• Islam, la mia scelta (139),Leila Hossain

Si ha, in occidente, un'idea molto distorta dell'Hijab; viene visto come un simbolo di costrizione, ma a differenza di quanto si crede invece la donna che porta l'Hijab non è costretta da un marito violento ma segue le parole del Signore.

L'essere coperta della donna musulmana è un simbolo di rispetto per se stessa, che decide a chi donare la sua bellezza, senza esibire il suo corpo ad ogni persona; è un simbolo di rispetto per la propria religione e chi lo porta riceve rispetto e considerazione.

L’Hijab simboleggia la devozione religiosa e l’obbedienza ad Allah l'Onnipotente. Molti pensano che l’Hijab sia un’innovazione introdotta dall’Islam, ma non è così. Gli studi compiuti in merito alle culture del mondo portano tutti alla conclusione che il coprirsi della donna è invero un’usanza antichissima della civiltà umana, non confinata a una singola tribù o razza. Nelle civiltà pre-islamiche, come possiamo notare nei dipinti e nelle sculture, le donne avevano un qualche tipo di copertura. Importanti figure femminili dell’antica Grecia erano ritratte con un velo a coprire il loro capo e le spalle. Nell’antica Roma, una rispettabile donna maritata, non sarebbe uscita a capo scoperto. Chi ripudia l’hijab adducendo che è un qualcosa di antiquato, sta prima di tutto negando un insegnamento morale trasmesso dal profeta Gesù e da sua madre, la nobile Maria (pace su entrambi). Togliere l’hijab alle donne, come stanno tentando di fare in molti paesi occidentali e disgraziatamente anche in alcuni paesi musulmani, significa togliere alle donne la loro individualità, significa considerarle bambole con cui giocare, di cui abusare, per poi scaricare e abbandonare. Restate con noi anche oggi!

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Leila Hossain, è la prima neo-musulmana che oggi ci racconta la storia del suo ritorno all’Islam. Leila prima di diventare musulmana praticava l’ebraismo. Però a vedere il modo di vestire delle donne musulmane in Francia fu molto appassionata alla fede islamica e decise di scegliere questa religione. Leila parlando al riguardo ci racconta: ”Io vivevo in una città a maggioranza ebraica e circa 9 anni fa abbracciai l’Islam. Purtroppo, dove io crebbi, a causa delle propogande anti-islamiche, la gente non aveva un’immagine positiva di questa fede e guardavano i seguaci dell’Islam con odio. Però mi piaceva sempre la dignità e il pudore delle donne musulmane ed il loro modo di vestirsi attribuiva a loro una bellezza piacevole. Il Corano, libro sacro dei musulmani fu una fonte di ispirazione per me. In questo libro tutti i profeti venivano venerati e rispettati. Pian piano approfondì la mia conoscenza sull’Islam e mi resi conto che questa fede aveva sia un aspetto interiore che quello esteriore.  

Visto che vivevamo in Francia dove potare il velo era vietato, la mia famiglia credeva che io, avendo scelto l’Islam, mi fossi privata dei miei preliminari diritti umani. Nel mio Paese se le donne e le ragazze musulmane indossano l’hijjab islamico e coprono la loro testa non possono andare al lavoro o a scuola e non hanno la possibilità  di essere attive nella società. I miei familiari mi consigliavano di non dichiarare appertamente la miaconversione e di non portare il velo islamco. A loro parere bastava tener nascosto il mio nuovo culto nel cuore. Però per me era molto importante l'essere riconosciuta e rispettata come una musulmana e non volevo affatto rinunciare all’hijab. Per le donne musulmane che si vestono in modo islamico, portare l’hijab è un onore e in questo caso l'hijab le protegge dagli sguardi impuri e lascivi. L’Islam non è una religione da ereditare ma chi si ritiene musulmano dovrebbe conoscerla e studiarla bene”

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Linda Naiman e Frude Sigwarston sono una coppia norvegese che insieme ai loro tre figli hanno abbracciato la fede islamica. Per loro tutto comincio' da un viaggio in Turchia. Come loro stessi raccontano, durante la loro visita nella grande moschea della città turca Marmaris, essi sentirono per caso recitare i versetti del sacro Corano da una voce incantevole. Quelle parole belle ed incantevoli, pur recitate in arabo, colpirono così tanto questa coppia norvergese che si misero spontaneamente a piangere. Quando fu finita la recitazione di quei versetti, andarono da chi li recitava e gli chiesero di spiegare loro di più sulla fede islamica. Linda Taiman parlando al riguardo ci racconta: ”Noi entrammo poi in moschea ed ascoltammo ancora per venti minuti la recitazione del sublime Corano. A sentire quelle belle parole rimasi così impressionata che all’improvviso le lacrime cominciarono a scendere dai miei occhi. Quando ascoltavo i versetti del Corano mi sentivo molto tranquilla e libera. E fu così che mi interessai molto alla fede islamica e decisi di diventare musulmana. Anche la mia famiglia scelse liberamentequesta religione.”.

Questa coppia norvegese dopo essersi convertita alla fede islamica comincio' a diffondere questa religione in Norvegia.

Apr 07, 2018 10:13 CET
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