Sep 30, 2018 08:04 CET

Nel nome di Dio, il Clemente, il Misericordioso. Cari amici di Pars Today Italian, siamo lieti di accompagnarvi anche oggi con l’interpretazione semplice e scorrevole dei versetti del Corano, l’ultimo testo rivelato dal Signore e la Sacra Scrittura di un miliardo e mezzo di persone al mondo.

Anche oggi proseguiamo la lettura della trentasettesima del Corano, la sura As-Safat, o delle Schiere Angeliche, nome ispirato dal primo versetto, che parla delle file degli angeli che servono il Signore. Questo brano del Corano e’ stato trasmesso dall’Arcangelo Gabriele al profeta quando egli si trovava alla Mecca. Essa parla per lo piu’ delle basi del credo e della fede e ricorda soprattutto le azioni di Abramo per promuovore l’adorazione dell’unico Dio. La sura contiene anche delle spiegazioni sugli angeli e sui demoni creati dal fuoco, i Jinn.

Ecco i versetti numero 106, 107 e 108 della sura As-Safat:

 «إِنَّ هَـذَا لَهُوَ الْبَلَاءُ الْمُبِینُ»

 

Questa è davvero una prova evidente”. (37:106)

، «وَفَدَیْنَاهُ بِذِبْحٍ عَظِیمٍ»،

E lo riscattammo con un sacrificio generoso. (37:107)

«وَتَرَکْنَا عَلَیْهِ فِی الْآخِرِینَ»

Perpetuammo il ricordo di lui nei posteri. (37:108)

 

Il primo di questi tre versetti ci spiega che l’obiettivo dell’ordine impartito da Dio ad Abramo, circa il sacrificio del figlio, non era il compimento dell’azione stessa, ma quello di mettere alla prova Abramo che obbedi’ e la supero’ a testa alta. E cosi’, quando il Signore l’Altissimo vede che Abramo gli avrebbe obbedito, invio’ lui un montone da sacrificare, invece del figlio Ismaele. Per questo, nel decimo giorno del mese del pellegrinaggio, i musulmani ricordano questo evento con la festa del sacrificio o Al Adha, e ricordano questa grande prova superata da Abramo e in egual modo dal figlio, che aveva accettato di farsi uccidere, per volonta’ di Dio.

Da questi versetti apprendiamo che:

Primo – Rinunciare ai figli ed all’amore paterno e’ davvero una prova difficilissima che pero’ Abramo riusci’ a superare.

Secondo – Sacrificare animali per volere di Dio e’ una tradizione che viene tramandata dai tempi di Abramo e bisogna sottolineare che la carne di questi sacrifici viene distribuita tra i poveri e i meno abbienti della societa’.

Terzo – Molte persone oggi vengono citate tra di noi per le loro buone azioni e le buone tradizioni che hanno diffuso nel mondo.

Ed ora leggiamo i versetti 109, 110 e 111 della sura As-Safat:

«سَلَامٌ عَلَى إِبْرَاهِیمَ»،

 

Pace su Abramo! (37:109)

«کَذَلِکَ نَجْزِی الْمُحْسِنِینَ»،

Così ricompensiamo coloro che fanno il bene. (37:110)

 

«إِنَّهُ مِنْ عِبَادِنَا الْمُؤْمِنِینَ» 

In verità era uno dei nostri servi credenti. (37:111)

Proseguendo il discorso dei versetti precedenti, che parlavano della Grazia speciale riservata dal Signore al profeta Abramo, dopo che lui supero’ con successo la prova del sacrificio, questi ricordano che questa Benevolenza divina non riguarda solo Abramo ma tutti gli uomini che nel corso della storia sono stati e saranno pronti a rinunciare ai loro interessi per amore di Dio. Dalla breve riflessione su questi versetti possiamo quindi trarre le seguenti conclusioni:

Primo – Dio saluta i profeti, a detta nel Corano, ma quando si parla dell’ultimo profeta, Mohammad (s), si dice che Dio e gli angeli lo salutano. Dio ha voluto che pure i fedeli salutino il profeta.

Secondo – Ogni buona azione ha come conseguenza il premio nell’altra vita.

Terzo – Il sistema di punizione e premiazione divina ha delle leggi e delle tradizioni ben determinate e non e’ un qualcosa che venga applicato in base ai gusti o al caso.

Ed infine, per quanto concerne il programma di oggi, passiamo ai versetti 112 e113 della sura delle Schiere Angeliche:

«وَبَشَّرْنَاهُ بِإِسْحَاقَ نَبِیًّا مِّنَ الصَّالِحِینَ»،    

E gli demmo la lieta novella di Isacco, profeta tra i buoni. (37:112)

«وَبَارَکْنَا عَلَیْهِ وَعَلَى إِسْحَاقَ 

Elargimmo su di lui e su Isacco [la pienezza della benedizione]. Tra i loro discendenti c'è il virtuoso e colui che è

وَمِن ذُرِّیَّتِهِمَا مُحْسِنٌ وَظَالِمٌ لِّنَفْسِهِ مُبِینٌ»

palesemente ingiusto nei suoi stessi confronti. (37:113)

Dopo Ismaele, Dio dono’ ad Abramo anche un altro figlio, Isacco, e anche lui, spiega il versetto, fu un profeta e venne aiutato e sostenuto dal Signore.

La Benevolenza particolare del Signore nei confronti dei puri, dei benefattori, dei profeti, dei fedeli, viene soprannominata dal Corano col termine “Barakah”, che puo’ essere tradotto anche con abbondanza e che puo’ riguardare molte cose, la ricchezza, la lunghezza della vita, il numero dei figli, il pensiero. Sia Ismaele che Isacco, entrambi figli di Abramo, furono profeti; i profeti successivi che vissero tra i figli di Israele furono discendenti di Isacco mentre Mohammad, il venerato profeta dell’Islam, era discendente di Ismaele.

Il versetto finale che abbiamo letto ricorda pero’ che non tutti i figli di Isacco e Ismaele furono pii e benefattori; alcuni di loro, decisero di essere peccatori facendosi del male con le proprie mani.

Da questi versetti apprendiamo che:

Primo – Nella famiglia di un profeta e’ possibile che ci siano figli che si comportano male; essere della famiglia di un profeta non significa nulla e non garantisce la rettitudine del pensiero. Il padre puo’ essere prescelto di Dio e il figlio oggetto della Sua ira.

Secondo -  Le preghiere di Abramo per avere una progenie pure, fece si che entrambi i suoi figli Ismaele e Isacco fossero profeti, come molti altri personaggi della sua progenie. Tutti noi dovremmo quindi seguire l’esempio di Abramo, pregando per la felicita’ dei nostri figli.

Davood Abbasi

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