Nel nome di Dio, il Clemente, il Misericordioso. Cari amici di Pars Today Italian, siamo lieti di accompagnarvi anche oggi con l’interpretazione semplice e scorrevole dei versetti del Corano, l’ultimo testo rivelato dal Signore e la Sacra Scrittura di un miliardo e mezzo di persone al mondo.

 Ormai da mesi abbiamo iniziato la lettura della sura Ya Sin, la 36esima sura del sacro Corano, definita “il cuore” di questo testo sacro in alcune tradizioni. Secondo alcuni esegeti, e’ anche possibile che le due lettere che compongono il nome della sura, unificate, compongano uno dei soprannomi del profeta dell’Islam, Muhammad (pace e benedizione divina su di lui e sulla sua famiglia). Meccana per la maggiorparte, prende nome dal primo versetto.

Ecco ora il versetto numero 59 della sura Ya Sin:

 

  «وَامْتَازُوا الْیَوْمَ  أَیُّهَا الْمُجْرِمُونَ»

E [sarà detto]: “Tenetevi in disparte in quel Giorno, o iniqui! (36:59)

 

Il versetto appena letto ricorda che nel Giorno del Giudizio, i malfattori verrano allontanati dagli altri; la via che porta al castigo non comporta altro che dolore e rimorso. I piaceri fugaci del mondo non valgono tanto quanto il castigo eterno. Ad ogni modo, il Giorno del Giudizio e’ il momento in cui i benefattori devono essere divisi dai malfattori e li’, non sara’ piu’ come questa vita, quando vivevano uno accanto all’altro.

Da questo versetto apprendiao che:

Primo – Il Giorno del Giudizio, e’ il giorno della divisione degli esseri umani in base ai loro meriti. In quel giorno, molte famiglie verranno divise e molti si troveranno accanto a persone che non conoscono.

Secondo – Il Giorno del Giudizio e’ il Giorno della realizzazione della promessa divina sulla premiazione e il castigo di benefattori e malfattori.

Ed ora leggiamo i versetti 60, 61 e 62 della sura Ya Sin:

«أَلَمْ أَعْهَدْ إِلَیْکُمْ یَا بَنِی آدَمَ أَن لَّا تَعْبُدُوا الشَّیْطَانَ إِنَّهُ لَکُمْ عَدُوٌّ مُّبِینٌ»،

O figli di Adamo, non vi ho forse comandato di non adorare Satana - in verità è un vostro nemico dichiarato – (36:60)

 

«وَأَنِ اعْبُدُونِی هَـذَا صِرَاطٌ مُّسْتَقِیمٌ»

e di adorare Me? Questa è la retta via. (36:61)

 

«وَلَقَدْ أَضَلَّ مِنکُمْ جِبِلًّا کَثِیرًا  أَفَلَمْ تَکُونُوا تَعْقِلُونَ »

Egli ha sviato molti di voi. Non comprendete dunque? (36:62)

 

 

Questi versetti si rivolgono ai peccatori ed ai malfattori che sono presenti nel Giorno del Giudizio e che vengono divisi dal resto delle persone. Dio si rivolge loro chiedendo perche’ abbiano seguito Satana, dimenticando il Signore. Questo richiamo, secondo il Corano, ricorda il patto che secondo i musulmani, Dio ha stretto con ogni essere umano prima della sua creazione. Anche nella vicenda del peccato commesso da Adamo ed Eva, Dio chiese loro il perche’ della violazione del patto. “Non sapete che Satana e’ vostro nemico”, chiese il Signore, dopo che i due raccolsero il frutto proibito.

L’uomo, in base al suo istinto ed alla sua ipseita’ divina, sa bene che le cattive azioni sono in contrasto con la sua natura; nella visione coranica, chiunque inviti ai peccati, sia esso Satana o meno, diventa un demone perche’ incoraggia le persone ad agire contro la loro stessa natura e il loro volere originario. Oltre alla cattiva sensazione interna che i peccati danno all’uomo, uno sguardo alla storia ed alle vicende passate dell’umanita’, ci fanno capire logicamente che il peccato non porta da nessuna parte. Quindi, dalla riflessione su questi versetti, possiamo trarre le seguenti conclusioni:

Primo – Dio ha stretto un patto con gli uomini per il bene mettendoli in guardia dalle tentazioni di Satana; l’istinto umano ed il senno sono il segnale interno di questo accordo e i profeti, l’esito esterno di esso.

Secondo – L’uomo, nella sua vita, si trova davanti ad una dualità: o e’ servo di Dio, o e’ servo di Satana.

Terzo – In ogni preghiera noi chiediamo a Dio di guidarci sulla Retta Via, e in base alle tradizioni islamiche, tale via e’ proprio quella dell’obbedienza a Dio e della preghiera.

Quarto – La ragione umana, il pensiero, non devono essere usati solo nell’ambito delle questioni mondane, ma anche nell’ambito della religione, soprattutto per lo studio della storia e della vita di coloro che peccando, si sono lasciati ingannare da Satana.

Ed ora leggiamo i tre versetti 63, 64 e 65 della sura Ya Sin:

»هَـذِهِ جَهَنَّمُ الَّتِی کُنتُمْ تُوعَدُونَ»،

Ecco l'Inferno che vi è stato promesso. (36:63)

 

«اصْلَوْهَا الْیَوْمَ بِمَا کُنتُمْ تَکْفُرُونَ»،

Bruciate in esso quest'oggi, poiché siete stati rinnegatori!”. (36:64)

 

«الْیَوْمَ نَخْتِمُ عَلَى أَفْوَاهِهِمْ وَتُکَلِّمُنَا أَیْدِیهِمْ وَتَشْهَدُ أَرْجُلُهُم بِمَا کَانُوا یَکْسِبُونَ«

In quel Giorno sigilleremo le loro bocche, parleranno invece le loro mani e le loro gambe daranno testimonianza di quello che avranno fatto. (36:65)

 

 

I profeti, nel corso della loro nobile vita, hanno informato la gente del Giorno del Giudizio e del premio e del castigo che esso riserva alle persone, in base alle loro azioni. Molte persone, tutt’oggi, non credono a questa promessa e deridono i credenti. Nel Giorno del Giudizio, pero’, tutti osserveranno il realizzarsi della promessa divina ed anche se per un attimo, tutti entreranno almeno una volta nell’inferno per assaggiare l’intensita’ del calore di esso, voluto dal Signore per la punizione degli iniqui. Nel tribunale della giustizia divina, non c’e’ alcun bisogno della testimonianza dei peccatori; per volere di Dio saranno le diverse parti del loro corpo che testimonieranno direttamente contro di loro.

Dalla nostra breve riflessione su questi versetti, possiamo quindi trarre le seguenti conclusioni:

Primo – I profeti, hanno riferito la verita’ a tutti gli uomini in modo che nessuno possa sostenere di non essere stato informato sull’altro mondo e la punizione dell’inferno.

Secondo – Nel Giorno del Giudizio, gli arti e le diverse parti del corpo umano testimonieranno contro il proprio padrone rivelando le sue malefatte.

Davood Abbasi

Aug 01, 2018 09:38 CET
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