• Donne in Occidente (10)

La violenza sulle donne è un fenomeno molto diffuso nei paesi occidentali. Nel corso della storia le donne hanno subito amare sofferenze ed oppressioni e sono state private dei loro diritti fondamentali tra cui la sicurezza.

 Ormai la violenza sulle donne è una malattia  molto diffusa in tutto il mondo e viene ritenuta una violazione dei diritti umani.

La nostra esperta di famiglia, la signora Elham Akhoundan parlando riguardo a questa triste realtà e spiega: ”Secondo le recenti statistiche, si è registrato un aumento delle violenze contro le donne in Occidente. Proprio nei paesi che si presentano come la culla dei movimenti come il femminismo che pretendono di rivendicare i diritti delle donne, le donne sono private dei propri  diritti primari.

Questi movimenti parlano di una libertà sfrenata della donna: così esse possono vestirsi e comportarsi come vogliono, e proprio da questa libertà senza limite nasce un drammatico fenomeno come la violenza sulle donne”.

Infatti l'uso di alcol, l’individualismo, la convivenza e le discriminazioni sono tra le principali cause della violenza contro le donne. Nei paesi sviluppati le donne sono più indipendenti ma rispetto ad altri paesi vengono anche sfruttate di più.

Le donne vittim di  violenza vengono anche sottoposte ai gravi problemi fisici e psicologici. Consumano più alcol e droga, si trovano in uno stato di stress permanente e perfino si suicidano.

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La violenza sulle donne assume molteplici forme e modalità, sebbene la violenza fisica sia la più facile da riconoscere. Non esiste un profilo della donna-tipo che subisce violenza. La violenza fisica come orami è ben chiaro comprende l’uso di qualsiasi atto guidato dall’intenzione di fare del male o terrorizzare la vittima.

L’altro tipo è violenza sessuale.Comprende l’imposizione di pratiche sessuali indesiderate o di rapporti che facciano male fisicamente e che siano lesivi della dignità, ottenute con minacce di varia natura. Il terzo tipo cioè violenza economica è ormai molto diffuso in Occidente e in particolare nel mondo del lavoro. Si definisce violenza economica per esempio :limitare o negare l’accesso alle finanze familiari, occultare la situazione patrimoniale e le disponibilità finanziarie della famiglia, sfruttare la donna come forza lavoro nelle aziende pagandole bassi salari o in genere senza dare in cambio nessun tipo di retribuzione.

E infine la violenza psicologia racchiude ogni forma di abuso che lede l’identità della donna: attacchi verbali come la derisione, la molestia verbale, l’insulto, la denigrazione, finalizzati a convincere la donna di “non valere nulla”, isolare la donna, gelosia ed ossessività, minacce verbali di abuso, aggressione o tortura nei confronti della donna o la sua famiglia, i figli, gli amici, minacce ripetute di abbandono, divorzio, inizio di un’altra relazione…

È importante ricordare che nei momenti di rabbia tutti possiamo usare parole provocatorie, oltraggiose o sprezzanti, possiamo agire comportamenti fuori luogo ma di solito seguiti da rimorsi e pentimenti. Nella violenza psicologica invece non si tratta di un impeto d’ira momentaneo ma di un tormento costante e intenzionale con l’obiettivo di sottomettere l’altro/a e mantenere il proprio potere e controllo.

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Il mondo occidentale pur raggiungendo gli obiettivi di sviluppo in vari campi non è riuscito a garantire la sicurezza delle donne e difenderle contro le violenze. Purtroppo secondo le utlime statistiche la violenza in famiglia o la violenza domestica è sempre in crescita in Europa.

Barnett Miller e Perrin nel 1997 hanno definito così la violenza domestica: il comportamento abusante di uno o entrambi i compagni in una relazione intima di coppia. Si estrinseca in molte forme, quali abusi sessuali, aggressione fisica, minacce di aggressione, intimidazione, controllo, stalking, violenza psicologica, trascuratezza, deprivazione economica.

Un sondaggio europeo nel 2016 ha mostrato la diffusione del fenomeno della violenza domestica nei 28 paesi dell’Unione, stabilendo, a sorpresa, che gli abusi di genere sono più diffusi nel Nord Europa.

Al vertice della classifica, infatti, si trovano Danimarca (52% di donne che raccontano di avere subìto violenza fisica o sessuale dall’età dei 15 anni, Finlandia (47%) e Svezia (46%), a seguire Paesi Bassi (45%), Francia e Gran Bretagna (44%), mentre l’Italia si trova al diciottesimo posto (27%). Percentuali altissime che includono molestie subìte non soltanto da mariti e compagni ma anche da uomini sconosciuti e sul posto di lavoro. Tali percentuali vanno lette, in ogni caso, con il beneficio del dubbio numerico, in quanto i dati potrebbero essere viziati dalla deleteria prassi, in molti paesi europei per paura di ritorsioni o per una forma di sudditanza fisica e psicologica della vittima del reato nei confronti dell’autore.

In media, in Europa una donna su tre dichiara essere stata vittima di tali abusi (33%), quasi 62 milioni di donne.

Dati che devono fare davvero riflettere nella loro drammatica importanza.

Aug 08, 2018 10:26 CET
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