• Fanatismo:falso volto dell’islam(61)

Amici come ben ricorderete vi abbiamo segnato che nell’islam dopo il sublime corano, la Sunna, (detti, condotta del Profeta Muhammad (as) ) è la seconda fonte della Legge Islamica, ed i musulmani la considerano una fonte autentica di guida, un “complemento” del Corano e una sua manifestazione pratica.

Però pian piano in base alle diverse definizioni attribuite al termine”Sunna” sorsero delle divergenze all’interno della comunità islamica. Alcuni musulmani che dopo la scomparsa del Profeta dell’islam(as) si dichiararono ‘sunniti’ ritenevano che con la dipartita dell’Inviato di Dio ormai la porta della rivelazione fu  chiusa.

Per loro bastano il Corano ed esempio del profeta(as)per guidare i credenti ed il Califfo, che in realtà è un leader sociale che  rappresenta l’unità dei credenti e non ha alcuna valenza religiosa. Quindi il califfo gode solo del potere temporale e non di quello spirituale; non è considerato  impeccabile (Ma’asum).

Secondo la tradizione sciita, invece, gli eredi dell’Inviato di Dio dovessero essere gli imam. Il suo compito è governare la comunità musulmana come rappresentante del Profeta, interpretare i testi religiosi e la legge, cogliere soprattutto il loro significato interiore, e, infine, guidare gli uomini nella vita spirituale.

Dopo la scomparsa del Profeta Muhammad(as) ogni volta che gli sciiti affrontavano delle sfide e difficoltà enormi nell’interpretazione dell’islam si rivolgevano agli imam,(I discendendi dell’Inviato di Dio) da loro ritenuti il “corano parlante”, per risolvere i loro problemi e lo seguivano come una guida saggia e suprema. Infatti per gli sciiti l'imamato veniva considerato un'istituzione d'origine divina, in quanto continuazione della missione del profeta.

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I sunniti, invece, nel corso dei secocli per risolvere i dubbi e problemi incontrati non potevano rivolgersi ai califfi che non erano altro che delle guide sociali. Infatti loro non avevano tra di loro una fonte viva della fede e una guida ben qulificata per adeguare l'interpretazione del sacro Corano alle nuove esigenze del mondo islamico.

Intanto i fedeli sunniti avevano anche a disposizione pochi hadith attribuiti al Profeta come una fonte autentica di guida. Negli anni successivi alla scomparsa del Profeta dell’islam, I primi due califfi con la scusa di voler evitare che nascessero delle divergenze tra I musulmani sulla narrazione degli hadith attribuiti al Profeta,  impedirono a loro di raccogliere la sunna del Profeta. E così nel corso degli anni tanti hadith furono destinati a scomparire.

Nel corso del secondo califfato, il rogo degli hadith divenne molto diffuso. Su ordine di Omar ibn Khatab, vennero bruciati I testi che contenevano I detti del Profeta. Il gesto venne giustificato con la scusa di voler evitare che si attribuisse gli hadith falsi al Profeta Muhammad(as), riferendosi al seguente detto dell’Inviato di Dio: “Certamente vi sono molti che creano menzogne a mio riguardo, ed il loro numero aumenterà; chi dice intenzionalmente una menzogna contro di me, deve preparare la sua dimora nel Fuoco. Pertanto, ogni volta che vi viene narrato un hadith, sottoponetelo alla prova del Libro di Allah e della mia Sunna stabilita, e ciò che è conforme al Libro di Allah, prendetelo; e ciò che è contrario al Libro di Allah ed alla mia Sunna, rifiutatelo.”

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In questo detto importante, l’Inviato di Dio (as) aveva indicato il Sacro Corano come riferimento per giudicare un hadith. Purtroppo la seconda parte dell’Hadith del Profeta venne ignoranata nel corso dei tre primi califfati che invece di rivolgersi a questo critierio indicato dal Profeta Muhammad per giudicare l’autenticità degli hadith, bruciandoli, li  eliminarono.  

La stessa politica venne seguita anche dal terzo califfo Uthman e anche da Mu'awiya ibn Abi Sufyan( La Mecca, 603 – Damasco, 18 aprile 680) che fu il primo califfo omayyade.

Mu'awiya dopo il martirio dell’Imam 'Ali (as), istituì quello che può definirsi come il primo dicastero per la falsa propaganda nel mondo. In quell’epoca si attribuiva facilmente falsi hadith al Santo Profeta (as) e invece venivan vietato ai fedeli compagni del Profeta, come Abuzar di narrare I veri detti di Rasullallah.

Questo dicastero si sviluppò gradualmente finché tutti I finti hadith da Mu'awiya composti si diffusero nel mondo islamico; questi hadith furono insegnati ai bambini nelle scuole insieme al Sacro Corano. Questa malattia infatti infettatò molti i gruppi, soprattutto i più devoti, che recitavano il Sacro Corano ed a cui si insegnava ad esser timorati di Dio. Erano soliti inventare hadith per ottenere benefici dai governanti.

Jul 30, 2018 10:49 CET
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