• Donne in Occidente (15)

Amici anche oggi proseguiremo il discorso della condizione disumana e degradante delle donne detenute nelle prigioni dei paesi europei e americani come un’altra evidente prova della violazione dei diritti delle donne in Occidente.

Nelle carceri americane come abbiamo già detto le donne vengono trattate in modo davvero terribile.

Secondo quanto affermato da Stephanie S. Covington e Barbara E. Bloom , esiste un profilo comune che raccoglie in sé le caratteristiche che accomunano le detenute americane. Innanzitutto la detenuta modello americana è generalmente una donna: di colore, sulla trentina, con una minima esperienza lavorativa, con precedenti penali, con una famiglia disgregata alle spalle, vittima di abusi sessuali durante l’età infantile e/o adulta, con problemi di droga e/o alcol, affetta da sofferenza psicologica, madre single. La popolazione carceraria femminile americana rappresenta una vera e propria categoria sociale all’interno del complesso sistema carcerario americano, la quale può essere suddivisa in cinque sottocategorie a seconda del background condiviso dalle prigioniere.

La prima categoria raggruppa il 2,6% delle carcerate che sono risultate positive al test per l’HIV; La seconda categoria comprende le detenute a cui è stato diagnosticato una qualsiasi forma di sofferenza psicologica; Nella terza categoria rientrano le prigioniere che sono vittime di abusi sessuali e fisici da parte dello staff del carcere in cui sono rinchiuse: quasi 8 donne su 10; La quarta categoria racchiude le detenute con figli a carico: circa 7 donne su 10 sono madri di bambini piccoli.

Nella quinta ed ultima categoria si trovano le detenute che hanno sviluppato una dipendenza a sostanze stupefacenti.

La realtà delle carceri è spesso nascosta agli occhi della maggioranza della popolazione mondiale: di fatto i prigionieri diventano individui invisibili, in particolare questo riguarda soprattutto la popolazione carceraria femminile.

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La disuguaglianza di genere nel mondo del lavoro in Occidente è l'altro tema di cui parleremo oggi.

Le opportunità economiche che s'incontrano nel corso della vita e la gratificazione per il proprio lavoro offerta in busta paga sono il terreno sul quale si amplia maggiormente il divario tra uomini e donne.

Infatti nelle valutazioni attitudinali vige il pregiudizio che la donna sia meno capace a gestire situazioni importanti e viene spesso esclusa da ruoli decisionali e da categorie retributive superiori.

Nonostante una forte azione femminista contro la loro discriminazione le donne, ancora oggi in Occidente, non hanno sempre pari diritti degli uomini. Questo lo si può riscontrare in molti campi.

Infatti nei paesi occidentali le donne sono diventate più istruite ma meno pagate, più a rischio di perdere il lavoro e meno libere di scegliere le proprie modalità.

Secondo il rapporto dell'Organizzazione internazionale del lavoro delle Nazioni Unite (Ilo), la disparità fra uomini e donne si ripercuote nel mondo del lavoro: agire su quest'ultimo fronte, afferma l'Ilo, “è un importante primo passo” per l'abbattimento complessivo del divario tra i sessi. Il primo dato su cui ragionare è che nel 2017 la partecipazione nel mercato del lavoro da parte delle donne è solo del 49% a livello globale, inferiore di circa 27 punti percentuali rispetto a quella degli uomini. Per il 2018, inoltre, non sono previsti cambiamenti.

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Ancora oggi come nel 1950, il lavoro più comune per le donne statunitensi è la segretaria.

Secondo i dati del Census Bureau aggiornati al 2010 quella che negli anni '70 fu, per "gentile" concessione, la cosiddetta assistente amministrativa è ancora oggi il top job al femminile negli Stati Uniti. Seguito dalla cassiera, l'insegnante elementare e di scuola media, l'infermiera e la badante, l'infermiera, bibliotecaria, operaia, parrucchiera... Tra il 2006 e il 2010 infatti, circa 4 milioni di lavoratori statunitensi hanno lavorato sotto la dicitura di "segretarie e assistenti amministrativi", e il 96% di loro erano donne.

Ormai anche in Germania oltre il 70% delle donne occupano posizione di basso rilievo all'interno di una struttura lavorativa. E il 73% delle persone che lavorano come l'addetto alle pulizire presso le universtità tedesche sono donne, tutto mentre le donne dirigenti nelle grandi imprese in Germania sono solo il 3.2% .

Anche le donne francesi soffrono dell'imparità tra l'uomo e la donna nel mondo del lavoro. Solo il 14,6 delle francesi fanno l'operaia e l'8,4% sono impiegate, il resto si occupano maggiormente dei mestieri part-time che hanno un minor prestigio sociale.

Oct 08, 2018 11:55 CET
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