Nov 14, 2018 12:31 CET

Nel nome di Dio, il Clemente, il Misericordioso. Cari amici di Pars Today Italian, siamo lieti di accompagnarvi anche oggi con l’interpretazione semplice e scorrevole dei versetti del Corano, l’ultimo testo rivelato dal Signore e la Sacra Scrittura di un miliardo e mezzo di persone al mondo.

Anche oggi proseguiamo la lettura della trentasettesima del Corano, la sura As-Safat, o delle Schiere Angeliche, nome ispirato dal primo versetto, che parla delle file degli angeli che servono il Signore. Questo brano del Corano e’ stato trasmesso dall’Arcangelo Gabriele al profeta quando egli si trovava alla Mecca. Essa parla per lo piu’ delle basi del credo e della fede e ricorda soprattutto le azioni di Abramo per promuovore l’adorazione dell’unico Dio. La sura contiene anche delle spiegazioni sugli angeli e sui demoni creati dal fuoco, i Jinn.

Ecco i versetti numero 114, 115 e 116 della sura As-Safat:

«وَلَقَدْ مَنَنَّا عَلَى مُوسَى وَهَارُونَ»،

Già colmammo di favore Mosè e Aronne, (37:114)

 

«وَنَجَّیْنَاهُمَا وَقَوْمَهُمَا مِنَ الْکَرْبِ الْعَظِیمِ»،

salvammo loro e il loro popolo dall'angoscia più grande, (37:115)

 

«وَنَصَرْنَاهُمْ فَکَانُوا هُمُ الْغَالِبِینَ»

prestammo loro soccorso, ed essi ebbero il sopravvento. (37:116)

 

In questa parte della sura As-Safat, che noi abbiamo tradotto col termine Schiere Angeliche, si ricordano alcuni dei doni generosi del Signore a Mose' ed al fratello Aronne. Il primo di questi fu sicuramente la liberazione della grinfie del Faraone e del suo seguito, e la vittoria su quest'ultimi.

Secondo il racconto coranico, il Faraone rendeva schiavi gli uomini e le donne adulti e sgozzava i figli maschi degli israeliti; in una simile situazione, armato della fede nel Signore, Mose' (la pace sia con lui) riusci a salvare il suo popolo e a liberarlo da quella grande sofferenza. Dopo la morte del Faraone e del suo esercito, che rimasero annegati nelle acque del Nilo, Mose' ed il suo popolo si impossessarono dei loro averi, dei loro palazzi e dei loro giardini.

Riflettendo su questi versetti, possiamo enumerare alcune conclusioni:

Primo – Dobbiamo ricordare la Grazia del Signore nei confronti dei benefattori del passato per potere avere una vita piu' serena.

Secondo – Uno dei piu' grandi doni divini e' la serenita' e la tranquillita' dello spirito.

Terzo – I profeti e i prescelti del Signore, pensano sempre ai deboli ed ai meno forti e cercano di aiutarli o perlomeno essere loro vicini nei momenti difficili. Gli uomini di Dio sono sereni solo dopo la sconfitta dell'ingiustizia.

 

Ed ora leggiamo i versetti 117, 118 e 119 della sura As-Safat:

 

«وَآتَیْنَاهُمَا الْکِتَابَ الْمُسْتَبِینَ»،     

 

Demmo ad entrambi la Scrittura esplicita, (37:117)

«وَهَدَیْنَاهُمَا الصِّرَاطَ الْمُسْتَقِیمَ»،

e li guidammo sulla retta via, (37:118)

 

«وَتَرَکْنَا عَلَیْهِمَا فِی الْآخِرِینَ» 

perpetuammo il loro ricordo nei posteri. (37:119)

 

Dopo il primo dono elargito a Mose ed Aronne, quella della liberazione dall'ingiustizia faraonica, qui si parla delle Scritture sacre, donate loro, affinche' fossero strumento di guida. La societa' dei figli di Israele, dopo essersi sottratta al Faraone, aveva bisogno di leggi e di una leadership per poter raggiungere l'equilibrio e non ricadere nelle grinfie di una dittatura. L'invio della Torah, e l'affidamento ad una guida come Mose', furono i doni successivi del Signore ai figli di Israele.

Dalla riflessione su questi versetti possiamo trarre alcune conclusioni:

Primo – La liberazione della gente dall'ingiustizia e dalla tirannia, apre loro la via verso il cielo e l'adorazione di Dio.

Secondo – A patto che non vengano modificate, e non vengano estremizzate, le sacre scritture sono uno strumento di guida per la gente ed una garanzia per la salute e l'equilibrio della societa'.

Terzo – Dio ringrazia e loda i profeti, i suoi messaggeri, e si sofferma sul fatto che i loro nomi vengono ricordati con amore dagli uomini, in tutte le ere.

 

Ed ora leggiamo i versetti 120, 121 e 122 della sura As-Safat:

 

«سَلَامٌ عَلَى مُوسَى وَهَارُونَ»،

 

Pace su Mosè e su Aronne! (37:120)

«إِنَّا کَذَلِکَ نَجْزِی الْمُحْسِنِینَ»،

Così ricompensiamo coloro che fanno il bene. (37:121)

 

«إِنَّهُمَا مِنْ عِبَادِنَا الْمُؤْمِنِینَ»

Erano entrambi Nostri servi credenti. (37:122)

 

Alla fine di questa parte della sura delle Schiere Angeliche, che parlava della vita di Mose e Aronne, questi due profeti vengono salutati dal Signore, probabilmente, pensano gli interpreti del Corano, per insegnare a tutti i fedeli di farlo e di rispettare i profeti e gli inviati del Signore.

Il Corano ricorda che proprio come e' successo a questi due profeti, anche gli altri benefattori, nella storia, verranno premiati in maniera stabile e perpetua da Dio; una questione che qui si ripete, e' la descrizione dei profeti come sinceri servi del Signore, nel senso che erano obbedienti e che eseguivano cio' che Dio comunicava loro; cio' non e' un qualcosa di scontato, anche perche' molte persone non eseguono il volere divino o come minimo, eseguono solo le leggi divine che riescono a comprendere.

Dal breve discorso intorno a questi versetti apprendiamo che:

Primo – Salutare gli uomini divini e' una azione meritoria che Dio stesso ci insegna attraverso il Corano.

Secondo – Ogni azione mirata a spiegare le parole divine e a guidare la societa' e' bonta' e tale bonta' e' caratteristica dei prescelti divini.

Terzo – Dio elargisce del bene ai buoni: questa e' una Sua tradizione fissa e perpetua che attraversa tutta la Storia.

 

Davood Abbasi 

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