• Fanatismo: il falso volto dell’Islam (56)

Amici come ben ricorderete nelle puntate precedenti vi abbiamo parlato della situazione drammatica degli stati islamici dopo il crollo dell’impero ottomano.

In tale periodo molti paesi avevano raggiunto l’indipendenza ma avevano una condizione di minore sviluppo socio-economico e culturale rispetto alla grandezza e la magnificenza di una volta della civiltà islamica; queste condizioni portarono alla formazione delle correnti riformisti o radicali nelle diverse nazioni islamiche.

In Egitto, per esempio, uno dei centri del pensiero islamico i pensatori e studiosi parlavano di un ritorno alle origini del mondo islamico e della sunna come una soluzione a questo torpore culturale e sociale.

In quell’epoca, il salafismo, cioè il ritorno a un Islam puro, che veniva rappresentato dai grandi pensatori islamici in Egitto, come Jamaleddin Asad Abadì e Mohammad Abduh era ben lontano dai pensieri radicali dei salafiti takfiri.

L’iraniano Seyyed Jamal ed il suo discepolo e collega egiziano Abduh, tutti e due furono alti esponenti della corrente di pensiero Annihda o il movimento della riforma che si impegnarono tanto a risvegliare i veri valori dell’Islam e fecero tanti sforzi per avvicinare tra di loro le nazioni islamiche.

Uno dei più fedeli allievi di Abduh fu Muhammad Rashid Rida.

Fu proprio il pensiero di Rida a preparare la strada al salafismo moderno.

Rashid Rida era uno studioso islamico siriano che a causa delle sue accese critiche al governo ottomano, fu costretto nel 1897 all'autoesilio in Egitto. Egli fu fortemente influenzato dai pensieri riformisti e rivoluzionari di Jama al Din e da Muḥammad Abduh.

Musica

 

Rashid Rida fu tra i primi studiosi egiziani a teorizzare l’istituto di un califfato islamico destinato a governare la ummah. Egli sosteneva che uno stato islamico dovesse unire tutti i musulmani, a prescindere dalle scuole di pensiero cui appartenevano. Nel califfato di Rida sia un habalita che uno sciita potevano praticare liberamente il proprio madhhab (scuola giuridico-religiosa islamica).

Rashid rispetto ai suoi predecessori, Jamal al Din e Abduh, era più tradizionalista e conservatore. Alcuni suoi pensieri però erano vicini all’ideologia radicale del salafismo. Rida era un sostenitore dell’idea del rinnovamento dell’Islam attraverso il ritorno al Corano, alla sunna e all’età dell’oro dell’Islam e ai pii antenati (as-salāf as-salih), espressione dalla quale deriva il termine salafiya. Egli come i wahabbiti  si scagliò contro i cosidetti eccessi del sufismo.

Rida per divulgare i suoi pensieri creò la  rivista al-Manar (1898) la quale, diffusa in tutto il mondo arabo ed anche altrove, dopo la sua morte venne pubblicata per cinque anni.

Ma, mentre Rashid Rida teorizzava la nascita di un nuovo Stato islamico, nella penisola araba prendeva forma il regno Arabo Saudita, in cui vigeva un’altra setta radicale: quella wahhabita.

Dopo la conquista della Mecca da parte dei sauditi, egli divenne il difensore di questa monarchia, che instaurò, a suo avviso, uno Stato allineato coi valori formali dell'Islam. Alla sua morte, nel 1935, la sua rivista al-Manar fu ripresa da un altro suo collega: Hasan al-Banna (1906-1949), il fondatore dell’organizzazione Ikhwan al Muslimin (Fratelli Musulmani) che però in breve tempo la misero a tacere.

Musica

Hasan al-Banna fu un politico e ideologo egiziano che fondò il movimento dei Fratelli Musulmani, uno dei più conosciuti movimenti del mondo islamico.

La Fratellanza Musulmana è nata nel marzo del 1928 con la riunione di un gruppo ristretto di persone a Ismaliya, vicino al Canale di Suez. L’Egitto in quegli anni era una monarchia semicoloniale sotto la protezione inglese. Le istituzioni erano praticamente inesistenti e la povertà assoluta. Il fondatore del movimento, Banna nei suoi discorsi prendeva di mira la decadenza dei costumi della società egiziana e predicava il ritorno alla purezza dell’antico Islam. Gli ikhwaniti infatti da una parte sostenevano l’ideologia salafita di Rashid Rida e dall’altra, seguendo i pensieri rivoluzionari di Seyyed Jamal, cercavano di reagire al colonialismo.

L'intento del fondatore era inoltre quello di promuovere la dignità e il riscatto dei lavoratori arabi egiziani, nella zona del Canale di Suez; di seguire l'etica e la concezione civica proposta dall'Islam; l’organizzazione crebbe velocemente fino a diventare un soggetto politico molto popolare e trovò anche numerosi seguaci in altri paesi islamici.

Amici nella prossima puntata vi parleremo del ruolo svolto dai wahabbiti nel sostegno del movimento Fratelli Musulmani.

Maggio 16, 2018 08:42 CET
Commenti