Nel nome di Dio, il Clemente, il Misericordioso. Cari amici di Pars Today Italian, siamo lieti di accompagnarvi anche oggi con l’interpretazione semplice e scorrevole dei versetti del Corano, l’ultimo testo rivelato dal Signore e la Sacra Scrittura di un miliardo e mezzo di persone al mondo.

  Ormai da mesi abbiamo iniziato la lettura della sura Ya Sin, la 36esima sura del sacro Corano, definita “il cuore” di questo testo sacro in alcune tradizioni. Secondo alcuni esegeti, e’ anche possibile che le due lettere che compongono il nome della sura, unificate, compongano uno dei soprannomi del profeta dell’Islam, Muhammad (pace e benedizione divina su di lui e sulla sua famiglia). Meccana per la maggiorparte, prende nome dal primo versetto.

Ecco ora i versetti numero 77, 78 e 79:

 

 

«أَوَلَمْ یَرَ الْإِنسَانُ أَنَّا خَلَقْنَاهُ مِن نُّطْفَةٍ فَإِذَا هُوَ خَصِیمٌ مُّبِینٌ»،

 

Non vede l'uomo che lo abbiamo creato da una goccia di sperma? Ed eccolo in spudorata polemica. (36:77)

 

«وَضَرَبَ لَنَا مَثَلًا وَنَسِیَ خَلْقَهُ قَالَ مَن یُحْیِی الْعِظَامَ وَهِیَ رَمِیمٌ»

Ci propone un luogo comune e, dimentico della sua creazione, [dice]: “Chi ridarà la vita ad ossa polverizzate?”. (36:78)

 

«قُلْ یُحْیِیهَا الَّذِی أَنشَأَهَا أَوَّلَ مَرَّةٍ وَهُوَ بِکُلِّ خَلْقٍ عَلِیمٌ، »

Di': “Colui Che le ha create la prima volta ridarà loro la vita. Egli conosce perfettamente ogni creazione. (36:79)

 

Secondo le narrazioni storiche, uno dei rinnegatori interruppe il profeta dell’Islam durante il suo sermone e poi prese in mano un vecchio pezzo di osso e lo ridusse in brandelli e chiese: “Tu dici che Dio nell’altra vita riportera’ in vita questo osso?”. E’ chiaro che una domanda del genere, si pone, quando si immagina che la potenza di Dio sia limitata ai fenomeni che noi osserviamo comunemente nella nostra vita mondana. Questi versetti ricordano la circostanza storica e rispondono ricordando che l’uomo stesso e’ stato creato da una piccola goccia di sperma, e che lo stesso Dio che e’ stato capace di crearlo una prima volta, e’ altresi’ capace di farlo resuscitare. Se si considera Dio Onniscente, Egli puo’ riunire, dovunque siano, anche le ossa ridotte in polvere e ridar loro vita.

La questione interessante e’ che la scienza moderna, ha in qualche modo confermato questi versetti del Corano. Oggi, l’uomo, creatura di Dio, riesce a coltivare in laboratorio le cellule umane e con le cellule staminali, riesce anche ad ottenere le cellule di diversi tessuti del corpo umano. In piu’, sempre la scienza odierna ci dimostra che il DNA che si trova anche in un capello o in piccolo ossicino, contiene tutte le caratteristiche genetiche dell’uomo, caratteristiche sono uniche e diverse da quelle di tutti gli altri esseri umani. Oggi i corpi anche distrutti delle persone morte, vengono identificati a distanza di anni attraverso il DNA dei loro famigliari.

Se l’uomo e’ capace di tutto questo, Dio non puo’ far tornare in vita le persone?

Ad ogni modo, dalla riflessione su questi versetti, possiamo trarre le seguenti conclusioni:

Primo – L’insolenza e l’ingratitudine nei confronti di Dio, e’ segno di ignoranza. Basta riflettere sulla propria creazione per rendersi conto della forza del Signore.

Secondo – I rinnegatori dell’altra vita, hanno solo dubbi sulla potenza di Dio, ma non hanno nessuna argomentazione logica per la negazione della Resurrezione e dell’altra vita.

Terzo – Sulla Resurrezione, nel Giorno del Giudizio, ci sono due concetti da ricordare: primo, il potere e la scienza di Dio sono illimitati e secondo, Egli ha il potere di creare di nuovo perche’ ha creato gia’ una prima volta.

Quarto – Se si pone una domanda per capire e comprendere, questa e’ sacra nella visione islamica ed anzi, i fedeli vengono sollecitati a riflettere e a chiedere. Ma una domanda viene fatta con lo scopo di prendere in giro, offendere o denigrare, allora essa non puo’ essere considerata un qualcosa di valido e prezioso.

Ed ora passiamo alla lettura del versetto numero 80 della sura Ya Sin:

«الَّذِی جَعَلَ لَکُم مِّنَ الشَّجَرِ الْأَخْضَرِ نَارًا فَإِذَا أَنتُم مِّنْهُ تُوقِدُونَ»

Egli è Colui Che nell'albero verde ha posto per voi un fuoco con cui accendete. (36:80)

 

Dopo le argomentazioni dei versetti precedenti sulla creazione, questo versetto fa riferimento ad uno dei fenomeni della natura, il fatto che il fuoco ardente nasce dal legno degli alberi che portano frescura. La bellezza di questo versetto e’ che due elementi contrastanti, il fuoco e il fresco, sono presenti nella stessa cosa e cio’ e’ uno dei segni della potenza divina. Dalla riflessione su questo versetto, possiamo trarre le seguenti conclusioni:

Primo – La conoscenza della natura e delle leggi che la governano, rafforza sicuramente la fede in Dio.

Secondo – La luce e il calore del sole viene in qualche modo accumulato nel legno degli alberi che puoi bruciano e possono sprigioniare nuovamente questa energia. L’energia non muore, si trasforma da una forma all’altra, e proprio come l’energia che non muore, anche gli uomini rinasceranno.

Davood Abbasi

Aug 01, 2018 10:47 CET
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