• Donne in Occidente (4)

Con l'industrializzazione dell'Europa e dell'America del Nord e in particolare dopo la secondo guerra mondiale ledonne entrarono in massa nel mercato del lavoro.

Le operaie lavoravano in condizioni difficili. I lavoratori maschi non vedevano di buon occhio l’entrata delle donnenelle fabbriche sia perché le donne toglievano loro posti di lavoro e ricevevano un salario molto meno di essi, sia perché così sottraevano tempo all’educazione dei figli e alla famiglia. Tuttavia era necessario che ci fossero due persone a lavorare, perché i salari erano molto bassi e insufficienti per sostenere le spese familiari.

E così la donna che una volta senza un uomo poteva a stento sopravvivere, ora si poteva garantirsi economicamente il futuro senza il loro aiuto. E secondo Will Durant la rivoluzione industriale ha portato di conseguenza più libertà alle donne.

La famiglia è stata la prima l’ istituzione sociale a subirne le conseguenze.

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Le istituzioni sociali costituiscono il nucleo della struttura di ogni società. La famiglia, da un punto di vista sociologico, è la più importante e antica tra tutte le istituzioni. In tutte le società essa resta l’unità sociale fondamentale svolgendo un ruolo fondante in quanto organizza la società.

La famiglia è un nucleo sociale rappresentato da due o più individui, legati tra loro con il vincolo del matrimonio o di rapporti di parentela.

Infatti il ruolo della famiglia per la formazione delle future generazioni è molto vitale.

È prorpio nella famiglia in cui si trasmettono principi morali e norme sociali ai figli. È la famiglia che soddisfa i bisogni individuali e primari dei figli.

La famiglia quindi gode di centralità nella società e sono state sempre le donne, in quanto moglie e madre, a diventare garante dell’ordine domestico e dell’educazione dei figli.

L’inserimento della donna occidentale nel mondo del lavoro per scelta o per necessità ha generato delle nuove sfide sia per la famglie che per le donne stesse.

Molti credono che il femminismo, nonostante il nome, rivendichi equità fra donne ed uomini.  Dietro la difesa dei giusti diritti di donne, si nasconde ben altro. 

Ecco il pensiero di alcuni seguaci radicali del movimento femminista: Linda Gordon, la storica e membro del movimento femminista afferma:«La famiglia nucleare dev’essere distrutta… qualunque sia il significato finale, lo sfascio delle famiglie è adesso un processo obiettivamente rivoluzionario».

«Dal momento che il matrimonio costituisce una schiavitù per le donne, è chiaro che il Movimento delle Donnedebba concentrarsi per attaccare questa istituzione. La libertà per le donne non potrà essere acquisita finché il matrimonio non verrà abolito». Ecco le parole della scrittrice Americana  Sheila Cronan, membro del New York Radical Feminists.

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Il risultato di tutto questo pensiero si è visto subito: divorzi che oramai sono divenuti la regola e anzi sono di molto maggiori di chi resta insieme, bambini che soffrono per i divorzi dei genitori, dove spesso sfociano in depressioni o problemi psicotici, famiglie distrutte, oppure con entrambi i genitori occupati al lavoro, quindi tempo sottratto ai figli e alla loro educazione, preoccupazioni economiche, stress accumulato, frustrazione, ecc ecc. Sono riusciti ad ottenere il modello di una  “donna lavoratrice” distruggendo i valori che caratterizzavano la famiglia tradizionale.

A tutto questo contesto  si può aggiungere anche le varie leggi sull’aborto emanate negli anni passati, in cui si autorizza a uccidere un bambino mentre lo si dovrebbe proteggere e anche se non si ha voglia di tenerlo o non si ha la possibilità economica, avere la possibilità di darlo in adozione a coppie che non possono avere figli.

Nel 2015 un sondaggio ha preso in considerazione la situazione familiare di 1000 coppie provenienti da ogni parte del mondo. In questa classifica il Belgio con il tasso di divorzio attestato al 71 per cento sta al primo posto. A seguirlo ci sono Repubblica Ceca, Svizzera e Spagna. E' emerso che gli Stati Uniti sono il paese in cui si contano più divorzi. Le statistiche parlano chiaro, in America ci sono 1 milione di divorzi ogni anno, praticamente uno ogni 36 secondi, 2.400 al giorno, e 16.800 a settimana. A seguire ci sono Belgio, Repubblica Ceca, Svizzera e Spagna.

Negli Usa il 53 per cento dei matrimoni finiscono con il divorzio, anche se poi lì il numero di divorzi è costantemente in crescita. Negli Stati Uniti c’è un divorzio ogni sei secondi.

Tra i top ten la Francia, nota come la meta ideale degli amanti , si classifica al nono posto, con il 55 per cento di tasso di divorzio.

Apr 02, 2018 07:15 CET
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