• Fanatismo: falso volto dell’Islam (59)

Amici come ben ricorderete vi abbiamo detto che il movimento Fratelli Musulmani, una delle organizzazioni islamiche ben conosciute a livello internazionale  che fu fondato nel 1928 dall’egiziano Ḥasan al-Banna, condivideva un ideologia comune con i wahabiti. Infatti gli ikhwaniti come i wahabiti sostenevano più o meno l’ideologia salafita di Rashid Rida cioè il ritorno all’Islam e ai pii antenati.

 Nel corso degli anni Sessanta e Settanta l'Arabia Saudita si servì di intellettuali dei Fratelli Musulmani esuli dall'Egitto per conferire allo wahabismo una rispettabilità accademica. Però pian piano questo legame subì delle rotture e nel 2013 raggiunse il culmine, quando Riad lasciò solo Muhammad Morsi,  il presidente eletto dell’Egitto e uno degli alti esponenti dell’Ikhwan al Muslim e si schierò senza esitazioni al fianco del Ministro della Difesa di Morsi, Generale Abdel Fatah al–Sisi, istigatore del golpe. Così i Fratelli Musulmani che erano affascinati dal wahhbismo saudita e dall’idea di un califfato islamica sotto la bandiera dei wahabbiti subì un duro schiaffo dal regime Al-Saud.

 Vi abbiamo già spiegato che il salafismo si diversifica in varie correnti e in una vasta geografica, dall’Europa fino all’India. L’ideologia salafita nel corso degli anni subì gravi deviazioni, distò dal salafismo  di origine e portò pian piano alla nascita in particolare in Egitto ed in India  alcuni movimenti estremisti. Però oggi  i veri portapandiera della dottrina radicale del salafismo sono i wahabiti che si presentano come i veri seguaci dei Salaf al Salini, pii compagni del Profeta. Loro sono troppo  tradizionalisti( naqliun) e disprezzano il ruolo della ragione(aql) nell’interpretazione dell’islam.

Infatti alla base dell’ideologia dei gruppi takfiriti terroristi sta il wahabbismo. Ed i wahabbiti si presentano come I  very seguaci del puro islam, cioè lislam praticato dai Salaf Al salihin.  

Nel corso dei secoli, la risposta data dagli ulema islamici alla domanda chiave:”fino a che punto si poteva applicare “Aql”(ragione) o “Naql”(tradizione/imitazione) nell’interpretazione della sunna e del sacro corano sorsero tante dispute e profonde divergenze nella comunità islamica e portò alla nascita di diverse scuole e correnti nel mondo islamico. Il  salafismo seguito dai wahabiti negava categoricamente l’uso della ragione(aql) negli studi islamici e attribuiva tanta importanza alla condotta e ai  detti dei primi musulmani, gli stessi Compagni del Profeta(as), considerandoli i portatori di un Islam puro, non contaminato da forme considerate da loro idolatriche. Per loro gli hadith(I detti del Profeta e dei pii antenati) contenevano tutto ciò di cui il credente aveva bisogno per illuminare la lettura della rivelazione, .L’ossequio assoluto verso il modo di vedere le tradizioni trasmesse dai Salaf  gli fece cadere in dogmatismo e ignorare le esigenze del mondo attuale.

Senza dubbio la Sunnah è la seconda fonte della Legge Islamica dopo il Sacro Corano, ed i Musulmani, sin dai primi tempi dell’Islam, l’hanno considerata una fonte autentica di guida, un “complemento” del Corano e una sua manifestazione pratica.

Dopo il Corano, il termine Sunnah o Sunnat è, nella terminologia Islamica, una delle parole più note. La “Sunnah del Profeta” comprende tre aspetti:

 

1) I detti del Profeta (Ahadith);

2) Le azioni del Profeta;

3) Le tacite approvazioni delle azioni realizzate in presenza del Profeta (as ).

Nell’islam qualsiasi cosa che il Profeta Muhammad(as) abbia detto per spiegare le leggi del corano e abbia fatto per fornire un esempio dell’obbedienza ai comandamenti divini – la Sunnah appunto- ha un notevole valore. 

Infatti il corano, la prima fonte guida dell’islam,  ha ripetutamente ordinato ai Musulmani di obbedire ad Allah. In particolare, è ovvio che “obbedire ad Allah” significhi seguire il Corano. E lo stesso sacro corano ha anche ripetutamente ordinato ai Musulmani di obbedire al Profeta Muhammad (S). 

Così dopo la scomparsa del Profeta alcuni musulmani si impegnarono a raccogliere i pensieri e detti dell’Inviato di Dio nel corso dei 23 anni compresi tra l'inizio della rivelazione e la sua morte. 

Così pian piano nacque la scienza di “Ilm al-Hadith” (scienza dell'hadith) nel mondo islamico. Gli ulema di Hadith si occupavano infatti di raccogliere I pensieri e detti attribuiti al Profeta(as) e valutare la catena di autorità (sanad) ,  la affidabilità della fonte e dei narratori di hadith e la validità dei contenuti narrate. 

Infatti non si può difendere l’autenticità di ogni singola narrazione contenuta nella collezione della Sunnah, sia essa Shi’ita o Sunnita. 

 

 

Jul 18, 2018 13:14 CET
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