• Fanatismo: falso volto dell’Islam (58)

Amici come ben ricorderete vi abbiamo detto che il movimento Fratelli Musulmani, una delle organizzazioni islamiche ben conosciute a livello internazionale fu fondato nel 1928 dall’egiziano Ḥasan al-Banna, discepolo e collega di Rashid Rida, in Egitto.

Amici come ben ricorderete vi abbiamo detto che il movimento Fratelli Musulmani, una delle organizzazioni islamiche ben conosciute a livello internazionale fu fondato nel 1928 dall’egiziano Ḥasan al-Banna, discepolo e collega di Rashid Rida, in Egitto.
Ikhwan al Muslimin crebbe velocemente anche in altri stati islamici e raccolse intorno a sé decine di migliaia di sostenitori.
In quegli anni una monarchia semicoloniale sotto la protezione inglese in Egitto remprimeva la gente quindi la Fondazione dell’Ikhwan  fu una reazione a questo regime filo-britannico. Loro esortavano l’unità tra le nazioni arabe, e promettevano di liberare gli egiziani dall’imperialismo britannico. In Egitto, un golpe militare rovesciò la monarchia semicoloniale. Il nuovo presidente Nasser inizialmente adottò un atteggiamento tollerante nei confronti dei Fratelli Musulmani, ma nel 1954 li considerò responsabili di un tentativo di omicidio a cui era scampato e cominciò ad arrestare e deportare i suoi membri. Alcuni dirigenti  khwaniti si trasferirono in Arabia Saudita. Il regime Al-Saud  condivideva un terreno dottrinale comune con i Fratelli Musulmani, cioè gli ikhwaniti come I wahabbiti sostenevano più o meno l’ideologia salafita di Muhammad Abduh cioè il ritorno all’Islam e ai pii antenati. Quindi Riad iniziò ad appoggiare i Fratelli Musulmani. Loro da una parte volevano contrastare il nazionalismo arabo e laico del leader egiziano Gamal Abdel Nasser e dall’altra volevano difendere la loro cosidetta leadership islamica dei  paesi sunniti contro la diffusione dello  sciismo nella regione.
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Come vi abbiamo anche già accennato l’Arabia Saudita diede rifugio a generazioni di attivisti della Fratellanza in tutto il mondo arabo.
Nel corso degli anni Sessanta e Settanta l'Arabia Saudita si servì di intellettuali dei Fratelli Musulmani esuli dall'Egitto per conferire allo wahabismo una rispettabilità accademica.
Però gli ikhwaniti hanno pagato successivamente tanto per quel sostegno ricevuto e dai wahabiti sauditi.
Il legame che da sempre legava la Fratellanza al Regno saudita però pian piano cominciò a rompere quando l’Iraq invase il Kuwait (1990-1991). Allora, i Fratelli Musulmani si schierarono con Saddam Hussein, mentre l’Arabia Saudita e il resto dei paesi arabi del Golfo  Persico si affrettavano a chiamare in soccorso gli Stati Uniti.
Nel 2002, l’allora Ministro della Difesa, Principe Nayef, arrivò a dichiarare che i Fratelli Musulmani fossero la causa principale della maggior parte dei problemi del mondo arabo, e di quelli dell’Arabia Saudita.
Quando, al fiorire delle cosidette” Primavere Arabe”, i Fratelli Musulmani si schierarono a favore delle rivolte rivoluzionari, l’Arabia Saudita fu spaventato dell’ l’avvento di un potere al contempo democratico ed islamico, un vero incubo.
Perchè i Fratelli Musulmani volevano cambiare la visione salafita sostenuta dai wahabbiti in modo da asserire che la sovranità emanava dal popolo piuttosto che dal monarca.
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Questa "deviazione narrativa" causò tra i reali sauditi timori particolarmente forti non tanto per quello che i Fratelli Musulmani stavano facendo per minare direttamente l'assetto governativo saudita, ma perché essi rappresentavano la più grossa sfida possibile alla legittimità della famiglia regnante di Al-Saud. L'Arabia Saudita non perdonò mai ai Fratelli Musulmani per questo tradimento.
Nel 2012 i Fratelli Musulmani presero il potere in Egitto vincendo le presidenziali del 2012. Dopo la caduta di Mubarak nel 2011 causata da imponenti proteste popolari vennero indette nuove elezioni e Mohamed Morsi, un alto esponente ikhwanita venne scelto come il nuovo presidente dell’Egitto. Il nuovo governo  voleva riformare il mondo arabo a sua immagine. Ai monarchi sauditi piaceva la Fratellanza quando era un cliente senza potere ma non quando divennero governanti alla pari di uno Stato. Per questo Riad appoggiò il colpo di stato militare di luglio. Al-Saud si schierò senza esitazioni al fianco del Ministro della Difesa di Morsi, Generale Abdel Fatah al–Sisi, istigatore del golpe.

Jun 25, 2018 07:15 CET
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