Set 20, 2020 09:17 Europe/Rome
  • Egitto, autostrade in mezzo alle piramidi: l’allarme degli archeologi

Il progetto è sostenuto dal presidente Abdel Fatah al-Sisi che vuole modernizzare le infrastrutture di collegamento a Il Cairo. Ma piovono critiche da parte di egittologi e ambientalisti

Il Cairo - ll presidente egiziano Abdel Fatah al-Sisi ha rilanciato progetti per vie veloci di comunicazione, già bloccati dagli Anni Novanta dall’intervento dell’Unesco, che mirano a decongestionare il traffico attorno al Cairo ma potrebbero mettere in pericolo i tesori archeologici vicino alla capitale.

Le Grandi Piramidi, la principale destinazione turistica dell'Egitto, sono le uniche sopravvissute delle sette meraviglie del mondo antico e l'altopiano è un patrimonio mondiale dell'Unesco.

Le autostrade fanno parte di una spinta infrastrutturale guidata dai potenti militari egiziani e sostenuta da al-Sisi, che sta costruendo una nuova capitale per alleviare la pressione demografica a Il Cairo, che conta 20 milioni di persone.

L'autostrada settentrionale attraverserà il deserto a 1,6 miglia a sud delle Grandi Piramidi mentre quella meridionale passerà tra la piramide di Saqqara ( che è la più antica) e l'area di Dahshur, sede della "piramide piegata" (nota anche come "piramide romboidale) e della "piramide rossa".

I critici affermano che potrebbero causare danni irrevocabili a uno dei siti più importanti al mondo.

 

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