• Conoscere l'Islam (14)

Anche oggi proseguiremo il discorso della creazione dell’universo dove viviamo. Vi abbiamo detto che in ogni dettaglio dell’Universo, scopriamo il suo Creatore.

L’Universo infatti è un insieme delle meraviglie stupende che ricordano all’uomo la sua piccolezza e la sua imperfezione davanti a un Creatore onnipotente. l'Universo è infatto un elegante e saggio libro, il cui autore è Dio e l'uomo leggendo I suoi segni(ayat) può comprendere la verità che è nella natura e nell'universo e questa verità lo porta proprio a conoscere questa forza onnipotente e onniscienza.

Nelle puntate precedenti abbiamo parlato della creazione delle motangne, dell’alterazione dei giorni e delle notti e della meraviglia luce della Luna come delle stupende meraviglie di questo universo che fa riflettere l’uomo su quella forza saggia e onnipotente che l’ha stabilita. 

Nell’Islam, l’acqua anzitutto è posta come uno tra gli innumerevoli e straordinari elementi di cui Iddio ha fornito l’universo. È un “segno”su cui è chiamata a riflettere gente “dotata d’intelletto”. 

Nell‘Islam, pìù di ogni altro elemento, l’acqua è benedetta perchè con il suo zampillo inonda l’uomo della sua provvidenza divina e dei suoi favori. L’Iddio Altissimo afferma nel sacro cocrano:“Noi faremo scendere dal cielo un acqua benedetta grazie alla quale cresceranno giardini, grano e palme slanciate che nutriranno i nostri servitori” (Corano, Qaf 9-11). 

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Infatti l'acqua si volatilizza dagli oceani e si raffredda per formare le nubi. Le nubi si spostano all’interno dove loro aumentano, si condensano e cadono come pioggia. Questa acqua si riunisce come i laghi e flussi e scorre di nuovo all'oceano in un ciclo continuo. Nel settimo secolo B.C., Thales di Miletus credeva che lo spruzzo di superficie degli oceani fosse preso dal vento e trasportato nell’entroterra per cadere come pioggia. Nei periodi precedenti la gente non conosceva la fonte di acqua sotterranea. Pensarono che l'acqua degli oceani, sotto l'effetto dei venti, si spinse verso l’entroterra dei continenti. Inoltre credevano che l'acqua ritornasse da un passaggio segreto, o al Grande Abisso. Questo passaggio è collegato agli oceani ed è stato chiamato il ‘Tartarus’, sin dai tempi di Platone. Persino Descartes, grande pensatore del diciottesimo secolo, la pensa a questo modo. Fino al diciannovesimo secolo, la teoria di Aristotele era prevalente. Secondo questa teoria, l'acqua è stata condensata nelle grotte fredde della montagna e formato i laghi sotterranei che hanno alimentato le sorgenti. Oggi, sappiamo che l'acqua piovana che si filtra nelle crepe della terra è responsabile di ciò.

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Il ciclo dell'acqua è descritto dal nobile Corano nei seguenti versetti:

 "Non vedi dunque che Allah ha fatto scendere l’acqua dal cielo e poi l’ha guidata, nella terra, verso fonti sgorganti; quindi per suo tramite fa germinare graminacee dai diversi colori." [ Corano 39:21 ]

E leggiamo ancora I seguenti versetti:

 "E fa parte dei Suoi segni farvi scorgere il lampo, con timore e brama, e far scendere dal cielo l’acqua con la quale ridà vita alla terra che già era morta. Ecco davvero segni per coloro che ragionano." [ Corano 30:24 ]

"E facemmo scendere l’acqua dal cielo in quantità misurata e la mantenemmo sulla terra, anche se abbiamo la capacità di farla sparire." [ Corano 23:18 ]

Nell’Islam l’osservazione dei fenomeni naturali, come quello del ciclo dell’acqua è alla base della visione dell’universo e dell’essere umano, una visione poi inevitabilmente proiettata anche sull’aldilà.

Utilizzata sia in senso fisico che metaforico, l’acqua nel sacro libro dell’Islam è riscontrabile in diversi nuclei tematici. È il segno dell’onnipotenza creativa, della misericordia o del castigo di Dio. È l’elemento integrante nella storia di alcuni profeti. È il mezzo attraverso il quale l’essere umano si purifica. È una delizia del paradiso o una pena dell’inferno. E infine è il supremo simbolo della resurrezione come evento finale6 , ma anche come rinascita spirituale.

Oct 20, 2018 11:18 CET
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