• Cosa produce l'Iran (6): la tradizione del tappeto (II)

Cari amici, a partire dalla puntata precedente, abbiamo iniziato a parlarvi di quello che in lingua persiana si dice Farsh, ovvero Il tappeto.

Abbiamo detto che un tappeto è un drappo di tessuto di materiale vario, generalmente di lana o anche di setacotone e altre fibre vegetali e artificiali, prodotto in diverse grandezze, colori e disegni annodando i fili di catena con quelli di trama. Usato per ricoprire pavimenti, tavoli e superfici simili è generalmente di grosso spessore.

Vi abbiamo anche spiegato le origini del tappeto, il fatto che quasi certamente sono stati una scoperta delle donne e che il tappeto piu’ antico, ritrovato nella pianura siberiana di Pazyryk, testimonia, secondo lo stesso studioso che l’ha ritrovato, che quest’arte ha avuto origine in Persia e come minimo era conosciuta e praticata nel periodo Achemenide ovvero a partire dal quinto-sesto secolo a.C.

Il tappeto Pazyryk e’ conservato al museo dell’Hermitage, a San Pietroburgo, ma oggi sono tantissimi i musei al mondo che conservano esemplari sublimi di quest’arte persiana. 

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Il tappeto di Ardebil e’ il nome di un altro dei tappeti pregiati ed antichi conservato attualmente al Victoria and Albert Museum di Londra. Questo misura 534x1.152 cm ed è probabilmente stato annodato nella città di Kashan, in Persia, da Maqsud Kashanì; ci sono voluti tre anni per tre tessitori per portare a termine il tappeto, ordinato dallo Shah Tahmasp per la moschea di Sheikh Safi.

Alcuni anni fa’, il Sunday Times, colloco’ questo tappeto persiano realizzato nel 1539 tra i primi 50 maggiori capolavori dell’arte mondiale; il manufatto di epoca safavide e’ un simbolo del pensiero gnostico di questo periodo in Persia, durato dal 1501 al 1722. In pratica bisogna ricordare che l'arte del tappeto persiano giunse alle più alte vette proprio durante la dinastia dei Safavidi. Questa dinastia, sostenendo con copiosi fondi gli artisti, determinò un vero e proprio rinascimento nell’arte persiana del tappeto.

Un altro famoso tappeto, conservato nello stesso museo, e’ il tappeto di Chelsea, visto che venne acquistato da un commerciante dell’omonima citta’ inglese. Si tratta di un tappeto Tabriz, dalle misure di 5,4 x 3,15 mt., di oltre 400 anni fa, creato sotto il regno della dinastia Safavide in Iran. Il tappeto e’ fantastico e riproduce disegni di fiori, cervi, alci, leoni, tigri e pure essere immaginari come draghi in mezzo ad alberi e fiori.

E’ degno di nota che esiste pure un gemello piu’ piccolo di questo tappeto, conservato invece al Los Angeles County Museum of Art.

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Tra i tappeti più belli realizzati in Kashan ci sono i Tappeti di Vienna, tre preziosissimi capolavori i cui campi riproducono scene di caccia con cavalieri e prede su uno sfondo floreale composto da cespugli e fiori. Queste tre meraviglie sono oggi nelle collezioni del Museo austriaco delle arti applicate (tedesco: Österreichisches Museum für angewandte Kunst) di Vienna, al Museum of Fine Arts di Boston, e nel Palazzo Reale di Stoccolma.

Nel periodo dello scià ‛Abbās (1587-1629), si produsse nelle manifatture di corte un genere di tappeti destinati ad essere portati dagli ambasciatori iranici in dono a principi europei. Sono lavorati in seta, ma la tessitura è qua e là interrotta da fili in parte d'argento dorato che conferiscono al tappeto, grazie al loro tono generalmente chiaro, un aspetto sontuoso e luminoso. Poiché in alcuni di essi si è accertata la presenza dell'aquila polacca, si credette un tempo che fossero di produzione europea imitante modelli persiani, e furono chiamati "tappeti polacchi". Tale denominazione è rimasta, sebbene si sia già da tempo constatato che si tratta di lavori schiettamente persiani. Anche in India nei secoli XVI e XVII, alla corte degl'imperatori di Mogul, si lavorarono sotto influsso persiano tappeti di lusso nei quali, abolita qualunque disposizione simmetrica, il soggetto è trattato come in un quadro liberamente composto.

Anche oggi, la tradizione della tessitura di tappeti continua e l’Iran rimane il primo al mondo in questa favolosa produzione artigianale. Ma di questo vi parleremo nel corso della prossima puntata.

 

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Jul 28, 2018 22:08 CET
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