• Fanatismo: il falso volto dell'Islam (60)

 Nel corso dei secoli, in base alla risposta data dagli ulema islamici alla domanda chiave:”fino a che punto si poteva applicare “Aql”(ragione) o “Naql”(tradizione) nell’interpretazione delle fonti islamiche cioè sunna e il sacro corano sorsero tante dispute e profonde divergenze nella comunità islamica e nacquero diverse scuole e correnti a volte radicali nel mondo islamico.

 Il  salafismo seguito dai wahabiti negava categoricamente l’uso della ragione(aql) negli studi islamici e attribuiva tanta importanza alla condotta e ai  detti dei primi musulmani, Salaf al Salihin, considerandoli i portatori di un Islam puro, non contaminato da forme considerate idolatriche. Per loro gli hadith(I detti del Profeta e dei pii antenati) contenevano tutto ciò di cui il credente aveva bisogno per illuminare la lettura della rivelazione, .L’ossequio assoluto verso il modo di vedere le tradizioni trasmesse dai Salaf gli fece cadere in dogmatismo e ignorare le esigenze del mondo attuale.
Nella fede islamica dopo il sublime corano, la Sunna, (detti, condotta del Profeta Muhammad (as) ) è la seconda fonte della Legge Islamica, ed i fedeli musulmani, sin dai primi tempi dell’Islam, l’hanno considerata una fonte autentica di guida, un “complemento” del Corano e una sua manifestazione pratica.
Però pian piano sorsero delle divergenze all’interno dell’umma islamica per quanto riguardava la definizione della Sunna. alcuni musulmani che dopo la scomparsa del Profeta dell’islam si dichiararono sunniti, cioè I seguaci della Sunna(tradizione) del Profeta ritenevano che con la dipartita dell’Inviato di Dio ormai la porta della rivelazione fu  chiusa.
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 Per I sunniti infatti, bastano Corano ed esempio del profeta(as)per guidare i credenti ed il Califfo (in arabo khalifah) rappresenta l’unità dei credenti e non ha alcuna valenza religiosa.
Non c’è, dunque, un vero e proprio clero. Pertanto qualsiasi musulmano che abbia studiato può divenire un imam. L’Imam è colui che guida la preghiera, cioè colui che sta davanti ai fedeli e conduce il culto ed  è sufficiente essere benestante, o anziano, o avere un ruolo di visibilità e responsabilità in gruppi, associazioni, comunità, o nella società, per ottenere tale titolo. Infatti per loro imam  è una guida sociale, ma il suo compito non è quello di interpretare la legge divina e definire le questioni religiose in generale, bensì di amministrare la legge ed esercitare funzioni di giudice. Di conseguenza il califfo non ha uno status di autorità religiosa per la comunità; egli gode soltanto del potere temporale e non di quello spirituale; non è considerato né impeccabile (Ma’asum)né infallibile. Per altro gurppo dei musulmani, cioè gli sciiti, invece, il successore del Profeta(as) e come tale il capo della comunità islamica non è il califfo, ma l'Imam.
 Secondo gli sciiti Dio non poteva  logicamente lasciare la comunità musulmana senza una guida religiosa. Per questo affermano che eredi dell’Inviato di Dio dovessero essere gli imam, guide spirituali e allo stesso tempo discendenti e successori del Profeta.
Il governo fondato sulla religione è tenuto, secondo la tradizione sciita, a preservare nell'ambito della comunità il vero ordine islamico, in modo che l'uomo non adori altri che Dio, fruisca di libertà individuale e sociale nell'ambito delle sue possibilità e goda della giustizia, sia individuale che sociale. Sempre nella dottrina sciita, tali finalità possono essere conseguite solamente da un individuo infallibile e protetto da Dio contro la possibilità di errare; questo individuo è chiamato "l'Imam". Proprio per questo la dottrina sciita ritenne che dopo il profeta la comunità necessitasse della figura impeccabile dell'Imam e che questa figura fosse stata designata dallo stesso  profeta Mohammad prima della sua scomparsa, durante il suo ultimo pellegrinaggio.
Generalmente con il termine Imam s'intende la persona che "sta davanti", ossia chi dirige la preghiera pubblica e collettiva del venerdì, ma il termine viene usato anche per il caposcuola di un indirizzo giuridico. È in questo senso che il vocabolo è normalmente usato nel linguaggio comune della Sunna e anche dello Scismo. Esso ha poi anche un significato onorifico, qualificando la persona che è a capo della comunità religiosa . nella dottrina sciita l'Imam assume valori specifici, infatti per Imam s'intende quella persona che è il vero capo della comunità, e più particolarmente l'erede degli insegnamenti esoterici del Profeta. Egli è il difensore e l'interprete per eccellenza della rivelazione; il suo compito è governare la comunità musulmana come rappresentante del Profeta, interpretare i testi religiosi e la legge, cogliere soprattutto il loro significato interiore, e, infine, guidare gli uomini nella vita spirituale" .
In altri termini, "l'Imam è colui che guida la comunità islamica negli affari sociali, politici, materiali e spirituali secondo l'ordine divino e tutti i musulmani lo seguono come una guida saggia e suprema" ; per questo l'Imam deve godere dell'Isma (in arabo "immunità dall'errore") che gli viene concessa soltanto per volontà divina.
 

Jul 23, 2018 09:41 CET
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