pericolosi perchè la possono danneggiare dall’interno. Proprio per questo motivo nei versetti 60 e 61 della sura Al Ahzab, o dei Coalizzati, Dio ordina al profeta di indurre gli ipocriti, coloro che creano timore e paura, a lasciare la società dei fedeli e se si rifiutano, come ultima soluzione, Dio autorizza anche di ucciderli.

Secondo gli esegeti e’ indubbiamente giusto che questi versi, cioè quelli riguardanti gli ipocriti, sono rivolti a quelli che vissero nel periodo del profeta dell’Islam. Ma la domanda che si pone sempre nell’esegesi islamica e’ questa: “Se Mohammad e’ l’ultimo profeta ed il Corano, come esso stesso recita, una guida per tutti i tempi, che senso avrebbe collocare in esso insegnamenti o soluzioni limitate al periodo del profeta?”.

E’ proprio seguendo questo ragionamento che i commentatori del Corano sono tutti più o meno concordi sul fatto che questi versi si riferiscono sì agli ipocriti del periodo degli albori, ma in generale anche a quelli di tutti i periodi successivi.

Secondo alcuni commentatori, gli ipocriti si dividono in due gruppi: prima coloro che hanno una fede debole e poco stabile. Questi sono musulmani ma la bramosia di potere e ricchezza li induce a mentire e rompere i patti con Dio. Questo tipo di ipocriti vengono detti “musulmani dalla fede debole”. Il secondo gruppo invece non sono affatto fedeli e si fingono totalmente tali per poter danneggiare l’Islam oppure beneficiare della copertura del nome di fedeli. Questo secondo gruppo e’ quello dei “miscredenti apparentemente musulmani” che e’ considerato molto pericoloso e di solito tra gli acerrimi nemici dei fedeli.

Il principale segnale che si palesa nei miscredenti e’ la mancanza di serenità. Visto che la loro lingua non dice ciò che sta nel loro cuore, hanno sempre paura di essere scoperti. Sono soli, hanno paura, temono continuamente che qualcosa di brutto possa accadere loro.

Al contrario i fedeli sono tranquilli e sereni e credono in Dio. Dio l’Altissimo nel versetto 82 della sura Al An’am o del Bestiame, ricorda:

Coloro che hanno creduto e non ammantano di iniquità la loro fede, ecco a chi spetta l'immunità; essi sono i ben guidati”.

E’ degno di nota che pure la scienza moderna e’ arrivata allan stessa conclusione che il Corano indica. Molteplici studi scientifici alla portata di tutti hanno dimostrato che la fede porta serenità e tranquillità e coloro che sono fedeli sofffrono meno di ansia, stress, problemi cardiaci, infarti ed eccetera. Tutto ciò il Corano lo ha spiegato 14 secoli fà con un semplice ragionamento; chi e’ solo nella vita, si sente perduto dinanzi a qualsiasi piccolo problema.

Chi invece fa affidamento a Dio, una fonte senza fine di bontà, amore e potenza, si rifugia in Lui nei momenti difficili e riesce così a superare anche le avversità più aspre.

 

Jul 08, 2017 13:30 CET
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