• Iraniani Famosi (114): Hallaj (p.4)

Anche oggi vi parleremo del grande sufi persiano del nono e decimo secolo ovvero Hussein Ibne Mansour, al Hallaj.

Nelle puntate precedenti abbiamo appreso che al-Ḥallaj, ossia Abū l-Mughīth al-Ḥusayn b. Manṣūr b. Maḥammā al-Bayḍāwī al-Ḥallāj è stato un mistico persiano. Di lui e’ stato detto che e’ una delle figure maggiormente discusse e controverse nel mondo islamico, e del Sufismo in particolare. Conosciuto anche in Occidente grazie agli studi del suo appassionato interprete, Louis Massignon, che lo definì il «martire mistico dell'Islam», la sua storia riflette e incarna l'apice del conflitto tra le teorie sufi e il letteralismo dei dottori della legge.
Abbiamo visto che lui rinuncio’ alla veste tipica dei sufi e adottò l'abito normale per parlare più liberamente al suo prossimo. Il suo apostolato era finalizzato prima di tutto a far conoscere Dio a tutti, carisma che gli conferirà il nome di “al-Ḥallāj al-astar”, “il Cardatore delle coscienze”, o “al-Ḥallāj al-asrār”, "Il Cardatore di segreti". Giudicato un eretico, e quindi  condannato a morte, al-Ḥallāj e’ considerato dai mistici una guida di grande elevatezza, ingiustamente martirizzata. Nella puntata precedente abbiamo parlato proprio del suo martirio ed oggi vi esponiamo meglio il suo pensiero ripercorrendo alcuni dei suoi versi gnostici piu’ famosi, che testimoniano il suo amore per il Signore. Seguiteci!

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-    “Il tuo Spirito si è impastato con il mio, come l'ambra con il muschio odoroso. Se qualcosa Ti tocca, mi tocca: non c'è più differenza perché Tu sei me.”
-    “Ti fa posto il mio cuore tutto intero; lì non c'è spazio per cosa creata, tra la pelle e le ossa Ti trattengo. Che ne sarà di me semmai ti perdo?”
-    “Egli mi ha scelto, avvicinato ed esaltato; mi ha affidato e fatto capire l'intero tutto. Nulla è rimasto nel cuore e nelle viscere, in cui io non riconosca Lui ed Egli me.”

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-    “Tu che biasimi il mio amore per Lui, come sei duro! Se sapessi chi intendo, così non faresti. I pellegrini si recano a Mecca e io da chi abita in me; quelli offrono vittime, io offro il mio sangue e la vita. C'è chi gira intorno al Suo tempio senza farlo con il corpo, perché gira intorno a Dio stesso, che dal rito lo scioglie.”
-    “Eccomi a Te, o mio segreto confidente, o mio scopo, o mio senso.(...) Essenza essenziale del mio esistere, o mio linguaggio. Tutto del mio tutto, o me stesso. A Te, da cui il mio spirito è rapito, sospiro”.
-    “O gente, salvatemi da Dio, (…) perché mi ha rapito da me stesso, e non mi rende più a me stesso. Quanto a me, ecco che non c'è più nessun velo tra Lui e me, neppure un batter d'occhio, il tempo che io trovi il mio riposo, in modo che la mia umanità perisca nella sua divinità, mentre il mio corpo si consuma nelle fiamme della Sua onnipotenza: cosicché non ne resti più alcuna traccia, alcun segno, alcuna descrizione”.

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Molti studiosi hanno azzardato somiglianze tra Hallaj e cio’ che nel Cristianesimo viene presentato approposito di Gesu’, il grande profeta divino.
In realta’ bisogna ricordare che Gesù e i messaggeri divini a Lui precedenti sono tutti riconosciuti e rispettati dal Corano e quindi non deve affatto stupire il fatto che un famoso personaggio musulmano, come Hallaj, avesse nella sua maniera di invito a Dio, degli aspetti simili a Gesù (la pace sia con lui).
L’Islam non rinnega le religioni e le tradizioni monoteiste precedenti ma le completa con la profezia di Mohammad (la pace sia con lui), l’ultimo dei messaggeri divini.

Sep 12, 2018 10:52 CET
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