Dic 04, 2021 10:58 Europe/Rome
  • Nel mondo 30.000 acceleratori, dalla nuova fisica all'energia pulita

ROMA-Sono 30.000 gli acceleratori di particelle attualmente accesi in tutto il mondo e, di questi, quelli che esplorano i segreti dell'universo sono una piccolissima parte:

 moltissimi sono invece dedicati a ricerche su tumori e proteine, tecnologie per l'energia pulita e l'informatica, nuovi materiali e archeologia: è questa l'eredità di Bruno Touschek, il fisico austriaco fuggito nel 1945 dalla deportazione e che in Italia ha dato vita alla nascita del primo acceleratore di particelle.

I fisici lo ricordano a 100 anni dalla nascita in una tre-giorni di convegni organizzati nei luoghi in cui Touschek ha lavorato, dando un ulteriore e importante impulso alla scuola italiana di fisica: dall'Università Sapienza di Roma ai Laboratori di Frascati dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn), all'Accademia dei Lincei.

"Ricordo che qualcuno mi disse che, durante la costruzione di Adone, Bruno e altri hanno dovuto prendere decisioni irreversibili senza avere alcun indizio. In ogni caso, le decisioni sono state quelle giuste, altrimenti Adone potrebbe aver avuto anni di ritardo", ha detto oggi il Nobel Giorgio Parisi, ricordando alla Sapienza i primi acceleratori nati per iniziativa di Touschek: Ada (Anello di accumulazione) e Adone. Sono state queste due macchine ad aprire la strada a tutti gli altri acceleratori di particelle, macchine che "da mezzo secolo portano a scoperte di primo piano e la cui tecnologia si è evoluta notevolmente", ha osservato il Nobel Carlo Rubbia, che ha partecipato all'incontro il collegamento. Il più grande acceleratore di particelle del mondo, il Large Hadron Collider (Lhc), è solo "la punta dell'iceberg", ha aggiunto Rubbia riferendosi alle numerose applicazioni degli acceleratori."All'inizio degli anni '60 Touschek aveva lanciato l'idea di costruire una macchina completamente nuova, nella quale giravano in senso opposto elettroni e positroni che si sarebbero scontrati.Credeva che questo processo avrebbe potuto sondare il mondo fisico", osserva il fisico Luciano Maiani, della Sapienza. "Aveva intuito - ha aggiunto - che si potevano produrre particelle che non sono nella materia ordinaria". Ricordare Touschek, ha aggiunto Maiani, è anche l'occasione per fare il punto sul futuro degli acceleratori, a partire dal successore dell'Lhc.

 

 

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