• Fanatismo: il falso volto dell’Islam (55)

I Deobandi indiano come vi abbiamo già spiegato è influenzato dal wahhabismo, I suoi seguaci  a volte preferiscono definirsi wahhabiti . Alcuni perfino definiscono I deobandi la versione indo-centro-asiatica del wahabismo saudita.

Il forte legame che c’è tra questi due gruppi risale ai tempi dell’invasione dell’Afghanistan da parte delle forze dell’ex-Unione sovietica del 1979. La scuola deobandi ha visto la propria affermazione con l’avvento al potere dei taleban. Oggi nell’Asia centro-meridionale le origini del fondamentalismo provengono maggiormente dai “deobandi”.

Amici come vi abbiamo già spiegato che il salafismo delle origini si è diffuso e diversificato in varie correnti e in una vasta geografica. L’Egitto è stato un altro paese in cui l’ideologia salafita prende piede e si afferma all'inizio del XX secolo.

Il decline dell’impero ottoman nei primi anni del XX secolo, al potere dal 1453, segnò quindi la fine del Sistema califfato nel quale il sultano si autodefiniva "califfo" dei musulmani. I popoli greco, bulgaro, serbo, lasciarono l'impero durante il declino dell'Impero Ottomano. Nel 1882 l'Egitto sotto la spinta degli inglesi rivendicò la propria autonomia, pur continuando a far parte dell'impero. Anche i popoli albanese e armeno (Movimento Nazionale Armeno e Prima Repubblica di Armenia) lasciarono durante la sconfitta e la dissoluzione dell'Impero Ottomano (1908-1922). Il popolo turco fu l'ultimo. La Grande Assemblea Nazionale Turca si proclamò come Repubblica di Turchia il 29 ottobre 1923. E nel 1924 con l’esilio degli ultimi popoli del sultano che si pose fine all’ ottomano che durò 623 anni. In quel periodo L'Impero britannico, che sperava di vedere l'uscita dell'Impero ottomano dall'Arabia, strumentalizzò il Wahhabismo ai suoi fini geopolitici. Garantì un forte appoggio a questo movimento nella sua opera di conquista della regione araba e aiutò il Wahhabismo ad espandersi colà.

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Dopo il declino dell’impero ottomano nacquero diversi paesi islamici indipendenti però questi stati appena liberati dal giogo del colonialismo soffrivano tanto dei problemi culturali e economici. Uno di questo paesi fu l’Egitto.L’albanese Muhammad ‘Ali venne considerato il fondatore dell’Egitto moderno. Dopo aver eliminato la vecchia classe dei Mamelucchi, regna (1805-1849) in modo del tutto autonomo rispetto agli Ottomani.

La rinascita dei nuovi movimenti islamici in alcuni di questi nuovi paesi avvenne proprio alla ricerca dello splendore perduto della civiltà islamica e intendeva far rinascere l’Islam dell’epoca del profeta Muhammad(as) e dei suoi compagni, i pii antenati. In Egitto in particolare gli studiosi islamici fondarono dei movimenti culturali di natura riformista.

La Nahda (Rinascimento) è una complessa corrente di pensiero che si sviluppa in Egitto alla fine del XIX secolo e si propone di riformare il pensiero islamico per renderlo perfettamente compatibile con le esigenze della modernità. Precursori della Nahda furono due grandi intellettuali:

‘Abd al-Rahman Al-Jabarti (1753-1825), storico egiziano testimone della spedizione napoleonica in Egitto, che  ha lasciato una descrizione ammirata della cultura, delle scienze e della tecnica di cui erano portatori i Francesi. Rifa‘ah al-Tahtawi (1801-1873), uno dei primi partecipanti alle missioni di studio volute da Muhammad ‘Ali in Francia, traduttore, educatore e giornalista.  Entrambi già si richiamavano ai temi della modernità, della riforma politica.

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L’idea centrale di questo movimento è  islamizzare la modernità, ovverosia far rientrare la contemporaneità nel quadro della religione, dimostrando la perfetta compatibilità dell’Islam con le istituzioni e le ideologie moderne. La Nahda è il movimento che dà inizio alla islāh, la riforma del pensiero islamico, e al panislamismo, la corrente di pensiero che preconizza  l’unione di tutti i musulmani come strumento di riscatto contro le ingerenze e le contaminazioni della politica e della cultura imperialista coloniale.

I protagonisti della Nahda viaggiavano in Europa, studiavano le lingue, dibattevano con i pensatori europei, si confrontavano con la modernità.

Una visione nazionale panislamica comincia a delinearsi a partire proprio dall’Egitto e dal Vicino Oriente. La“triade” della Nahda furono Jamal ad-din al-Afghani, Muhammad ‘Abduh e Rashid Rida dei quali vi parleremò nella prossima puntata!

Apr 02, 2018 07:11 CET
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