• Iraniani Famosi (107): grandi figure persiane e l'India

Amici, in queste settimane vi stiamo parlando dei grandi della Persia che hanno vissuto o avuto a che fare con l’India, terra che parlò il persiano per secoli.

La presenza persiana in India risale a tempi molto remoti.
I persiani, come etnia, sono i membri di un gruppo etnico indoiranico (quindi della famiglia indoeuropea) che vive principalmente in Iran ma che nei tempi antichi migro’ migrò verso il subcontinente indiano.
Oltre a questa realta’ inerenti alla preistoria, nel sesto secolo a.C., Dario il Grande conquisto’ l’ovest dell’India che rimase sotto il controllo persiano per due secoli.

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All’inizio del 16esimo secolo d.C., con l’avvento in India dell’era Moghul, la nazione assunse la cultura e l’arte della Persia. L’impero dei Moghul assunse la lingua persiana come lingua della propria corte e seguì nell’arte e nella letteratura le orme della Persia. Questo periodo ha avuto un significativo impatto sociale, nonostante la maggior parte dei governanti Moghul di religione musulmana, a differenza di regni islamici dello stesso periodo non imposero mai la propria religione alla popolazione, alcuni imperatori, Akbar su tutti, si distinsero per il rispetto e la tolleranza degli altri culti e giunsero a togliere le imposte sugli abitanti non musulmani.
E proprio il sultano Moghul Akbar stabili’ un rapporto molto vicino con la corte della Persia e tra le due nazioni si spostavano sempre artisti, poeti e intellettuali.

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Oggi la comunita’ Parsi, nome che proviene proprio da persiani, e’ una delle comunita’ importanti dell’India.
Sono di religione zoroastriana, l’antica religione della Persia, e sono discendenti di iraniani trasferitisi in India tra il VII° e il X° secolo d.C. in principio nell'odierno Gujarat e poi nel resto dell’India.
Gli antichi persiani appartenevano allo stesso ceppo linguistico degli Arya, adoravano il sole ed altri elementi naturali come terra, acqua, aria e soprattutto il fuoco, venerato come sacro all'interno di templi. Zarathushtra predicò un monoteismo aniconico fondato sul Dio Ahuramazda, il Dio saggio, ma che è ricco anche di figure come gli Arcangeli, preposti alla protezione dell'umanità per mezzo degli elementi naturali, dei quali dunque è necessario preservare la purezza, e che confluirono poi nelle altre religioni monoteistiche semite. Dio è in eterno conflitto con le forze del male, rappresentate da AHRIMAN. Il testo sacro e sostanzialmente segreto dei Parsi è l'Avesta, che comprende anche i GATHAS, una serie di inni composti dallo stesso Zarathushtra, secondo la tradizione. Grande importanza viene riservata alla figura del Dastur, il sacerdote, la cui carica era un tempo esclusivamente ereditaria, facilmente riconoscibile per l'abbigliamento completamente candido. La linea di religiosi che presiede il Tempio del Fuoco, Agyari, di Mumbai vanta venti generazioni ininterrotte di sacerdozio. 
I giovani Parsi, maschi e femmine, generalmente tra i 7 e i 9 anni d'età, vengono ammessi ufficialmente alla comunità con la cerimonia chiamata NAVJOT, o RINASCITA, durante la quale ricevono per mano del Dastur e indossano per la prima volta la SUDREH, un lungo camice di candida mussolina e il KUSHTI, un cordoncino sacro che viene legato in vita e che è tessuto con lana di agnello esclusivamente dalle donne della casta sacerdotale. Questo sarà anche il loro sudario di morte e che i fedeli ortodossi portano tutta la vita al di sotto del normale abbigliamento. Si tratta di una sorta di CRESIMA, durante la quale i ragazzi testimoniano di essere Parsi per nascita e zoroastriani per scelta.
Molti furono gli avventurosi Parsi che si dedicarono al commercio marittimo, poi alle banche e all'industria e con la prosperità giunse la solidarietà: sono moltissimi gli ospedali, le scuole, gli istituti che devono la loro fondazione alla generosità parsi. Alcune tra le più celebri industrie indiane esistono grazie all'ingegno parsi, come la Tata Motors.

Sep 08, 2018 11:48 CET
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