• Come si vive nell’Islam 42

Abbiamo detto che in base agli principi coranici e della Tradizione del Profeta e degli immacolati Imam, l’educazione dei figli è affidata principalmente alla donna; per questo il ruolo della madre ha una grande importanza nell’Islam ed è il ruolo principale della donna.

Ci sono moltissimi versetti e Tradizioni dedicati a questo.

Ovviamente tutta una serie di pratiche religiose e spirituali, quali la Preghiera, il digiuno, il Pellegrinaggio, le invocazioni, le veglie notturne, la carità, l’autodisciplina, la recitazione del Corano, il Ricordo di Dio l’Altissimo, sono prescritte e consigliate tanto all’uomo quanto alla donna, nella stessa maniera e sia dal punto di vista qualitativo che nel suo aspetto quantitativo. L’uomo, senza alcuna distinzione di genere sessuale, di colore dellla pelle o dell’appartenenza razziale, in quanto il creato piu’ nobile del Signore ha tutte le potenzialita’ di arrivare ai gradi piu’ elevati della perfezione spirituale.

Ma sappiamo anche che la valorizzazione e sacralizzazione di alcuni aspetti specifici della femminilità, della natura e predisposizioni della donna, emerge chiaramente da alcune Tradizioni.

Il concetto di adorazione, a cui abbiamo accennato all’inizio, che è il fine della creazione dell’essere umano, è intimamente e indiscutibilmente legato alla conoscenza di Dio Altissimo, quindi a quello che viene definito la gnosi.

Ma questo concetto di adorazione, Ebadat in arabo, è molto più ampio di quanto le parole, soprattutto se tradotte dall’arabo in qualsiasi altra lingua, possa lasciare pensare. Istintivamente, se associato all’Islam, la mente corre alla Preghiera, o al digiuno, o alla recitazione del Corano. Ma adorare è molto più di tutto ciò e costituisce la via di realizzazione islamica. Contemplare il creato o riflettere sull’Assoluto vengono ritenuti degli atti di adorazione. Questo e’ un concetto che puo’ essere concepito e compreso nel modo migliore leggendo I versetti 35 e 36 della Sura Al Ahzab, nel Sacro Corano quando dice:

“ In verità i musulmani e le musulmane, i credenti e le credenti, i devoti e le devote, i leali e le leali, i perseveranti e le perseveranti, i timorati e le timorate, 

quelli che fanno l'elemosina e quelle che fanno l'elemosina, i digiunatori e le digiunatrici, i casti e le caste, quelli che spesso ricordano Allah e quelle che spesso ricordano Allah, sono coloro per i quali Allah ha disposto perdono ed enorme ricompensa.    Quando Allah e il Suo Inviato hanno decretato qualcosa, non è bene che il credente o la credente scelgano a modo loro. Chi disobbedisce ad Allah e al Suo Inviato palesemente si travia.”

In base ai versetti coranici che vi abbiamo riportati possiamo dunque ritenere che ricercare la conoscenza o aiutare le persone, sono altri atti di adorazione. Questo perché se un atto viene realizzato con sincerità e purezza dell’intenzione, e per adempiere alla volontà di Dio Onnisciente, e quindi all’interno della Legge sacra, diventa esso stesso sacro, un passo verso l’alto, un avanzamento

Alcuni di essi sono specifici dell’uomo ed altri della donna. Per l’uomo, ad esempio, lavorare in modo lecito per mantenere la famiglia ed essere indipendente, è ritenuto uno dei grandi atti di adorazione.

Per la donna, la cura della casa, la sua protezione, il creare un clima di tranquillità e serenità al suo interno, la gravidanza, il parto, l’allattamento, lo svezzamento, l’educazione e cura dei figli, sono altrettanti atti di adorazione. Azioni che possono sembrare apparentemente come terrene, non direttamente collegate con il mondo metafisico, ma se compiute lungo il sentiero della volontà divina, assumono un ruolo spirituale, diventano sacre.

Il Profeta (SA) dice: “Il lavoro e lo sforzo che ogni donna compie all’interno della casa saranno ricompensati da Dio in maniera uguale ai martiri e ai combattenti”.

Il Profeta (SA) in un altro hadith dice ancora: “Il merito della donna durante la gravidanza, il parto e all’allattamento è pari a un uomo che compie il jihad (combatte sulla via di Dio) e se la donna muore in tale periodo raggiunge lo stesso grado di martire , che e’ il più alto grado nell’Islam”. (Makarimul Akhlaq, pag. 238).

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Jun 21, 2016 13:01 CET
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