• Islam, la mia scelta(142), Nicole Queen Revert

Islam significa abbandono, resa e sottomissione ad Allah l'Altissimo nello scopo di obbedirGli, di salvarsi dall’associazionismo e dal peccato; non vi è un bene che Allah non abbia indicato e ordinato e non vi è un male o un peccato che non abbia vietato e consigliato di evitare;

 l’applicazione delle prescrizioni islamiche garantisce a tutti una vita di sicurezza, di pace all’ombra delle leggi che assicurano i diritti di tutti.

L’Islam è proprio la religione della pace globale con tutto quello che la parola contiene come significato: a livello interno della società o a livello dei rapporti fra popoli e stati nel mondo.

A livello dei rapporti fra popoli: rapporti basati sulla sicurezza, la stabilità, la pace e la non aggressione.

Allah dice al riguardo:”(2: 208) O voi che credete! Entrate tutti nella Pace. Non seguite le tracce di Satana. In verità egli è il vostro dichiarato nemico.”

Amici anche oggi insieme a voi ascolteremo la storia del ritorno all’Islam di due neo-musulmani occidentali, non mancate!

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Nicole Queen Revert è una fotografa americana di Dallas che ha abbracciato l’Islam nel 2007.  

Lei inizia così la storia del suo ritorno all’Islam: “Io come altre ragazze occidentali fui immersa nelle passioni, nei divertimenti e nell’alcool. Ero una assidua frequentatrice dei locali notturni. Però questo stile di vita non mi soddisfaceva e nella mia mente c’erano numerose domande sulla vita. I miei amici mi consigliarono di chiedere la risposta delle mie infinite domande ai fedeli musulmani. Così a 15 anni decisi di conoscere la fede dei musulmani. Vicino a casa nostra viveva una famiglia araba musulmana. Il loro comportamento, la loro lingua ed il loro modo di vestirsi mi piaceva molto.  Frequantavo molto la loro casa ed ormai era nata una profonda amicizia tra me e questa famiglia. Loro erano molto ospitali e rispondevano con tanta pazienza le mie domande. Il loro stile di vita sano e pio ebbe influenza anche su di me così che durante il liceo, pur non essendo musulmana, mi allontanavo dai peccati e dal male. Ci vollero quattro anni finchè io mi convertissi all’Islam però durante tutti questi anni loro non mi costrinsero mai ad abbracciare questa fede. Durante questo periodo condussi delle ricerche sulla fedeislamica. Navigavo su internet per trovare i video sui neo-musulmani che ultimamente avevano abbracciato l’Islam. E passavo ore e  ore a guardare le loro testimonianze su questa fede. Io trovai la risposta alle miedomande in questa religione. Anche se non avevo ancora pronunciato la Shahada, il mio cuore ormai era sottomesso ad Allah. Poco dopo recitai anche la Shahada e divenni musulmana. L’unica cosa che dopo la miaconversione ufficiale era cambiata in me era il modo di vestirsi. Portai volentieri l’hijab e abbandonai i luoghi che frequentavo prima". 

La madre di Nicole parlando della decisione di sua figlia dice: ”Nicole leggeva molti libri sull’Islam, però noi non immaginavamo mai che un giorno diventasse musulmana. Questa sua decisione ha scioccato anche i suoi amici però lei non si è lasciata conquistare dai dubbi; ha proseguito con fermezza il percorso che aveva scelto”.

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Nella seconda parte di questa puntata vi invitiamo ad ascoltare la storia della conversione di Pietro Crucitti, giovane reggino, all’Islam: ”Io sono nato in una famiglia reggina, regolarmente battezzato secondo il rito cristiano, però ad un certo punto della mia vita decisi di abbandonare questo credo. Il mio avvicinamento alla religione islamica è iniziato leggendo il Corano, sacro libro dei musulmani. Avevo perso i valori della religione, non credevo più in Dio, fu un cattolico a suggerirmi di leggere il Corano, per riavvicinarmi a Dio. Questa lettura mi affascinò molto, lo stile di vita islamico, la devozione totale a Dio. Ero diventato ateo , non credevo più a niente, questo cattolico mi disse che è bello credere in qualche cosa, leggere i testi sacri. Così inizio' questo percorso che durò un anno, in cui gradualmente mi avvicinai alla comunità islamica. Parallelismi tra Gesù e il profeta Muhammad(as) ce ne sono soprattutto sulla pace. Gesù diceva di amare i nostri fratelli. Ugualmente c’è un hadith del Profeta che dice: "Se uno non ama quello che vuole, anche per suo fratello, non è un vero musulmano". Inoltre il Profeta perdonava sempre, come Gesù Cristo, non si vendicava. Purtroppo c'è chi strumentalizza il sublime Corano, estrapolandone dei versi, perché all'epoca in cui è stato scritto la violenza era giustificabile per la difesa tra tribù. Ma il Corano parla solo di difesa, mai di attacco, di terrorismo. C'è la strategia di guerra, in cui dice che si deve evitare di uccidere donne, bambini, tagliare gli alberi, avvelenare l'acqua, usare il fuoco, quindi anche le armi da fuoco dovrebbero essere vietate. La parola Islam deriva dalla radice verbale di "pace", oltre che di "sottomissione a Dio" e non ha nulla a che vedere con nessun atto di violenza.”

Aug 15, 2018 07:13 CET
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