Per i salafiti qualsiasi deviazione dai detti e dalla condotta dei 'Salaf-us-Salih considerati da loro come gli unici modelli di virtù religiosa è illecito.

La falsa ideologia salafita richiama i suoi seguaci a seguire e applicare rigorosamente non solo i principi del Sacro Corano ma anche la condotta della prima generazione di musulmani, contemporanei o di poco posteriori al profetta Muhammad(as); loro si oppongono ai modernisti che invece ritengono di poter dare ad esse una interpretazione più estensiva e ragionevole basata sul Corano e sulla Sunna del Profeta; i salafiti definiscono quindi “non credenti” i musulmani progressisti. Tutto mentre gli stessi Salaf-al Salih, le prime generazioni dei musulmani, non seguivano così per filo e per segno i loro predecessori.
Il primo passo per conoscere una scuola di pensiero o una ideologia, in particolare religiosa,  è quello di scoprire i metodi applicati da esse per raggiungere la conoscenza della verità. uno degli strumenti per raggiungere la conoscenza e un criterio per giudicare la verità, secondo la sharia, è la ragione e l’intelletto umano. Nel cercare di comprendere il ruolo della ragione nell'Islam è essenziale distinguere tra il razionalismo, cioè il tentativo di costruire un sistema chiuso che abbraccia la realtà nella sua totalità e basato soltanto sulla ragione umana, e il rispetto per la logica, perché al suo proprio livello la logica è un aspetto della verità, e la verità (al-haqq) è un nome di Dio. L'intelligenza, in modo simile, è un dono divino che conduce l'uomo ad affermare la dottrina dell'Unità (al-tawhîd) e le verità essenziali della Rivelazione islamica. L'uso della logica nella visione del mondo islamica è come l'utilizzo di una scala che conduce l'uomo dal mondo della molteplicità verso il Divino.

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Infatti la principale differenza fra  l'animale e l’uomo è determinata dal fatto che questo ultimo è dotato della ragione e attraverso la quale riesce a scoprire la verità. L’islam considera la ragione come uno degli strumenti validi per edificare l’edificio del sapere. L’unione tra Rivelazione e ragione si trova anche nel Corano, sacro libro dell’islam. La fonte della Rivelazione nell'Islam è l'arcangelo Gabriele o l'Intelletto Universale. Intelletto (al-'aql al-kullî nel linguaggio dell'hadith) e la stessa parola 'aql significano etimologicamente, contemporaneamente, ciò che lega o limita l'Assoluto nella direzione della creazione e anche ciò che lega l'uomo alla verità, a Dio stesso. Nella prospettiva dell'Islam è precisamente l''aql quello che mantiene l'uomo nel retto sentiero (al-sirât al-mustaqîm) e gli impedisce di sviare. E' per questo che tanti versetti del Corano equiparano gli sviati a coloro che non possono utilizzare il loro intelletto. Il termine “aql” è stato mezionato 43 volte nel Corano come nell'espressione “wa la yaqilun”, “essi non comprendono” o letteralmente “non usano il loro intelletto” - il verbo “ya-qulun” deriva dalla radice 'aqala, legata ad 'aql-; o il versetto “la yafqahûn”, “essi non comprendono”, dove il verbo “yafqahûn” è legato alla radice “faqiha”, anch'esso con il significato di comprensione o conoscenza. Nei numerosi versetti del corano il Signore  attraverso la ragione e la logica conduce l'uomo ad affermare la dottrina dell'Unità (al-tawhîd).
“Se nei cieli e sulla terra ci fossero altre divinità, oltre ad Allah, già gli uni e l'altra sarebbero corrotti. Gloria ad Allah, Signore del Trono, ben al di sopra di quello che Gli attribuiscono.”(21/22)
In alcuni versetti del corano c'è un invito a riflettere e a meditare che conducano alle conclusioni prestigiose. Nella sura Zumar i versetti 17 e 18 leggiamo:” [Annuncia] la lieta novella a coloro che si separano dagli idoli per non adorarli e si inchinano ad Allah.Annuncia la lieta novella ai Miei servi, che ascoltano [attenti] la Parola e obbediscono a quanto di meglio essa contiene. Essi sono coloro che Allah ha guidato, sono i dotati di intelletto.”

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Il Corano invita anche tutti gli esseri umani a riflettere sulla creazione di questo universo:” In verità, nella creazione dei cieli e della terra e nell'alternarsi della notte e del giorno, ci sono certamente segni per coloro che hanno intelletto,che in piedi, seduti o coricati su un fianco ricordano Allah e meditano sulla creazione dei cieli e della terra, [dicendo]: “Signore, non hai creato tutto questo invano. Gloria a Te! Preservaci dal castigo del Fuoco.”(3:190.191)
Nei versetti 53 e 54 della sura Al-Ghâfir (Il Perdonatore) coloro che hanno intelletto vengono presentati come colui a cui è stata affidata la guida divina: “Già demmo la guida a Mosè e facemmo dei Figli di Israele gli eredi della Scrittura,come direzione e monito per coloro che hanno intelletto.”
In alcuni versetti vengono menzioni la brutta fine che hanno avuto quelli che non hanno seguito la propria ragione e l’hanno negata:” E diranno: “Se avessimo ascoltato o riflesso, non saremmo tra i compagni della Fiamma”.
Secondo l’Islam, la ragione e' uno strumento per raggiungere le verità divine presenti nella Rivelazione, verità che sono super-razionali ma non irrazionali.

 

Feb 20, 2017 09:27 CET
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