Nel nome di Dio, il Clemente, il Misericordioso. Cari amici di Pars Today Italian, siamo lieti di accompagnarvi anche oggi con l’interpretazione semplice e scorrevole dei versetti del Corano, l’ultimo testo rivelato dal Signore e la Sacra Scrittura di un miliardo e mezzo di persone al mondo.

Oggi proseguiamo la lettura della 33esima sura del Corano ossia la Al-Ahzab o dei Coalizzati, ispirata al profeta a Medina e quindi medinese e di 73 versetti. La coalizione che viene evocata dal nome di questa sura è quella che si formò nel quinto anno dall'Egira e che vedeva alleati i politeisti coreisciti, gli ebrei e gli ipocriti medinesi. Li fronteggiarono non più di tremila combattenti musulmani con la strategia suggerita da un liberto di origine persiana, Salmân Pak detto “al Farsi” (“il persiano” appunto) il quale propose lo scavo di un ampio e profondo fossato capace di fermare le cariche della cavalleria beduina.  Il progetto ebbe successo: dopo qualche giorno di inutili tentativi “i coalizzati”, stanchi e snervati, travolti da un'improvvisa furiosa bufera, si ritirarono in disordine.

 

Ed ora leggiamo i versetti numero 43 e 44 della sura dei Coalizzati:   

 

«هُوَ الَّذِی یُصَلِّی عَلَیْکُمْ وَمَلَائِکَتُهُ لِیُخْرِجَکُم مِّنَ الظُّلُمَاتِ إِلَى النُّورِ وَکَانَ بِالْمُؤْمِنِینَ رَحِیمًا»،

Egli è Colui Che effonde le Sue benedizioni su di voi, assieme ai Suoi angeli, per trarvi dalle tenebre alla luce. Egli è misericordioso per i credenti. (33:43)

 

«تَحِیَّتُهُمْ یَوْمَ یَلْقَوْنَهُ سَلَامٌ  وَأَعَدَّ لَهُمْ أَجْرًا کَرِیمًا»

Nel Giorno in cui Lo incontreranno, il loro saluto sarà: “Pace”. Egli ha preparato per loro generosa ricompensa. (33:44)

 

 

Quando i fedeli ricordano il Signore, vengono a loro volta ricordati da Dio. Altrove, nel Corano, vi e’ un versetto, il 152esimo della sura della Giovenca, in cui Dio dice direttamente “ricordatemi che vi ricorderò”. Anche gli angeli divini pregano e chiedono beatitudine e grazia per i pii e devoti, quella grazia che fa’ si’ che gli uomini escano dal tenebroso mondo del peccato dirigendosi verso la luce.

In altre parole, l’insistenza nel ricordo di Dio, fa’ si’ che le persone ricevano la sua immensa Grazia che e’ fondamentale nei momenti piu’ difficili della vita. E’ proprio questa fede che evita che le persone anneghino nelle tempeste terrificanti della vita.

Da questi versetti apprendiamo che:

Primo – Per liberarsi dalle oscurita’ della vita, la ragione e la scienza dell’uomo non possono bastare ed egli ha bisogno dell’aiuto e del sostegno divino. Cio’ puo’ divenire possibile attraverso il ricordo del Signore.

Secondo – La vera fede, e’ cio’ che guida verso di noi i doni divini; doni che sono esito di quella misericordia che porta la luce nella vita delle persone annientando l’oscurita’ del male.

Terzo – In paradiso le persone si salutano dicendo “Pace” e per questo tra i musulmani e’ tradizione salutarsi allo stesso modo, con la parola Salam.

Leggiamo ora i versetti 45 e 46 della sura dei Coalizzati:

 

«یَا أَیُّهَا النَّبِیُّ إِنَّا أَرْسَلْنَاکَ شَاهِدًا وَمُبَشِّرًا وَنَذِیرًا»،

O Profeta, ti abbiamo mandato come testimone, nunzio e ammonitore, (33:45)

 

«وَدَاعِیًا إِلَى اللَّـهِ بِإِذْنِهِ وَسِرَاجًا مُّنِیرًا»

che chiama ad Allah, con il Suo permesso; e come lampada che illumina. (33:46)  

 

 

Questo versetto ricorda che Mohammad, il profeta dell’Islam, e’ un modello di vita completo tra la gente ed una persona che vive tra di loro e spiega che le buone azioni verranno premiate mentre quelle riprovevoli verranno punite.

Il profeta invitava la gente ad adorare Dio, non ad obbedire a lui, che era un comune uomo come gli altri, che aveva l’unica differenza di aver ricevuto la missione di riferire la parola divina; e sotto questo aspetto, per via della trasmissione della parola del Signore, Mohammad viene paragonato ad una lampada che brilla ed illumina con la conoscenza divina, sconfiggendo le tenebre dell’ignoranza e delle superstizioni.

Da questi versetti apprendiamo che:

Primo – I profeti, non solo con la parola, ma soprattutto con le loro azioni, hanno invitato la gente a seguire il messaggio divino. Proprio perche’ erano esseri umani come gli altri sono il miglior modello per gli uomini di tutti i tempi.

Secondo – Il profeta dell’Islam e’ testimone delle azioni della sua comunita’ e cio’ appesantisce le responsabilita’ di coloro che si dichiarano musulmani e si dicono seguaci della sua tradizione.

Terzo – Nell’educazione e nella guida delle persone, solo l’annuncio della premiazione delle buone opere accompagnato dal monito sull’esito doloroso di quelle cattive, può avere un senso.

Ed ora leggiamo i versetti 47 e 48 della sura dei Coalizzati:

 

«وَبَشِّرِ الْمُؤْمِنِینَ بِأَنَّ لَهُم مِّنَ اللَّـهِ فَضْلًا کَبِیرًا»،

E da' ai credenti la lieta novella che per loro c'è una grande grazia di Allah; (33:47)

 

«وَلَا تُطِعِ الْکَافِرِینَ وَالْمُنَافِقِینَ وَدَعْ أَذَاهُمْ وَتَوَکَّلْ عَلَى اللَّـهِ  وَکَفَى بِاللَّـهِ وَکِیلًا»

non obbedire ai miscredenti e agli ipocriti, non ti curare della loro persecuzione e confida in Allah. Allah è sufficiente come protettore. (33:48)

 

Dopo aver detto che il profeta dell’Islam e’ un nunzio ed ammonitore, in questi versetti si citano degli esempi concreti per queste due attivita’.

La buona novella del Paradiso viene data a coloro che obbediscono alle leggi divine e s’impegnano nel loro rispetto; loro ricevono la Misercordia particolare del Signore ed i suoi doni; il monito va’ invece a coloro che non solo si sono impantanati nell’ipocrisia e nella rinnegazione del Signore, ma che cercano di distogliere gli altri dalla fede e di dar fastidio ai fedeli. Il versetto invita il profeta ad ignorarli e a non seguire le loro parole, e di affidarsi al Signore nei momenti difficili.

Da questi versetti apprendiamo che:

Primo – Il leader di una societa’ islamica, deve ricordare ai benefattori che Dio premiera’ il loro agire ed allo stesso tempo deve mettere in guardia i malfattori dalle conseguenze delle loro azioni.

Secondo – Dinanzi alle difficolta’ create ai fedeli dai rinnegatori e dai miscredenti, i fedeli hanno l’ordine di pazientare e di affidarsi a Dio.

Terzo – Gli ipocriti, anche se vivono nella societa’ islamica e sono apparentemente amici, di fatto ingrossano le file del nemico. Bisogna conoscerli bene ed essere attenti ai loro complotti.

 

Davood Abbasi

 

Feb 28, 2018 11:51 CET
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