Nel nome di Dio, il Clemente, il Misericordioso. Cari amici di Pars Today Italian, siamo lieti di accompagnarvi anche oggi con l’interpretazione semplice e scorrevole dei versetti del Corano, l’ultimo testo rivelato dal Signore e la Sacra Scrittura di un miliardo e mezzo di persone al mondo.

Da alcune puntate abbiamo iniziato la lettura della sura Ya Sin, la 36esima sura del sacro Corano, definita “il cuore” di questo testo sacro in alcune tradizioni. Secondo alcuni esegeti, e’ anche possibile che le due lettere che compongono il nome della sura, unificate, compongano uno dei soprannomi del profeta dell’Islam, Muhammad (pace e benedizione divina su di lui e sulla sua famiglia). Meccana per la maggiorparte, prende nome dal primo versetto.

Ecco ora il versetto numero 36 della sura Ya Sin:

  

«سُبْحَانَ الَّذِی خَلَقَ الْأَزْوَاجَ کُلَّهَا مِمَّا تُنبِتُ الْأَرْضُ وَمِنْ أَنفُسِهِمْ وَمِمَّا لَا یَعْلَمُونَ»

Gloria a Colui Che ha creato in coppie tutto quello che la terra fa crescere, loro stessi e ciò che neppure conoscono. (36:36)

 

Questo versetto fa riferimento ad un’altra delle leggi che regolano la natura ovvero quella della presenza di coppie di piante, uomini e animali; il versetto, come si capisce bene, spiega che anche esseri che l’uomo non conosce sono creati in coppia, e quindi hanno maschio e femmina. Il versetto conclude ricordando che un Signore cosi potente da aver garantito la sopravvivenza delle diverse specie con questo metodo, e’ lontano da qualsiasi imperfezione e non puo’ avere consimili o esseri che siano partecipi con lui nella creazione nell’amministrazione del mondo. La piccola parentesi che qui bisogna aprire e’ che prima del 18esimo secolo dopo Cristo, la scienza umana non era arrivata a stabilire il fatto che pure le piante avessero gli organi maschili e femminili, mentre cio’, come abbiamo appena letto, viene detto chiaramente dal Corano, trasmesso al profeta nel settimo secolo dopo Cristo. Questo aspetto viene considerato una delle tante nozioni scientifiche miracolose divulgate dal Corano che gli uomini hanno potuto comprendere solo secoli dopo la sua venuta effettiva.

Dalla riflessione su questo versetto possiamo quindi trarre le seguenti conclusioni:

Primo – Il Signore che e’ creatore delle coppie, non puo’ avere consorti. Lui e’ unico e senza eguali.

Secondo – Nelle questioni materiali e istintive, l’uomo e’ affine agli animali e non e’ superiore agli altri esseri.

Terzo – La scienza umana e’ limitata e persino oggi molte delle verita’ del Creato sono rimaste nascoste.

Ed ora leggiamo i versetti 37, 38, 39 e 40:

«وَآیَةٌ لَّهُمُ اللَّیْلُ نَسْلَخُ مِنْهُ النَّهَارَ فَإِذَا هُم مُّظْلِمُونَ»،

 

È un segno per loro la notte che spogliamo del giorno ed allora sono nelle tenebre. (36:37)

 

«وَالشَّمْسُ تَجْرِی لِمُسْتَقَرٍّ لَّهَا  ذَلِکَ تَقْدِیرُ الْعَزِیزِ الْعَلِیمِ»

E il sole che corre verso la sua dimora: questo è il Decreto dell'Eccelso, del Sapiente. (36:38)

 

«وَالْقَمَرَ  قَدَّرْنَاهُ مَنَازِلَ حَتَّى عَادَ کَالْعُرْجُونِ الْقَدِیمِ»

E alla luna abbiamo assegnato le fasi, finché non diventa come una palma invecchiata. (36:39)

 

 

«لَا الشَّمْسُ یَنبَغِی لَهَا أَن تُدْرِکَ الْقَمَرَ وَلَا اللَّیْلُ سَابِقُ النَّهَارِ وَکُلٌّ فِی فَلَکٍ یَسْبَحُونَ،»

Non sta al sole raggiungere la luna e neppure alla notte sopravanzare il giorno. Ciascuno vaga nella sua orbita. (36:40)

 

Questi versetti fanno un cenno diretto al movimento del sole e della luna e spiegano che Dio li ha collocati in un’orbita specifica, e che ha ognuno ha un tragitto particolare da percorrere. Ogni giorno, gli uomini, vedono il sole e la luna ed il Corano fa notare che mai i due si scontrano l’uno con l’altro e che questo e’ per via del tragitto diverso su cui si muovono.

 

La Terra, in se e per se, e’ buia ed e’ l’effetto della luca solare che la illumina e crea il giorno da una parte di essa. Dall’altra parte, comunque, non vi e’ l’oscurita’ assoluta e Dio ha considerato una grossa lampada, la luna, per illuminare il cielo e comunque anche la luce delle stelle.

Da questi versetti possiamo quindi trarre le seguenti conclusioni:

Primo – Il sistema che domina la natura, il moto della luna, del sole e della terra e gli altri fenomeni, e’ uno dei segnali della potenza e della sapienza del Signore.

Secondo – Il sole e la luna e le rispettive orbite e velocita’ sono stati stabiliti con precisione e saggezza proprio per garantire le condizioni di vita migliori sulla terra e per questo tutto cio’ non puo’ essere casuale ed e’ chiaramente esito del volere divino.

Terzo – Le diverse fasi lunari, dalla luna nuova a quella piena, sono esito della volonta’ del Signore. In base ad altri versetti del Corano, le diverse condizioni lunari sono una sorta di calendario naturale.

Ed ora leggiamo i versetti 41, 42, 43 e 44:

«وَآیَةٌ لَّهُمْ أَنَّا حَمَلْنَا ذُرِّیَّتَهُمْ فِی الْفُلْکِ الْمَشْحُونِ»،

È un segno per loro, che portammo la loro progenie su di un vascello stracarico. (36:41)

 

 

«وَخَلَقْنَا لَهُم مِّن مِّثْلِهِ مَا یَرْکَبُونَ»

E per loro ne creammo di simili, sui quali s'imbarcano. (36:42)

 

 

«وَإِن نَّشَأْ نُغْرِقْهُمْ فَلَا صَرِیخَ لَهُمْ وَلَا هُمْ یُنقَذُونَ»،

Se volessimo li annegheremmo, e allora non avrebbero alcun soccorso e non sarebbero salvati. (36:43)

 

«إِلَّا رَحْمَةً مِّنَّا وَمَتَاعًا إِلَى حِینٍ »

(se non da una Nostra misericordia e come temporaneo godimento. (36:44)

 

Questi versetti fanno riferimento a grandi fenomeni come gli oceani ed i mari, e ricordano che le piccole e grandi navi che trasportano persone e merci, sono in se e per se uno dei segnali della potenza divina. E’ Dio, ricorda il Corano, ad avere creato l’acqua in modo che le navi potessero spostarsi su di essa.

Esistono anche altri mezzi di trasporto in natura, come gli animali che pero’ oggi sono stati sostituiti dalle automobili, dai treni e dagli aerei ma il bello e’ che nonostante il progresso umano, il grosso del trasporto della merce, avviene ancora oggi attraverso il mare e le navi. Se Dio non avesse creato l’acqua come l’ha creata, oggi non riusciremmo a spostare il grosso delle nostre merci.

Dalla riflessione su questi versetti possiamo trarre le seguenti conclusioni:

Primo – I mezzi di trasporto terrestri e marittimi sono tra le necessita’ primarie dell’uomo alla quale Dio ha provveduto.

Secondo – I doni che Dio ci ha elargito sono esito della sua Benevolenza e del suo Affetto e noi dobbiamo esserGli riconoscenti ricordandoci che Dio non era certo in debito con noi.

Davood Abbasi

Aug 01, 2018 07:44 CET
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