Nel nome di Dio, il Clemente, il Misericordioso. Cari amici di Pars Today Italian, siamo lieti di accompagnarvi anche oggi con l’interpretazione semplice e scorrevole dei versetti del Corano, l’ultimo testo rivelato dal Signore e la Sacra Scrittura di un miliardo e mezzo di persone al mondo.

    Da oggi iniziamo la lettura della trentasettesima del Corano, la sura As-Safat, o delle Schiere Angeliche, nome ispirato dal primo versetto, che parla delle file degli angeli che servono il Signore. Questo brano del Corano e’ stato trasmesso dall’Arcangelo Gabriele al profeta quando egli si trovava alla Mecca. Essa parla per lo piu’ delle basi del credo e della fede e ricorda soprattutto le azioni di Abramo per promuovore l’adorazione dell’unico Dio. La sura contiene anche delle spiegazioni sugli angeli e sui demoni creati dal fuoco, i Jinn.

Ecco i primi cinque versetti:

«بِسْمِ اللَّـهِ الرَّحْمَـنِ الرَّحِیمِ

 

Nel nome di Dio, il Clemente, il Misericordioso

 

 

 

 

«وَالصَّافَّاتِ صَفًّا»

Per coloro che si schierano in ranghi serrati, (37:1)

«فَالزَّاجِرَاتِ زَجْرًا»

 

per coloro che respingono con forza, (37:2)

 

 

«فَالتَّالِیَاتِ ذِکْرًا»

 

per coloro che recitano il monito: (37:3)

 

«إِنَّ إِلَـهَکُمْ لَوَاحِدٌ»

“In verità il vostro Dio è Uno, (37:4)

 

«رَّبُّ السَّمَاوَاتِ وَالْأَرْضِ وَمَا بَیْنَهُمَا وَرَبُّ الْمَشَارِقِ«

 

Signore dei cieli e della terra e di quello che vi è in mezzo, il Signore degli Orienti!” (37:5)

 

 

Questa sura inizia con numerosi giuramenti, che mirano ad attirare l’attenzione di chi ascolta o legge. E’ chiaro che Dio non avrebbe bisogno di giuramenti, anche perche’ i fedeli accetterebbero anche senza di essi le Sue parole, ma il giuramento divino, secondo gli esegeti del Corano, vuole manifestare l’importanza dell’argomento che viene trattato.

Il giuramento che inizia questa sura e’ da’ nome ad essa e’ sui ranghi serrati degli angeli, che portano ai profeti il messaggio divino, senza che uomini o demoni possano interferire. Il giuramento e’ proprio sull’ordine e l’imponenza di queste schiere angeliche, che gli uomini non vedono, ma che esistono. Questi angeli obbediscono ed attuano senza condizioni la volonta’ divina, la loro e’ un’azione veloce e precisa. Dopo questo giuramento, viene ricordato che il Dio dei cieli e della terra e’ unico e che non ha soci o eguali. Ne gli angeli, ne i Jinn e ne gli altri esseri terrestri o celesti hanno la capacita’ di influenzare la creazione e la gestione del Creato. Questo e’ un concetto importante, ossia il fatto che Dio non e’ solo Creatore, ma anche amministratore attivo del Creato.

Una definizione del Signore data dal Corano, che e’ molto interessante da un punto di vista scientifico e’ “Dio degli Orienti”. Solo la forma di una sfera, per la terra, riteneva possibile il concetto dell’esistenza contemporanea di piu’ orienti sulla nostra terra, ma bisogna ricordare che nel settimo secolo dopo Cristo, l’uomo non era ancora a conoscenza della forma della Terra; oggi si comprende che questo e’ un altro degli aspetti scientificamente miracolosi del Corano.

Da questi versetti apprendiamo che:

Primo – L’ordine e la disciplina nelle azioni, e’ uno degli insegnamenti della religione che crea unita’ e potenza.

Secondo – Ci sono sempre degli ostacoli sul nostro cammino che bisogna superare con l’impegno e la determinazione.

Terzo – Dio e’ sia il Creatore sia l’Amministratore di tutto cio’ che esiste.

Quarto – Tutto il Creato e’ sotto la direzione di un unico Signore. La coordinazione incredibile tra la terra e il cielo, tra gli astri e i pianeti, e’ una delle migliori prove per l’esistenza e la potenza del Signore.

Ed ora leggiamo il sesto versetto della sura As-Safat o delle Schiere Angeliche:

 

«إِنَّا زَیَّنَّا السَّمَاءَ الدُّنْیَا بِزِینَةٍ الْکَوَاکِبِ»

“In verita’ noi abbiamo abbellito il cielo del mondo con l’ornamento delle stelle” (37:6)

 

Dopo aver ribadito il concetto chiave della religione islamica, ossia l’unicita’ di Dio, questo versetto ricorda che il cielo a noi visibile e’ stato abbellito con un ornamento fantastico, ossia quello delle stelle. Nelle citta’ grandi e inquinate di oggi, con l’inquinamento delle luci, e’ possibile che di notte tale ornament non si vede, ma in mari e deserti, in montagna e campagna, questa bellezza e’ visibile e sbalordisce qualsiasi vista con la sua bellezza. Secondo gli esegeti questo versetto paragona le stelle a delle lampade che vengono usate per abbellire gli spazi nei giorni di festa. Stelle che la scienza moderna ci ha fatto conoscere sempre meglio, dandoci un’idea sempre piu’ precisa della potenza di Colui che le ha create.

Da questo versetto possiamo trarre come minimo le seguenti conclusioni:

Primo – L’uomo ha una propensione istintiva per la bellezza e l’arte. Questa bellezza e’ insita in primo luogo nella natura, e cio’ e’ ribadito dal Corano.

Secondo – La bellezza dei cieli e delle stelle, e’ un’altra dimostrazione della potenza divina.

Terzo – L’attenzione e lo studio delle stelle e dello spazio, e’ sempre stata una disciplina scientifica molto amata nel mondo islamico, proprio per il riferimento coranico ad essa e l’invito perenne a studiare e conoscere l’imponenza del Creato per poter rendersi conto della potenza di Dio.  

 

Davood Abbasi

Sep 10, 2018 11:36 CET
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