• Iraniani Famosi (109): Hujviri (p.2)

Oggi proseguiremo a presentarvi un grande poeta e sufi persiano dell’11esimo secolo ovvero al-Hujviri.

Abū l-Ḥasan ʿAlī ibn ʿUthmān al-Jallābī al-Hujvīrī al-Ghaznavī, nacque a Hujvir nel 990 e fu un poeta e sufi persiano.
Soprannominato Dātā Ganj Bakhsh, L'uomo che elargisce tesori in persiano, al-Hujvīrī nacque vicino Ghazna e fu l'autore della celebre opera di poesia sufi, scritta in lingua persiana, intitolata La rivelazione del Velato, in persiano: کشفُ المحجوب‎, Kashf al-maḥjūb.
Nel programma precedente abbiamo appreso che ʿAlī al-Hujvīrī è diventato famoso anche per il mausoleo dedicatogli a Lahore, che è circondato da un ampio cortile marmoreo, da una moschea e da altri edifici. Esso è il santuario più frequentato della città e uno dei più famosi del Pakistan e di tutti i Paesi confinanti con esso.  
Abbiamo anche visto che malgrado la popolarità e il profondo rispetto per ʿAlī b. ʿUthmān al-Hujvīrī, percorrere la sua biografia è particolarmente arduo. Gran parte della storia della sua vita e del suo pensiero ci proviene da quanto egli stesso afferma nel suo testo Kashf al-maḥjūb.
Egli studiò Sufismo sotto Abū l-Faḍl Muḥammad, che era stato discepolo di Abū l-Hasan al-Husri. Abū l-Faḍl Muḥammad b. al-Ḥasan era assai esperto in tafsir e nelle riwāyāt. ʿAlī al-Hujwīrī viaggiò in lungo e in largo lungo il fiume Indo e e il mar Caspio. Tra le contrade e i posti visitati ci furono l'Azerbaigian, la tomba di Bayazid a Bistam, Damasco, Ramla e Bayt al-Jinn in Siria. Solo nel Khorasan egli ebbe modo d'incontrare 300 sufi. Al-Hujvīrī fu associato con i più rinomato sufi del Subcontinente indiano, appartenenti agli ordini mistici della Qadiriyya, della Suhrawardiyya, della Naqshbandiyya e della Junaydiyya.

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Approposito del suo percorso gnostico, Hujvīrī cominciò con la Junaydiyya, fondata da Junayd Baghdadi, uno dei più importanti sufi di Baghdad. al-Hujvīrī è anche considerato come un importante intercessore da parte di molti sufi. Mo'inoddin Cishti Ajmeri, un grande esponente dell'ordine Cishti, stabilì che un aspirante murīd (discepolo) che non avesse ancora avuto un murshid (guida spirituale), avrebbe potuto leggere il libro di ʿAlī al-Hujvīrī Kashf al-maḥjūb, che sarebbe stato temporaneamente per lui sufficiente per operare. Egli rimase per qualche tempo in Iraq, dove ebbe anche una breve esperienza di vita coniugale.
ʿAlī al-Hujvīrī fu contemporaneo di al-Qushayrī, l'autore di un'apprezzata Risāla (la Risāla al-Qushayriyya). Durante i suoi viaggi assistette alla lenta trasformazione del Sufismo da semplice ascetismo e adorazione di Allah in un culto teosofico altamente raffinato, influenzato talora da idee panteistiche. Egli fu il tramite tra il misticismo così come si era sviluppato in Persia e Khurasan, e la forma che assunse nel Subcontinente indiano. Malgrado fosse un sunnita hanafita, la teologia di al-Hujvīrī si conciliava con la concezione del fanāʾ (annichilimento). Tuttavia egli s'impegnò strenuamente contro la dottrina secondo cui l'essere umano poteva fondersi con Allah (waḥdat al-wujūd, "unicità dell'esistenza"), paragonando invece l'annientamento come il bruciare col fuoco che consente alla sostanza di acquisire proprietà simili al fuoco, pur mantenendo la propria individualità. Fu un convinto assertore della Shari'a e respinse l'idea che l'osservanza formale dell'Islam non fosse importante per i sufi. Hujvīrī credeva che gli individui non potessero vantarsi di aver conseguito la maʿrifa, o gnosi perché ciò significava che uno sarebbe stato in tal caso pieno d'orgoglio e che la vera comprensione di Dio poteva essere solo silente.
La sua rivelazione del Velato o Kashf al-maḥjūb è grandemente stimata come il primo trattato di Sufismo in Persiano. La data del suo completamento non può essere determinata con certezza. Esso deve aver richiesto lungo tempo ad al-Hujvīrī, che lo redasse a Lahore, senza poter far conto sulla sua personale biblioteca.
Si crede che ʿAlī al-Hujvīrī sia morto il 20 del mese di Rabi' al-awwal 465 E., ma la data, il mese e l'anno sono congetturali. Molti studiosi sono d'accordo che l'anno della sua morte sia stato invece il 455 E., sulla base di diversi cronogrammi, e che il giorno e il mese siano stati il 9 Muharram. L’anniversario della sua morte è ricordata il 19 Safar.

 

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Sep 10, 2018 13:24 CET
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