• Meraviglie dell'Iran (55): Golfo Persico, l'isola di Abu Mussa' (IMMAGINI)

Il nostro tappeto volante oggi ci porta nell’isola di Abu Musa, il punto più a sud del territorio iraniano, nel bel mezzo delle acque del Golfo Persico. Anche questa bellissima isola fa parte della regione iraniana dell’Hormozgan.

L’isola di Abu Musà e’ l’isola più a sud dell’Iran ed in pratica l’estremità meridionale del territorio iraniano. L’isola ospita la città che e’ di fatto capoluogo di provincia di tutta una serie di isole minori e naturalmente circostanti che però stanno più a settentrione; le isole di Grande Tomb, Piccolo Tomb, Sirì, Grande Forur e Piccolo Forur.

L’isola di Abu Musa vanta una superfice di 12.8 chilometri quadrati e come grandezza e’ la terza delle isole circostanti per grandezza. Le isole di Grande Forur e Piccolo Forur sono più grandi di Abu Musa. L’isola più a sud dell’Iran si trova a 222 chilometri di distanza dal porto di Bandar Abbas.

La più grande particolarità dell’arcipelago delle isole a cui Abu Musà fa capo e’ che sorgono in una zona profonda del Golfo Persico e quindi lo spazio tra Abu Musa e le due isole di Piccolo Tomb e Grande Tomb e’ l’unica via percorribile per le grandi petroliere. Nei testi storici Abu Musa viene citata con diversi nomi tra cui quello di “Terra Verde”.

 

Vista aerea dell'isola di Abu Mussa'

Il clima dell’isola di Abu Musa e’ caldo e umido ed essendo vicina all’equatore l’isola e’ molto più calda delle altre isole iraniane. La pioggia e’ un fenomeno che riguarda soprattutto l’inverno e gli inizi della primavera ed e’ di solito improvvisa e di corta durata. L’isola non ha fiumi ma solo piovane e ruscelli stagionali che si trovano nel nord. Gli abitanti attingono dai pozzi e dall’acqua della pioggia per poter rispondere al fabbisogno di acqua potabile e naturalmente importano anche tanta acqua attraverso le navi che vengono dai porti di Lenghè e Bandar Abbas. Sono famosi anche i venti che tirano nell’isola tra cui nominiamo i venti di “Shomal”, “Qaus”, “Soheili” e “Naashì”.

L’isola di Abu Musa’ e’ povera di vegetazione ed e’ arida ed in essa crescono solo alcune delle piante delle zone calde che possono solo soddisfare le necessità delle bestie da allevamento locali. Negli anni in cui le precipitazioni sono più abbondanti la vegetazione diviene più folta e tutta l’isola viene coperta da una sorta di erbetta con un particolare colore verde. Forse per questo i navigatori del passato, l’avevano nominata “Terra Verde”.

 

Zona balneare dell'isola di Abu Mussa'

Uno dei panorami tipici dell’isola di Abu Musa e’ quella dei palmeti. Tranne le palme vi sono anche alberi e cespugli tra cui l’Haloxylon, il Cedro ed il Prosopis. Nell’isola si trovano anche giacimenti di ossido rosso di ferro e di petrolio. Il greggio di quest’isola che viene estratto precisamente dal giacimento orientale di Mobarak, e’ dal punto di vista della qualità il più pregiato del Golfo Persico.

L’acqua delle spiagge di Abu Musa e’ una delle più limpide e cristalline ed e’ ricca di specie acquatiche; nuotando nelle acque circostanti all’isola e’ facile imbattersi in tartarughe verdi, anguille, gamberi giganti, squali e pesci colorati di diverse dimensioni. L’isola e’ totalmente priva di terreni coltivabili ma la mano umana non rinuncia a coltivare lo stesso alcune zone. Tralasciando questo particolare e’ sottinteso che la pesca e’ la principale attività degli abitanti dell’isola; oltre ai pescatori di pesci ci sono anche quelli che si dedicano alla pesca di perle naturali, dato che intorno all’isola si trovano le perle più pregiate di tutto il Golfo Persico.

 

Il clima dell’isola alla fine dell’autunno e nella metà della primavera e’ molto ideale per i viaggi

 

Il clima dell’isola alla fine dell’autunno e nella metà della primavera e’ molto ideale per i viaggi. L’isola presenta delle modeste alture solo a nord dove c’e’ la vetta di Halva con una altezza massima di 110 metri.

Nell’isola c’e’ lo scalo marittimo per permettere la sosta dei pescherecci delle navi mercantili e delle navi militari. Vi e’ anche un moderno aeroporto, un depuratore d’acqua e naturalmente cinema, scuole ed altre infrastrutture. Al contrario di quanto potrebbe apparire, gli abitanti dell’isola sono di pura origine iraniana e di razza ariana mentre le famiglie irano-arabe si contano solo sulle dita delle mani. Gli abitanti dell’isola sono molto ospitali, sono dei grandi lavoratori ma soprattutto sono noti per il loro grande nazionalismo iraniano.

Gli abitanti dell’isola discendono, secondo le documentazioni storiche, dalle famiglie che vi si stabilirono nel periodo dei Medi e degli Achemenidi, quando i persiani erano i dominatori incontrastati del Golfo Persico.

Nel 1908 la Gran Bretagna occupò l’isola ma nessun governo iraniano, nemmeno quello monarchico, accettò mai questa occupazione e Abu Musa e le isole circostanti venivano sempre considerate territorio iraniano.

Nel 1971, a seguito della formazione della nazione araba degli Emirati Arabi Uniti, la Gran Bretagna fu costretta a dare ascolto a sessanta anni di denunce dell’Iran e restituì le isole al governo iraniano. Gli Emirati Arabi Uniti che erano nati da poco però vollero approfittare del ritiro britannico e sostennero che le isole erano di loro proprietà innescando l’ira del governo iraniano.

Negli ultimi anni gli Emirati hanno cercato in tutti i modi di amplificare le loro rivendicazioni infondate sulle isole a livello internazionale contemporaneamente allo strisciante tentativo di cambiare nome al Golfo Persico ma e’ naturale che questi sforzi non abbian dato alcun esito.

 

Zona protetta di Farour

Amici ora vogliamo parlarvi di quattro ambienti naturali particolari della regione di Hormozgan.

La prima di queste e’ la zona protetta di Farur che comprende l’intera isola dallo stesso nome che ha una superficie di 26 chilometri quadrati ed e’ a 45 chilometri dalla costa a largo del porto di Lenghè. La zona più elevata dell’isola e’ alta solo 142 metri e le lievi alture di questa hanno favorito l’annidamento degli uccelli e soprattutto delle acquile marine che quì allevano i propri pulcini. La zona e’ protetta dal 1979 e come vegetazione e’ caratterizzata per lo più da alberi di acacia.

Poi vi e’ la zona protetta di Seraj, 160 chilometri ad ovest di Bandar Lenghè con 550 chilometri quadrati di superficie. Quì crescono un’abbondanza di alberi e fiori mentre sono molto numerose anche le specie animali; quì vivono sciacalli, volpi, tigri, bufali, montoni e capre. Sulle coste depongono le uova le tartarughe marine; la zona e’ stata messa sotto protezione nel 2000.

Poi dobbiamo parlare anche dell’isola di Shidur, o Marù nella lingua locale, che si trova a 9 chilometri dalla costa e a 2 chilometri dall’isola di Lavan. Questa piccola isola di 160 ettari ha litorali sabbiosi ad est e a nord-est e coste rocciose ad occidente e a sud. La massima elevazione di questa e’ di 6 metri sopra il livello del mare ed anche questa e’ stata posta sotto protezione nel 1987 per permettere alle specie animali in essa di vivere in pace e senza il disturbo dell’uomo.

Nell’isola di Shidur cresce un tipo di pianta detta Solsola. L’isola ha un ecosistema marino corallino ed in più e’ frequentata dai delfini.

Shidur Island

 

 

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Jul 08, 2018 09:26 CET
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