• Meraviglie dell'Iran (52): l'isola di Qeshm + IMMAGINI

siamo in vostra compagnìa per farvi salire sul tappeto volante che vi porta a scoprire le regioni dell’Iran. Amici le puntate scorse abbiamo viaggiato nell’isola di Kish, la perla del Golfo Persico. Oggi la nostra meta e’ un’altra isola della regione di Hormozgan ovvero l’isola di Qeshm!

L’isola di Qeshm con i suoi 1500 chilometri quadrati di estensione e’ l’isola più grande del Golfo Persico ed e’ 2 volte e mezza la grandezza della seconda grande isola del Golfo Persico, ovvero il Bahrain.

Qeshm nella cartina dell'Iran

L’isola di Qeshm e’ vicina allo Stretto di Hormuz, che con i suoi 55 km di larghezza e’ uno dei più importanti e strategici passaggi marittimi del mondo. Questo stretto collega i 900 chilometri di lunghezza del Golfo costeggiati dal litorale iraniano ai grandi mari del mondo.

Tornando all’isola di Qeshm va detto che l’isola e’ lunga 120 chilometri e che la sua larghezza varia tra i 10 e o 35 chilometri. Quest’isola ha anche delle piccole vette che arrivano ad una elevazione massima di 350 metri.

Immagine dell'isola di Qeshm dall'alto

Il clima dell’isola e’ caldo ma soprattutto molto umido e l’umidità in alcuni mesi dell’anno raggiunge anche il 95%.

La flora dell’isola di Qeshm e’ caratterizzata da alberi come il loto, l’acacia, prosopis e altre piante tipiche delle zone desertiche. La pianta più importante dell’isola però e’ quella che ha formato le foreste di Hara e che e’ una pianta dalle foglie ampie ovvero l’Avicennia marina che è una mangrovia della famiglia delle Verbenaceae; questa pianta e’ stata nominata in maniera tale in onore del grande scienziato iraniano Avicenna.

Le foreste di Avicennia marina a Qeshm

Le foreste di Avicennia marina si trovano a nord-ovest dell’isola di Qeshm e coprono una superfice di 15 mila chilometri quadrati. Queste foreste naturali sono una zona protetta internazionale dato che e’ considerato un habitat prezioso per molteplici specie animali e vegetali; vi dimorano soprattutto uccelli migratori e vicino ad esse si riproducono gamberi ed altre specie marine.

Specie marine a Qeshm

Visitare Qeshm senza inoltrarsi nelle splendide ed incontaminate foreste di Hara e’ un vero peccato. Il bello e’ che queste foreste sono come delle foreste normali e fuori dall’acqua quando c’e’ la bassa marea ma quando c’e’ l’alta marea vengono in alcune zone, sommerse interamente dall’acqua del mare e per questo costituiscono un qualcosa di più unico che raro in tutto il mondo.

Una tartaruga nuota nel mare di Qeshm

L’isola di Qeshm e’ stata riconosciuta nel 1989 come il secondo porto dell’Iran e zona franca commerciale e dall’anno seguente e’ iniziata in essa una grande attivita’ commerciale; non a caso negli ultimi anni alcuni progetti edilizi di grandi dimensioni hanno reso l’isola più adeguata alla grande attività commerciale con i paesi adiacenti.

La popolazione autoctona di Qeshm

In pratica, oltre alla popolazione autoctona, l’isola ha un numero considerevole di abitanti non originari che sono attivi nei settori dell’industria, delle miniere, del commercio, della finanza o lavorano negli uffici statali. La gente in quest’isola parla naturalmente il persiano o il Farsi ma nelle città di Qeshm e Dargahan per via delle relazioni con Bandar Abbas e Minab, si parla il dialetto Bandarì. Nei villaggi dell’entroterra di Qeshm invece, per via dei viaggi commerciali la gente conosce bene anche l’arabo e l’indiano ed il dialetto locale e’ pieno di termini provenienti da queste due lingue; l’ultima delle lingue che ha lasciato una sua traccia nel dialetto di Qeshm e’ l’inglese.

Signora vende gamberi al bazaar del pesce di Qeshm

I limiti imposti dalla natura rendono difficile l’attività agricola a Qeshm. Le precipitazioni sono sporadiche e la mancanza di acqua dolce rende difficile l’agricoltura che viene pertanto effettuata in stile tradizionale e quindi senza irrigazione artificiale. Nell’isola e’ più consistente invece l’attività agricola. Una delle industrie tradizionali dell’isola che e’ stata modernizzata e’ quella della fabbricazione di imbarcazioni, da quelle piccole a quelle più grandi.

Turisti iraniani a Qeshm

Qeshm viene visitata annualmente da migliaia di turisti per via delle sue attrazioni storiche e naturali.

I resti dei palazzi e delle dighe ritrovati dimostrano che l’isola era un fiorente centro in era Sasanide e cioè prima dell’arrivo dell’Islam in Iran. Negli ultimi secoli la ricostruzione e la modernizzazione dell’isola e’ stata avviata soprattutto dopo che i portoghesi sono stati cacciati da essa.

Resti del periodo Sassanide a Qeshm

L’isola, purtroppo, e’ stata occupata per un periodo anche dalle truppe britanniche. Tra le sue maggiori attrazioni storiche e naturali citiamo la moschea di Sheikh Barkh, la moschea Jamè, il castello dei portoghesi, i palmeti ed i giardini di Turian e Deirestan e naturalmente le spiagge.

Il castello dei portoghesi a Qeshm

Il castello dei portoghesi e’ uno dei luoghi turistici più visitati dell’isola che si trova a nord di essa e vicino alle coste. Il castello venne costruito nel 1507 per ordine del noto navigatore Alfonse de Albuquerque che occupò le isole all’entrata del Golfo Persico prendendo così in mano l’arteria che collegava l’India e l’Europa. I portoghesi riuscirono a tenere in mano questo passaggio marittimo per 110 anni e per farlo costruirono castelli e fortezze che oggi si trovano oltre che a Qeshm pure in altre isole iraniane.

Il castello a Qeshm ricopre una superficie di oltre 2 mila metri quadrati ed e’ fatto di pietre calcaree ed e’ stato fortificato e ricostruito nel corso di un secolo per ben 4 volte. Il castello ha 4 torri e vi sono cannoni e catapulte ed un gran magazzino che serviva a tenere le munizioni. 

Nel 1623 questo castello e le altre fortezze portoghesi nel Golfo Persico vennero conquistati dai condottieri safavidi che da allora fecero regnare sullo stretto di Hormuz il dominio degli iraniani.

a cura di Davood Abbasi

Guida turistica ufficiale della Repubblica Islamica dell'Iran

Jun 01, 2017 11:47 CET
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