• Islam, la mia scelta(145),Susan Carland

Il supremo sacrificio dell’imam Hussain bin 'Ali, nipote del Profeta dell’islam(as), e della sua famiglia e dei suoi compagni a Karbalà è considerato come un evento epocale nella storia dell'Islam. Nessuno storico serio mette in questione l'evento o la sua importanza.

Nella società contemporanea è presente una costante convergenza di ambizioni, aspirazioni e desideri, che interagiscono tra loro fino a sovrapporsi. Mentre oggigiorno, determinate dottrine sociali asseriscono che le relazioni tra le diverse componenti del tessuto sociale devono essere basate sulla conflittualità permanente e l’opposizione precostituita, l’Islam è di ben altro avviso; esso stabilisce infatti che i rapporti, all’interno della giustizia ed alla pace.

Nel suo insegnamento l’Islam fa appello alla coscienza individuale ed ai sentimenti umanitari; ricorda agli uomini la loro origine comune a partire dal loro progenitore Adamo e li rende consapevoli della loro totale dipendenza da Dio, loro Creatore, al Quale tutti dovranno ritornare. Questa intima consapevolezza porta l’individuo alla scrupolosa osservanza della Legge religiosa e lo educa alla mitezza ed alla tranquillità, nella ricerca della pace con se stesso e con gli altri. L’educazione islamica indegna che le dispute e le differenze devono essere appianate, nella misura in cui la fede dei credenti li rende partecipi della comune appartenenza alla comunità e consapevoli della comune discendenza da Adamo. Amici oggi insieme a voi ascolteremo la storia del ritrono all’islam, di Susan Carland, la neo-musulmana australiana. Restate con noi!

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Susan Carland è nata a Fairmont in Australia. Lei racconta così la storia della sua conversione all’islam:” quando avevo solo 7 anni, i miei gentori si separarono ed io andai a vivere con mia madre che fu una cristiana praticante e fanatica. Frequentavo regolarmente la chiesa fino a 12 anni però in quel periodo avendo una forte passione per la musica, lasciai la chiesa e decisi di impararla. Però dopo due anni, cioè a 14 anni, tornai di nuovo in chiesa e continuai a frequentare dei corsi sul cristianesimo. Però trovavo molte conttradizioni nel culto cristianesimo e poi i parrochi e monachi della chiesa dove io andavo pretendevano che di notte il Signore gli parlasse. Tutto ciò mi sembrava assurdo e irragionevole. Così a 17 anni delusa dal cristianesimo, decisi d scopire altre religioni del mondo. Però l’islam non fu incluso nella lista delle mie religione preferite. Perchè nel nostro Paese l’islam veniva rappresentato come una religione violenta che sosteneva l’aggressione e passioni. Queste propagande anti-islamiche avevano tale impatto su di noi  che mia madre mi ripeteva sempre che preferiva che io mi sposassi con un spacciatore di droga che con un musulmano.

Però un giorno guardai un documentario alla Tv sull’islam che destò molto la mia curiosità su questa religione. Poi cominciai a leggere anche  gli articoli e notizie sui giornali e riviste che riguardavano l’islam.  ormai dentro di me fu nata una forte passione per conoscere la religione islamica. Quindi condussi una lunga ricerca per approfondire la mia conoscenza su questa religione. Ed il risultato fu molto positivo. L’islam invitava i suoi fedeli all’amicizia e alla fratellanza. E cosi decisi di diventare musulmana.

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Anche dopo la mia conversione, continuai ad approfondire la mia conoscenza sui principi dell’islam. Trovai molte amiche musulmane su internet. E loro con molta pazienza rispondevano alle mie numeorse domande.

Proprio la notte in cui volevo dichiarare la mia conversione a mia madre, lei preparò un piatto di carne maiale per la cena. Quando a tavola mi offri una fetta, io rifiutai di mangiare e le rivelai di aver abbracciato l’islam. Lei si mise a piangere e mi abbraicia. Dopo qualche giorno decisi anche di portare anche l’hijab, il velo islamico. Purtroppo nel mondo si cerca di diffondere un’immagine falsa e irreale dell’hijab. Però io credo che l’hijab aiuti ad avvicinarmi al Signore ed è il simbolo di una donna musulmana. ed una donna portando il velo islamica si presenta come la rappresentante della fede islamica.

Purtroppo dopo aver indossato l’hijab alcuni miei amici, mi abbandonarono; anche per le strade della città mi offendevano per questa mia scelta.

Però ormai passano anni dalla mia conversione ed io ora ho molti amici musulmani anche mio marito è un musulmano che è nato in Australia.  Io amo l'Islam ed i musulmani. L'Islam è la religione di pace e uguaglianza e realizza un bell’equilibrio tra la spritualità e la ragione. ". Susan ha completato i suoi studi fino al livello di dottorato. Ha fatto ricerche sulle sfide che le donne in problemi di leadership stagioni. Susan ha continuato lo studio ed ha conseguito il dottorato. Ora lei fa la docente presso School of Political and Social Inquiry all’università Monash di  Melbourne.

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Sep 01, 2018 10:42 CET
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