• Il progresso scientifico dell'Iran (5): l'Iran sale nella classifica mondiale della crescita scientifica

Il 19 e 20 aprile 2017, Teheran, la capitale dell’Iran, ha ospitato la prima edizione dell’Iran-Italy Science, Technology and Innovation Forum.

“L'evento mira a offrire nuove opportunità a universita’, centri di ricerca e imprese a forte impatto innovativo, di avviare percorsi di scambio durante tutto l’anno sia in Iran che in Italia”, dice Vahid Ahmadi, ministro iraniano delle Scienze, della Ricerca e della Tecnologia che sponsorizza l’evento in Iran mentre in Italia il programma e’ promosso dal ministero dell’Istruzione, dell’Universita’ e della Ricerca (Miur) in sinergia con il ministero degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale (Maeci). Il Forum è caratterizzato da un evento di matchmaking annuale, che si svolge alternativamente in Italia e in Iran, affiancato da servizi di informazione, animazione e supporto alla creazione di partenariati.

L’iscrizione all’evento e’ gratuita ed aperta alle imprese e a tutti i soggetti pubblici e privati, l’unica condizione e’ l’iscrizione, ma forse qualcuno si potrebbe chiedere quale sia il livello scientifico della nazione erede dei persiani nel 2017 e se tale forum possa essere proficuo per l’Italia.

Dando uno sguardo al programma qualche supposizione si può iniziare a fare; nella due giorni sono previsti una sessione istituzionale, conferenze di scenario, seminari tematici, incontri “one-to-one”, visite ad imprese innovative, incubatori e parchi scientifici e tecnologici da organizzare su richiesta dei partecipanti italiani e-o su invito delle imprese ed enti iraniani. I settori su cui si concentra l’evento sono un altro buon indizio: aerospazio, agroalimentare, scienze della vita, biotecnologie e biomedicina, chimica verde, fabbrica intelligente, mobilita’ e trasporto, tecnologie per gli ambienti di vita, tecnologie per le smart city, Ict di nuova generazione, nanotecnologie, tecnologie per la protezione dell’ambiente ed energie rinnovabili, tecnologie applicate alle energie da fonti fossili, scienze della terra e geofisica, economia del mare, archeologia e tecnologie per i beni culturali, design ed industrie creative.

Con queste linee guida in mente, e’ bene esaminare il livello scientifico dell’Iran in termini di dati e risultati.

 

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L’Iran, l’erede dell’antica Persia, e’ sicuramente una delle culle della scienza mondiale. La nazione e’ entrata in un periodo buio e di inconsistenza nel settore della scienza dalla fine del 18esimo secolo ma e’ improvvisamente rinata sotto questo aspetto con la rivoluzione islamica del 1979.

In tale anno il contributo scientifico dell’Iran alle ricerche scientifiche mondiali era dello 0.01%, mentre lo stesso dato ha toccato l’1.81% nel 2016; sempre nel ’79, il ministero delle Scienze dello Scia’ aveva sfornato 440 pubblicazioni nei magazine mondiali mentre nel 2016, questo numero e’ salito a 48345. Nessuna università iraniana, nell’anno della vittoria della rivoluzione, rientrava tra le 1000 migliori al mondo mentre oggi 8 stanno nella lista; gli studenti erano poco più di 175 mila a fronte degli oltre 4 milioni e 300 mila di oggi.

I centri universitari sparsi nella nazione sono 2983 ed i magazine scientifici iraniani sono 1047. Secondo il sito scientifico SCOPUS, e’ la 16esima nazione più progredita del mondo.

E’ una posizione che viene confermata pure da uno studio settoriale delle conquiste scientifiche degli iraniani.

Sono tra i primi 15 paesi al mondo per la nanotecnologia, visto che producono 330 prodotti che vengono oggi esportati in 15 nazioni.

Tra i primi 10 paesi al mondo per le cellule staminali; la clonazione del primo animale in Medioriente (Agosto 2006) e’ stata opera degli studiosi dell’istituto Royan.

Il nucleare e la completazione del ciclo per l’arricchimento dell’uranio e’ ormai una storia troppo nota, ma in pochi sanno che l’Iran e’ primo nella regione per la produzione di vaccini e sieri, e qui bisogna citare l’importante istituto Pasteur di Teheran.

Sempre nell’ambito sanitario, sono 34 i farmaci biotecnologici prodotti da Teheran e poi sono degni di nota pure i radioisotopi di produzione nazionale utili nelle terapie per la lotta contro il cancro.

Nel 2009, per cambiare settore, l’Iran ha inviato in maniera assolutamente indipendente, cioe’ con propria rampa di lancio e proprio vettore, pure il suo primo satellite, Omid (Speranza), entrando nella cerchia dei 9 paesi al mondo in grado di farlo. Negli anni successivi altri due piccoli satelliti iraniani sono stati mandati in orbita.

L’Iran, oggi, ammettono gli stessi dati del governo iraniano, ha pure la più alta percentuale di fuga di cervelli al mondo con un minimo di 3 laureati e/o specializzati che lasciano per sempre la nazione, ogni giorno.

Per questo il governo sta favorendo la formazione di società knowledge-based che oggi sono oltre 2400 ed hanno grandi agevolazioni economiche (l’esensione dalle tasse, mutui e persino spazi e terreni gratis), per poter avviare la propria attività e lanciare prodotti hi-tech nel mercato.

L’interlocutore dell’Italia nel Forum di questo Aprile e’ una nazione di 80 milioni di persone con l’eta’ media di 31 anni e come si evince da questi dati, una nazione che ha una gran voglia di far bene.

 

Jul 28, 2018 22:13 CET
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