Nel nome di Dio, il Clemente, il Misericordioso. Cari amici di Pars Today Italian, siamo lieti di accompagnarvi anche oggi con l’interpretazione semplice e scorrevole dei versetti del Corano, l’ultimo testo rivelato dal Signore e la Sacra Scrittura di un miliardo e mezzo di persone al mondo.

Oggi proseguiamo la lettura della 33esima sura del Corano ossia la Al-Ahzab o dei Coalizzati, ispirata al profeta a Medina e quindi medinese e di 73 versetti. La coalizione che viene evocata dal nome di questa sura è quella che si formò nel quinto anno dall'Egira e che vedeva alleati i politeisti coreisciti, gli ebrei e gli ipocriti medinesi. Li fronteggiarono non più di tremila combattenti musulmani con la strategia suggerita da un liberto di origine persiana, Salmân Pak detto “al Farsi” (“il persiano” appunto) il quale propose lo scavo di un ampio e profondo fossato capace di fermare le cariche della cavalleria beduina.  Il progetto ebbe successo: dopo qualche giorno di inutili tentativi “i coalizzati”, stanchi e snervati, travolti da un'improvvisa furiosa bufera, si ritirarono in disordine.

Ed ora leggiamo il versetto numero 51 della sura dei Coalizzati:   

«تُرْجِی مَن تَشَاءُ مِنْهُنَّ وَتُؤْوِی إِلَیْکَ مَن تَشَاءُ وَمَنِ ابْتَغَیْتَ مِمَّنْ عَزَلْتَ فَلَا جُنَاحَ عَلَیْکَ  ذَلِکَ أَدْنَى أَن تَقَرَّ أَعْیُنُهُنَّ وَلَا یَحْزَنَّ وَیَرْضَیْنَ بِمَا آتَیْتَهُنَّ کُلُّهُنَّ  وَاللَّـهُ یَعْلَمُ مَا فِی قُلُوبِکُمْ  وَکَانَ اللَّـهُ عَلِیمًا حَلِیمًا»

Se farai aspettare quelle che vorrai e chiamerai da te quella che vorrai e se andrai a riprenderne una che avevi fatto aspettare, non ci sarà colpa per te, così che siano confortate e cessi la loro afflizione e siano contente di ciò che avrai concesso loro. Allah conosce quel che c'è nei vostri cuori. Allah è sapiente e magnanimo. (33:51)

 

In questa parte del Corano si apprendono le indicazioni date al profeta dell’Islam, per quanto riguarda le sue mogli. Come abbiamo avuto modo di ricordare, il profeta visse quasi tutta la sua vita con un’unica consorte, Khadija, che si spense quando lui aveva 53 anni; di li’ in poi, ed in base all’autorizzazione del Corano stesso, lui ebbe piu’ mogli. In alcuni casi cio’ avveniva per la richiesta di alcune tribu’ che volevano divenire parenti del profeta attraverso un matrimonio; in altri casi il profeta si assumeva in questo modo la responsabilita’ di provvedere a donne vedove; tranne un unico caso, tutte le mogli del profeta dopo Khadija, erano vedove.

In alcuni casi erano delle donne che volevano avere il profeta come marito, e quindi non richiedevano nemmeno il Mahr, e quindi solo per quanto riguarda il profeta, a lui venne dato il permesso di sposare le donne senza pagarlo.

La questione importante e’ che pur essendo Mohammad inviato del Signore, e quindi con l’importantissima missione di comunicare il messaggio divino, qui il Corano ordina a lui di soddisfare le richieste delle sue consorti nei limiti delle sue possibilita’; questo e’ un messaggio molto importante e dimostra che nell’Islam, la soddisfazione della consorte e’ un elemento importante e fondamentale che non bisogna trascurare.  

Ecco in breve le conclucioni che possiamo trarre dalla lettura di questo versetto.

Primo – Nessuna scusa e’ valida per abbandonare le responsabilita’ all’interno della famiglia, nemmeno incarichi e posizioni di prestigio all’interno della societa’.

Secondo – I membri della famiglia, d’altro canto, devono mostrare comprensione nei confronti del proprio capofamiglia, soprattutto quando egli ha un ruolo sociale importante.

Terzo – L’uomo ha il dovere di creare, all’interno della sua famiglia, un’atmosfera serena e sicura, che permetta alla consorte di vivere felice ed allegra.

Ed ora leggiamo il versetto 52 della sura Al-Ahzab:

«لَّا یَحِلُّ لَکَ النِّسَاءُ مِن بَعْدُ وَلَا أَن تَبَدَّلَ بِهِنَّ مِنْ أَزْوَاجٍ وَلَوْ أَعْجَبَکَ حُسْنُهُنَّ إِلَّا مَا مَلَکَتْ یَمِینُکَ  وَکَانَ اللَّـهُ عَلَى کُلِّ شَیْءٍ رَّقِیبًا»

D'ora in poi non ti è più permesso di prendere altre mogli e neppure di cambiare quelle che hai con altre, anche se ti affascina la loro bellezza, eccetto le schiave che possiedi. Allah osserva ogni cosa. (33:52)

 

Ad un certo punto della sua vita, il profeta ricevette questo ordine da parte del Signore, che gli ordinava di non sposarsi con altre donne, anche se fossero state loro stesse a chiederlo. Il versetto precisa di tenersi le proprie consorti, che abbiamo detto erano per lo piu’ vedove, e di rifiutare le richieste delle donne giovani oppure ricche; ordine che secondo le testimonianze storiche, venne eseguito dal profeta.

Da quest’altro versetto apprendiamo che:

Primo – Una delle questioni che dimostrano che la fonte del Corano non e’ il profeta stesso, sono i limiti imposti da questo libro al profeta stesso.

Secondo – Dio distoglie dal divorziare da donne anziane per sposarsi con donne piu’ belle e piu’ giovani.

Ed ora leggiamo i versetti 53 e 54 della sura Al-Ahzab:

 

«یا أَیُّهَا الَّذِینَ آمَنُوا لَا تَدْخُلُوا بُیُوتَ النَّبِیِّ إِلَّا أَن یُؤْذَنَ لَکُمْ إِلَى طَعَامٍ غَیْرَ نَاظِرِینَ إِنَاهُ وَلَـکِنْ إِذَا دُعِیتُمْ فَادْخُلُوا فَإِذَا طَعِمْتُمْ فَانتَشِرُوا وَلَا مُسْتَأْنِسِینَ لِحَدِیثٍ إِنَّ ذَلِکُمْ کَانَ یُؤْذِی النَّبِیَّ فَیَسْتَحْیِی مِنکُمْ  وَاللَّـهُ لَا یَسْتَحْیِی مِنَ الْحَقِّ  وَإِذَا سَأَلْتُمُوهُنَّ مَتَاعًا فَاسْأَلُوهُنَّ مِن وَرَاءِ حِجَابٍ  ذَلِکُمْ أَطْهَرُ لِقُلُوبِکُمْ وَقُلُوبِهِنَّ وَمَا کَانَ لَکُمْ أَن تُؤْذُوا رَسُولَ اللَّـهِ وَلَا أَن تَنکِحُوا أَزْوَاجَهُ مِن بَعْدِهِ أَبَدًا  إِنَّ ذَلِکُمْ کَانَ عِندَ اللَّـهِ عَظِیمًا»،

O credenti, non entrate nelle case del Profeta, a meno che non siate invitati per un pasto, e dopo aver atteso che il pasto sia pronto. Quando poi siete invitati, entrate; e dopo aver mangiato andatevene senza cercare di rimanere a chiacchierare familiarmente. Ciò è offensivo per il Profeta, ma ha vergogna di [dirlo a] voi, mentre Allah non ha vergogna della verità. Quando chiedete ad esse un qualche oggetto, chiedetelo da dietro una cortina: ciò è più puro per i vostri cuori e per i loro. Non dovete mai offendere il Profeta e neppure sposare una delle sue mogli dopo di lui: sarebbe un'ignominia nei confronti di Allah. (33:53)

 

 

«إِن تُبْدُوا شَیْئًا أَوْ تُخْفُوهُ فَإِنَّ اللَّـهَ کَانَ بِکُلِّ شَیْءٍ عَلِیمًا»

Sia che rendiate palese qualcosa o la nascondiate, in verità Allah conosce ogni cosa. (33:54)

 

Questi due versetti inegnano alcune buone consuetidini ai fedeli.

  1. Non entrare in una casa che non e’ la nostra senza preavviso.
  2. Se si riceve un invito, recarsi li solo nell’ora prestabilita e non andare prima e poi, dopo il pranzo o la cena, non dilungarsi troppo e non rimanere a lungo.
  3. Se non c’e’ stato un invito ma si ha la necessita’ di andare a casa di qualcuno per dirgli una cosa, allora e’ meglio bussare e comunicare il proprio messaggio da dietro la porta, senza entrare. Cio’ per rispettare la privacy della persona in questione.

Queste buone consuetudini andavano rispettate soprattutto per la casa del profeta ma non sono valide solo per lui, sono in pratica “le leggi per l’ospite” stabilite dall’Islam.

Da questi versetti apprendiamo che:

Primo – Per essere veramente fedeli bisogna comportarsi da fedele nella vita di tutti i giorni e rispettare una serie di regole; pregare non basta.

Secondo – La privacy della casa e’ sacra e nessuno ha il diritto di violarla, secondo l’Islam.

Terzo – L’Islam raccomanda di invitare ospiti a casa e di accettare nel caso di un invito, ma raccomanda agli ospiti di non dare fastidio al padrone di casa.

Quarto – L’Hijab, il velo per le donne, l’esser timorati per gli uomini e la non promiscuita’ tra donne e uomini estranei sono misure dell’Islam a favore della famiglia che tendono ad evitare danni per uomini e donne.

Davood Abbasi 

Apr 15, 2018 08:53 CET
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