• Islam, la mia scelta (139), Zahra Gonzales

Islam significa abbandono, resa e sottomissione ad Allah l'Altissimo.

 ObbedirGli e salvarsi cosi' dall’associazionismo e dal peccato; non vi è un bene che Allah non abbia indicato e ordinato e non vi è un male o un peccato che non abbia vietato e consigliato di evitare; l’applicazione delle prescrizioni islamiche garantisce a tutti una vita piena di sicurezza e di pace all’ombra delle leggi che assicurano i diritti di tutti.

Allah l'Altissimo nel sacro Corano afferma: 

(6:151) Di’ : Venite, vi reciterò quello che il vostro Signore vi ha proibito e cioè: non associateGli alcunché, siate buoni con i genitori, non uccidete i vostri bambini in caso di carestia: il cibo lo provvederemo a voi e a loro.

L’Islam è proprio la religione della pace globale con tutto quello che la parola contiene come significato: a livello interno della società o a livello dei rapporti fra popoli e stati nel mondo.

L’Islam prescrive la giustizia, consiglia la non aggressione anche di quelli che sono nemici dell’Islam; Allah infatti ricorda:

(5:8): O voi che credete, siate testimoni sinceri davanti ad Allah secondo giustizia. Non vi spinga all’iniquità l’odio per un certo popolo. Siate equi: l’equità è consona alla devozione. Temete Allah. Allah è ben informato su quello che fate.

Amici in questa puntata ascolteremo insieme a voi la storia del ritorno all’Islam di Zahra Gonzales dagli Usa. Non mancate!

***

Zahra Gonzales è nata 43 anni fa in Califonira, negli Usa. Zahra inizia così la storia del suo ritorno all’Islam: 

”Tutto risale a tanti anni fa, quando, nel 1979, mia madre, dopo la vittoria della rivoluzione iraniana conobbe una donna iraniana musulmana e questo incontro la spinse ad approfondire la conoscenza della fede islamica. Dopo un periodo di ricerca alla fine mia madre decise di diventare musulmana senza però riverlarlo a nessuno. Mianonna era una cattolica fanatica e non avrebbe permesso così facilmente a mia madre di scegliere un'altra religione. Quindi lei esercitava di nascosto le pratiche dell’Islam e non portava nemmeno l’hijab. La mamma ci parlava dei principi dell’Islam come l’unicità del Signore e della sua forza e misericordia immensa pero' senza mai riferirsi direttamente all’Islam. Alla fine un giorno mia madre ci riunì a casa e ci rivelò che aveva già abbracciato la fede islamica e che tutto ciò che ci diceva del Signore e dell’etica, provenivano dalla sua fede nell’Islam. La mamma quel giorno ci spiegò che Islam significava  sottomissione, però sottomissione davanti al Signore e non ai nostri desideri e passioni. 

Lei proseguì dicendoci di voler indossare il velo islamico e ci lasciò liberi di scegliere. All’inizio, a sentire le sue parole, rimanemmo molto sorpresi. Dopo quel giorno riflettemmo molto su ciò che mamma ci aveva  detto e sugli insegnamenti dell’Islam che ci aveva già insegnato ed alla fine dopo esserci consultati tra di noi, decidemmo di diventare musulmani anche noi e andammo da nostra madre e le chiedemmo di insegnarci le pratiche islamiche ed il modo di pregare Dio in questa fede”.

***

“Dopo la nostra conversione all’Islam, le famiglie di mia madre e di mio padre, che erano infuriate, si opposero e ci infastidirono molto. Non volevano accettare che noi avessimo scelto l’Islam e che fossimo diventati musulmani. Loro per 20 anni non vennero più a casa nostra. Però alla fine mia nonna ci chiamò e ci disse che stava per morire e che voleva che ci riconciliassimo. Mi ricordo bene il primo giorno in cui indossai l’hijjab. Ero molto contenta. Pensavo che vestendomi in modo islamico, avrei sorpreso i miei compagni di classe. Quando salii sullo scuolabus all’improvvismo tutti, a vedermi con la testa coperta, smisero di parlare e mi guardarono con sorpresa. La loro reazione mi sciocco' e quel terribile silenzio mi spaventò molto. Per qualche minuto non riuscivo a muovermi. Alla fine l’autista mi disse di andare a sedermi o scendere. Io andai a sedermi all’ultima fila dell’autobus. Pregai il Signore di aiutarmi. All’improvviso uno dei ragazzi puntandomi con il dito disse ad alta voce e con ironia:”guardatela, per venire a scuola ha coperto la sua testa”. E poi tutti si misero a ridere e a sputare su di me. Era un giorno difficile.

Qualche tempo dopo per approfondire la nostra conoscenza sull’Islam e chiedere le nostre domande su questa fede andammo a casa di un arabo wahabita di cui avevamo avuto l'indirizzo tramite una donna araba. Però loro ci trattarono molto male, così che grazie a Dio, non ci avvicinnammo più ai wahabiti. Il giorno dopo seguendo i consigli di alcuni nostri amici musulmani, andammo a una Hussainia,  una sala per cerimonie rituali utilizzata dagli sciiti. Quando ci arrivammo, vedemmo una folla che piangendo recitava con tristezza delle poesie in persiano e in arabo e pronunciava continuamente il nome di “Hussain”. La spiritualità di quell’atmosfera ci colpì molto così che spontaneamente insieme a loro cominciammo a piangere. Provammo una sensazione indescrivibile. Ci chiedevamo chi fosse Hussain e perchè questa gente piangesse così tanto per lui. In quella cerimonia conoscemmo una donna che ci aiutò ad approfondire la nostra conoscenza sull’Islam sciita e così dopo qualche mese dichiarammo di aver scelto lo sciismo”, conclude la neo-musulmana americana Zahra.

Jun 04, 2018 09:53 CET
Commenti