• Fanatismo, falso volto dell’islam(50)

PARSTODAY-Amici vi abbiamo già spiegato nel seno dell’ideologia salafita nacquero diversi gruppi fondamentalisti. Però tutti non condividono gli stessi pensieri e  esistono tante divergenze di opinione tra di loro.  Il salafismo prende forma all’interno di un contesto geografico ampio e variegiato, dall’Europa, fino all’India.

 

All’epoca in cui il wahabismo cominciava a prendere piede nei deserti dell’Arabia altre forme di rinascita salafita cominciarono a manifestarsi dall’India all’Africa occidentale interessando anche l’Africa equatoriale.

Per esaminare le radici del Salafismo in India si deve ritornare al XVIII secolo quando Quṭb al-Dīn Aḥmad Walī Allāh Dihlawī (Delhi, 2 marzo 1703 – Delhi, 17 agosto 1762) svolse un ruolo chiave nella formazione dei pensieri salafiti nel sub-continente indiano. Dihlawi fu un teologo e indiano di madhhab hanafita. Comunemente noto come Shah Waliullah Dihlawi. Shah Waliullah morì nel 1762. I suoi lavori trattano il sunnismo ortodosso e il Sufismo. La sua opera più importante fu la Ḥujjat Allāh al-bāligha, diretta a istruire i Sufi affinché si conformino alle norme legali ortodosse.

La nascita del  movimento Dihlawi in India coincise con la formazone in Arabia del wahabismo, di una dottrina ultra-puritana e rigidamente severa determinata dall’alleanza politica tra Muhammad Abd al Wahab e il capo tribale Muhammad bin al Saud.

Si dice che Shah Waliullah per anni avrebbe studiato nelle scuole religiose di Najd e Hijjaz, le quali sarebbero state frequantate anche contemporaneamente da Ibn Wahhab.

***

Fu proprio in questo secolo che il sistema coloniale britannico ebbe una grande espansione in India; e tra gli indiani crebbe anche la tendenza verso l'induismo una delle religioni più antiche del sub-continente. Quindi da una parte le superstizioni degli indù e di altri seguaci delle religioni locali minacciavano la comunità islamica e dall’altra l'impero coloniale britannico si impegnò a eliminare ogni traccia dei pensieri e della cultura islamica. Shah Waliullah che fu un conoscitore di ḥadīth per contrastare queste sfide e per rinnovare del sapere e dei costume islamici si ricorse agli Hadith( I detti tarsmessi dal Profeta e Salaf al Salihin) e lo riconobbe come fonte indispensabile del credo islamico.

Scopo di Shah Waliullah era epurare il misticismo islamico di tutte le influenze esterne e trasformarlo in una concezione teo-politica per la supremazia dell'Islam.

Per Walliullah trascurare gli hadith, come una fonte essenziale della conoscenza islamica,  causò il crollo dell’islam e fece diffondere la superstizione tra I musulmani. Il teologo indiano riteneva che la sunna incarnasse le prescrizioni contenute nel Corano.

Per quanto riguarda il concetto dell’unicità di Dio, Shah Walliullah fu molto influenzato dai pensieri radicali di Ibn Taymiya. Anche lui come Ibn Taymiya, riteneva Shirk(miscredenza)chiedere aiuto e soccorso ad altri(prescelti del Signore) che Iddio altissimo. Shah Walliullah non era però del tutto tradizionalista( naqliun) e al contrario dei salafiti fondamentalisti non disprezzava il ruolo della ragione(aql) nell’interpretazione dell’islam.

***

Lui per esaminare gli hadith e la loro autenticità accettava l’uso dell’ijtihad, «raziocinio individuale». L’ijtihad rappresenta lo sforzo di riflessione che gli ‘ulema’ islamici intraprendono per interpretare le fonti dell’islam.

Però per quanto riguarda i principi della credenza lui come altri salafiti si opponeva al ricorso della ragione e riteneva necessario seguire I pensieri dei salaf al Salihin al riguardo.

Shah Walliullah intanto si sforzò tanto per unire I musulmani perchè secondo lui i seguaci delle diverse scuole islamiche condividevano gli stessi princìpi fondamentali dell'Islam, quindi permetteva ai suoi fedeli di imitare anche le norme di altre scuole di pensiero islamico come hanafismo, hanbalismo e….

Ciò che, forse più di ogni altra cosa, distingue Shah Waliullah da altri salafiti è la sua tendenza verso il sufismo. I suoi lavori trattano anche il Sufismo.

Questo noto pensatore indiano faceva inoltre parte della Naqshbandiyya che è una delle più importanti confraternite mistiche islamiche Sufi.

La Naqshbandiyya è l’ordine mistico islamico che pretenda di tracciare la sua linea spirituale (silsila) dal Profeta Maometto(as) attraverso il suo primo Compagno, suo suocero e suo primo successore alla guida politica delle Umma (Khalīfa), Abū Bakr.

Questa linea si collega indirettamente anche con ʿAlī b. Abī Ṭālib, il cugino e poi genero del Profeta quarto Califfo e primo Imam dello Sciismo, attraverso Jaʿfar al-Ṣādiq. Al contrario, numerosi altri Ordini sufi (ṭuruq) tracciano la loro discendenza direttamente dall’imam Ali.

Nell’India settentrionale nel momento in cui l’impero Mogul iniziava a disgregarsi a causa della penetrazione militare ed economica britannica Sayyed Ahmad Shahid (1786-1831) e Ismail Shahid (1779-1831) propugnarono il ritorno alle origini, una purificazione dell’Islam e il jihad contro l’influenza del parallelo risveglio del nazionalismo di indù e sikh.

Jan 03, 2018 10:25 CET
Commenti