• Iraniani Famosi (110): Hujviri (p.3)

Oggi concluderemo la presentazione di un grande poeta e sufi persiano dell’11esimo secolo ovvero al-Hujviri.

Abū l-Ḥasan ʿAlī ibn ʿUthmān al-Jallābī al-Hujvīrī al-Ghaznavī, nacque a Hujvir nel 990 e fu un poeta e sufi persiano.
Soprannominato Dātā Ganj Bakhsh, L'uomo che elargisce tesori in persiano, al-Hujvīrī nacque vicino Ghazna e fu l'autore della celebre opera di poesia sufi, scritta in lingua persiana, intitolata La rivelazione del Velato, in persiano: کشفُ المحجوب‎, Kashf al-maḥjūb.
Nei programmi precedenti abbiamo appreso i particolari sulla sua vita.
Oggi approfondiamo la conoscenza sulla sua opera, il Kashf ul Mahjoub o rivelazione del velato.

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La sua rivelazione del Velato o Kashf al-maḥjūb è grandemente stimata come il primo trattato di Sufismo in Persiano. La data del suo completamento non può essere determinata con certezza. Esso deve aver richiesto lungo tempo ad al-Hujvīrī, che lo redasse a Lahore, senza poter far conto sulla sua personale biblioteca.
Era uno scrittore prolifico, percettivo e critico nella sua scelta dei temi. Fu scritto in risposta a una richiesta avanzatagli da un certo Abu Saʿīd al-Hujvīrī, che gli pose la seguente questione: "Spiegami il vero significato del percorso del Sufismo e la natura delle stazioni (maqāmāt) dei Sufi, spiega le loro dottrine e i loro detti, chiariscimi le loro allegorie mistiche e la natura dell'amore divino e come esso si manifesti nei cuori degli uomini, perché l'intelletto sia incapace di raggiungere la sua essenza, perché l'animo si ritragga dalla stessa realtà e perché lo spirito sia cullato nella purezza dello stesso [amore], e spiega l'aspetto pratico del Sufismo che è connesso con tali teorie".[7][12] Quando ad ʿAlī al-Hujvīrī fu chiesto cos'è il Sufismo?, egli rispose: "Ai tempi nostri, questa scienza è stata in realtà dimenticata, specialmente in questa regione, da persone occupate nei piaceri della vita, che hanno girato le spalle a Dio.

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A conferma del fatto che fosse uno scrittore prolifico, bisogna ricordare che La Rivelazione del Velato o Kashf-ol-Mahjoub non e’ la sua unica opera. Ricordiamo le opere:
Minhaj al-Dīn, sul metodo seguito del Sufismo, con una parte dedicata all'Ahl al-ṣuffa, con una biografia completa di Manṣūr al-Ḥallāj;
Asrār al-khiraq wa l-malūnāt, sugli abiti rattoppati dei Sufi;
Kitāb-i fanāʾ-o baqāʾ, sui detti di Manṣūr al-Ḥallāj
Kitāb al-bayān li-ahl al-ʿiyān, sull'Unione mistica con Allah;
Baḥr al-qulūb
al-Riʿayat li-ḥuqūq Allāh Taʿālā, sull'Unità divina

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ʿAlī al-Hujvīrī fu inumato presso la moschea che aveva fatto costruire nel corso della sua vita. Divenne pratica comune di molti sufi che provenivano dall'Asia meridionale recarsi a far visita dapprima il mausoleo di ʿAlī al-Hujvīrī. Appena giunto nel subcontinente, Mo'inoddin Cishti si recò per prima cosa a Lahore per esprimere tutto il suo rispettoso omaggio al sepolcro di Dātā Ganj Bakhsh, e qui si trattenne per qualche tempo in meditazione e preghiera prima di essere beneficato dall'illuminazione mistica. Quindi andò a soggiornare accanto al Ajmer Sharif (il dargah di Mo'inoddin Cishti) e avviò la sua missione spirituale più a est, per predicare. Mo'inoddin Cishti rese omaggio ad ʿAlī al-Hujvīrī con le seguenti parole:
Ganj Bakhsh-e fayż-e ʿālam, maẓhar-e nūr-e Khodā
Nāqiṣān rā pīr-e kāmil, kāmilān rā rahnumā
گنج بخش فیضِ عالم مظہرِ نورِ خدا ناقصاں را پیرِ کامل، کاملان را رہنما
Il donatore di tesori, una misericordia per il mondo,
Fenomeno di Luce divina
In lui gli imperfetti hanno trovato un Maestro perfetto,
In lui i perfetti hanno trovato una grande Guida.

Sep 10, 2018 13:29 CET
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