• Donne in Occidente (6)

Amici nelle puntate precedenti vi abbiamo spiegato che  l’inserimento della donna occidentale nel mondo del lavoro per scelta o per necessità ha generato delle nuove sfide sia per la famglia che per le donne stesse.

I movimenti femministi  diffondendo  I fenomeni come l’omossessualità,  la  convivenza ed i rapporti sessuali fuori dal matrimonio hanno fatto crollare  il fondamento della morale  della  società.

Nella puntata precedente  abbiamo parlato di due fenomeni ormai abbastanza diffusi nel mondo moderno ovvero la  ‘convivenza’ e ‘le famiglie con un solo genitore’ come la conseguenza devastante del pensiero femminista che ritiene di rivendicare l’equità tra la donna e l’uomo.

I figli nati da una relazione extraconiugale sonk un’altro danno del pensiero femminista in Occidente. 

Come vi abbiamo già detto le tesi di fondo del femminismo radicale  ritenevano il matrimonio come una schiavitù per le donne e che limita solo la sua  libertà per loro l’istituzione della famiglia e il matrimonio doveva essere attaccata e abolita.

Christian Curie e Francis Cary in un articolo intitolato “le nuove strutture della famiglia” che è stato anche pubblicato dalla rivista dell’Unescco riferiscono proprio alla sfrenata libertà concessa dal pensiero femminista alle donne:” con tale libertà la donna non ha più quella flessibilità di una volta per poter scegliere tra essere madre e moglie o lavorare fuori di casa”.

E le devestanti conseguenze di tale pensiero in Occidente sono la rivoluzione sessuale e I bambini nati fuori dal matrimonio.

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Un autore americacno descrive così l’America degli anni 90’:” nel 1975, per ormai il 90% degli americani, chi rifiutava di sposarsi era un malato che soffriva della crisi psica. La metà delle ragazze si sposava prima dei 20 anni. E la gente provava dispiacere per le donne che anche dopo 25 anni erano ancora single. Infatti nel 1962, quando l’allora presidente degli Usa, John f. Kennedy parlava della conquista della Luna,  il sogno delle ragazze americane era  quello di fare la famiglia ed avere quattro figli”

Però I movimenti che nacquero successivamente in America cambiarono radicalmente la vita e il pensiero della donna occidentale.  

Il pensiero femminista si diffuse rappidamente in quegli anni e incoraggiava le donne a lasciare il marito e la famiglia.

Per gli ideatori del femminismo il matrimonio era un’istituzione che da secoli limitava la libertà delle donne.

Secondo gli sociologi occidentali, tale pensiero radicale da una parte, e la diffusione dei metodi contraccettivi dall’altra fece sì che le donne, senza badare alle conseguenze negative di liberazione sessuale, non evitassero di avere rapporti sessuali di qualsiasi tipo.

Questo periodo viene chiamato dagli esperti come quello della “ rivoluzione sessuale” (o liberazione sessuale) che fu un sostanziale cambiamento culturale nella moralità riguardo alla sessualità nei paesi occidentali che ebbe luogo fra i tardi anni sessanta e i primi anni settanta del XX secolo. E così fu aumentato il rischio delle  malattie trasmesse sessualmente e la gravidanza non voluta.

Secondo I dati diffusi nel 1950, gli anni prima della liberazione sessuale, in America  esistevano solo due infezioni che si trasmettevano dai rapporti sessuali mentre oggi gli esperti parlano ormai della diffusione di oltre 24 malattie causate dalle relazioni sessuali.

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Secondo il Centers for Disease Control and Prevention (CDC): gli Stati Uniti hanno toccato, nel 2015, un livello record nell’incidenza delle malattie a trasmissione sessuale. “Siamo molto allarmati per il numero di casi registrati, mai visto prima nella storia degli Stati Uniti” ha commentato Gail Bolan, direttore della divisione di prevenzione. 

Infatti alla rivoluzione sessuale va anche il merito di avere provocato un aumento della nascita dei figli fuori dal matrimonio e dell’aborto.

L’aborto è uno dei temi che più turba la società americana (e non solo). Ormai c’è una crescente richiesta negli Usa per l’aborto. 

Ogni anno compiono negli Usa circa un milione e 300 mila donne che decidono di effettuare interruzione volontaria di gravidanza. Un numero quasi pari alle perdite umane degli Stati Uniti in tutte le sue guerre nel corso della sua storia di 240  anni.

A rivelare altri dati preoccupanti è l’Organizzazione Mondiale della Sanità. Secondo le sue stime si effettuano 56 milioni di aborti ogni anno, in aumento di 6 milioni rispetto ai dati rilevati negli ultimi decenni del novecento. Un genocidio silenzioso che non indigna i sacerdoti del politicamente corretto.

L’Oms e il Guttmacher Institute statunitense hanno condotto una ricerca sul numero degli aborti nel mondo dalla quale emergono dati impressionanti. Lo studio, pubblicato su “Lancet”, autorevole e prestigiosa rivista scientifica di ambito medico, rivela che rispetto al periodo 1990 – 1994 vi è stato un incremento di circa sei milioni. Un numero veramente pazzesco equivalente quasi alla popolazione dell’intera Inghilterra.

Maggio 19, 2018 10:17 CET
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