Feb 04, 2019 11:32 CET
  • Iraniani Famosi (190): Shaykh al Tusi (p.2)

Cari amici, eccoci con voi con un altro dei grandi della nostra storia ossia il grande giurista e teologo persiano Shaykh al Tusi.

Il persiano famoso di cui vi parliamo dalla puntata precedente è Shaykh al Tusi, un giurista e teologo persiano sciita duodecimano, fondatore della Ḥawza di Najaf, vissuto tra il 996 ed il 1067 d.C. Noto come Shaykh Ṭūsī, Abū Jaʿfar Muḥammad ibn Ḥasan Ṭūsī, era soprannominato Shaykh al-Ṭāʾifa, che significa "Shaykh della branca" e fu un importante studioso musulmano imamita. Fu autore di due dei quattro più rilevanti saggi dello sciismo per quanto riguarda la "scienza dei ḥadīth": il Tahdhīb al-aḥkām e l'al-Istibsār. Nella puntata precedente abbiamo appreso la prima parte della sua vita. Ecco il seguito tra pochi istanti.

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Dopo che nel 1055 d.C., a seguito del cambiamento politico e confessionale, la casa e la biblioteca di al-Ṭūsī furono messe a fuoco, lui lasciò la città e si diresse a Najaf, nel sud dell’Iraq. Najaf, la città in cui il califfo e primo Imam degli sciiti, ʿAlī b. Abī Ṭālib è inumato, è sempre stata un importante centro dello sciismo. Tuttavia fu l'arrivo dello Shaykh al-Ṭūsī a far guadagnare a Najaf la centralità assoluta agli occhi di tutti gli sciiti, grazie anche al fatto che, con lo Shaykh al-Ṭūsī, essa diventava il più importante centro di studi sullo sciismo: caratteristica questa conservatasi nei secoli fino agli ’60 del secolo scorso, quando per via della presenza dell’Imam Khomeini, Qom divenne probabilmente più importante di Najaf. Lo Shaykh Tusi rimase li’ fino alla morte, continuando a insegnare a una limitata cerchia di studenti, tra cui suo figlio Abū ʿAlī al-Ḥasan, che gli succedette. Meritevoli anche di menzione sono Sulaymān al-Ṣahrashtī, al-Ḥasan b. al-Ḥusayn b. Bābawayh (nipote di Ibn Bābawayh, detto al-Ṣadūq), Isḥāq b. Muḥammad al-Qummī (nipote di al-Ṣadūq), Shahrāshūb al-Māzandarānī (nonno del famoso autore delle Manāqib Āl Abī Ṭālib) e anche al-Fattāl al-Nīshābūrī. Lo Shaykh al-Ṭūsī morì a Najaf il 22º giorno di Muharram dell'anno 460 dell’egira lunare, equivalente al 2 dicembre 1067. Il suo corpo fu inumato nella sua stessa casa, che divenne moschea, secondo il suo desiderio. A lui succedette il figlio al-Ḥasan, conosciuto come al-Mufīd al-Thānī (il "secondo Mufīd"), anch'egli considerato un tra gli studiosi sciiti di grande spicco.

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Dopo aver completato i propri studi preliminari, lasciò nel 1017 il Khorasan - fondamentalmente sunnita-sciafeita e in buona parte controllato di fatto dal Ghaznavide Maḥmūd - per raggiungere Baghdad, dove la Shi'a dominava grazie al patronato dei Buwayhidi. Lì studiò sotto la guida di Maestri imamiti, tra cui Abū l-Ḥasan ibn Abī Jūd, Aḥmad b. Muḥammad b. Mūsā al-Aḥwāzī, al-Ghadāʾirī, Ibn ʿAbdūn e, in particolare, il grande decano dei razionalisti imamiti, permeato di principi mutaziliti: lo Shaykh al-Mufīd, di cui divenne presto il pupillo malgrado l'età assai giovane. Alla morte dello Shaykh al-Mufīd nel 1022, il suo discepolo al-Sharīf al-Murtaḍā, detto ʿAlam al-Hudā, che aveva studiato anche sotto la guida del mutazilita ʿAbd al-Jabbār, assunse la leadership degli imamiti della capitale abbaside. Di conseguenza, Ṭūsī divenne il suo principale discepolo. Studiosi di rilievo, quali Shaykh al-Mufīd, al-Najāshī, al-Karājakī e Abū Yaʿlā al-Jaʿfarī, erano ancora attivi a Baghdad, ma alla morte di al-Sharīf al-Murtaḍā nel 1044 egli ne fu il successore.

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