Sep 29, 2018 11:52 CET

Nel nome di Dio, il Clemente, il Misericordioso. Cari amici di Pars Today Italian, siamo lieti di accompagnarvi anche oggi con l’interpretazione semplice e scorrevole dei versetti del Corano, l’ultimo testo rivelato dal Signore e la Sacra Scrittura di un miliardo e mezzo di persone al mondo.

Anche oggi proseguiamo la lettura della trentasettesima del Corano, la sura As-Safat, o delle Schiere Angeliche, nome ispirato dal primo versetto, che parla delle file degli angeli che servono il Signore. Questo brano del Corano e’ stato trasmesso dall’Arcangelo Gabriele al profeta quando egli si trovava alla Mecca. Essa parla per lo piu’ delle basi del credo e della fede e ricorda soprattutto le azioni di Abramo per promuovore l’adorazione dell’unico Dio. La sura contiene anche delle spiegazioni sugli angeli e sui demoni creati dal fuoco, i Jinn.

Ecco il versetto numero 62 e 63 della sura As-Safat:

 

« أَذَلِکَ خَیْرٌ نُّزُلًا أَمْ شَجَرَةُ الزَّقُّومِ»،

Questa è miglior accoglienza, oppure [i frutti del]l'albero di Zaqqûm? (37:62)

 

«إِنَّا جَعَلْنَاهَا فِتْنَةً لِّلظَّالِمِینَ»

In verità ne abbiamo fatto una prova per gli ingiusti. (37:63)

 

Nei versetti precedenti abbiamo parlato dei doni del Paradiso e del benessere e della serenita’ di questo luogo. Questi effettuano un paragone tra la situazione di coloro che si trovano in Paradiso e quella dei peccatori, che patiscono le pene dell’inferno.

I versetti chiedono se siano migliori i frutti degli alberi paradisiaci, o quelli di Zaqqum, albero infernale dai frutti amari e ripugnanti. E’ chiaro che non c’e’ paragone tra i due ma il paragone del Corano mira soprattutto a richiamare l’attenzione delle persone intelligenti e coscienti sulla verita’. Il confronto tra l’eterna felicita’ e l’eterna punizione, deve essere un messaggio chiaro per coloro che riflettono.

Riassumendo, queste sono le conclusioni che possiamo trarre dai due versetti letti:

Primo – Quando paragoniamo le situazioni delle persone, non dobbiamo limitarci a considerare la loro situazione mondana, ma anche quella che probabilmente avranno nell’altra vita.

Secondo – Cio’ che decreta l’ingresso delle persone nell’inferno e’ l’ingiustizia. L’ingiustizia nei confronti del prossimo, nei confronti della religione divina e nei confronti dei messaggeri del Signore.

Ecco ora i versetti 64, 65 e 66 della sura As-Safat:

 

«إِنَّهَا شَجَرَةٌ تَخْرُجُ فِی أَصْلِ الْجَحِیمِ»،    

È un albero che spunta dal fondo della Fornace. (37:64)

 

«طَلْعُهَا کَأَنَّهُ رُءُوسُ الشَّیَاطِینِ»،

I suoi frutti sono come teste di diavoli. (37:65)

 

«فَإِنَّهُمْ لَآکِلُونَ مِنْهَا فَمَالِئُونَ مِنْهَا الْبُطُونَ»

Essi ne mangeranno e se ne riempiranno i ventri (37:66)

 

Questi versetti descrivono l’albero di Zaqqum, proprio come avviene nella sura del Fumo (Dokhan), nello spazio tra il versetto 43 ed il 46. In base a questi versetti, il Zaqqum e’ una sorta di albero che cresce nell’inferno tra le fiamme e che nutre con i suoi frutti i peccatori. I frutti di questo albero sono cresciuti con il fuoco e non l’acqua e per questo sono disgustosi e bruciano chi li consuma. Il Corano paragona i frutti di questo albero a teste di demoni e bisogna dire che in passato, “la testa di demone” era un modo per indicare una cosa brutta e nauseabonda. Dalla riflessione su questi versetti possiamo trarre le seguenti conclusioni:

Primo – L’altra vita e’ differente rispetto a questa; e’ possibile che un albero cresco anche in mezzo alle fiamme dell’inferno.

Secondo – Coloro che in questa vita seguono le orme di Satana, nell’altra dovranno cibarsi di frutti simili alla sua orribile testa.

Ed ora leggiamo i versetti 67 e 68 della sura delle schiere Angeliche:

«ثُمَّ إِنَّ لَهُمْ عَلَیْهَا لَشَوْبًا مِّنْ حَمِیمٍ»،

e vi berranno sopra una mistura bollente. (37:67)

 

«ثُمَّ إِنَّ مَرْجِعَهُمْ لَإِلَى الْجَحِیمِ»

E poi ritorneranno verso la Fornace. (37:68)

 

Dopo aver mangiato un frutto che brucia come quello dell’albero di Zaqqum, i malfattori, nell’inferno, verranno assaliti dalla sete ed allora verra’ data loro un’acqua bollente e maleodorante che accrescera’ ancor di piu’ la loro sete.

Dopo queste fasi, loro entreranno nella fornace. Dall’interpretazione dei versetti del Corano, pare che i frutti dell’albero di Zaqqum e l’acqua bollente, siano una sorta di preambolo o introduzione all’inferno vero e proprio. Ma se l’introduzione alla punizione e’ cosi dura, come sara’ quella vera e propria?

Dalla riflessione su questi versetti apprendiamo che:

Primo – Anche all’inferno, come in paradiso, ci sara’ da bere e da mangiare, ma e’ chiaro che ci sara’ una netta differenza tra il bere e il mangiare dei due luoghi.

Secondo – Coloro che in vita utilizzando soldi guadagnati illegalmente hanno riempito la propria pancia, nell’altra vita la ritroveranno piena di fuoco.

Abbasi Davood

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